Sulla Michelin 2026 confermate le tre stelle per il 12 Apostoli, mentre il Famiglia Rana ottiene per la prima volta le due stelle. Premiati con una stella Desco e Iris a Verona; Vecchia Malcesine, Oseleta, Amistà e Nin in provincia
La Guida Rossa Michelin è una pubblicazione annuale che da oltre un secolo rappresenta il principale riferimento mondiale nella valutazione di ristoranti ed alberghi. Nata in Francia nel lontano 1900, da un'idea di André Michelin, fondatore col fratello Edouard dell'omonima azienda francese di pneumatici, oggi copre oltre 40 paesi con diverse edizioni locali e internazionali. Le valutazioni sono espresse con l'assegnazione delle famose Stelle Michelin, da una a tre, e con delle menzioni d’onore. Nell'edizione italiana del 2026 sono presenti 393 ristoranti stellati, di cui 14 segnalati con tre stelle; 38 con due e 341 con una
I locali veronesi ben figurano nella guida, con il Casa Perbellini 12 Apostoli a cui sono state confermate le tre stelle ricevute nel 2025 e il Famiglia Rana che ottiene per la prima volta le due stelle. Premiati con la stella il Desco e Iris in città; Vecchia Malcesine, Oseleta, Amistà e Nin in provincia. Menzionati come Bib Gourmand per l’eccellente rapporto qualità prezzo la Trattoria Al Bersagliere e l’Osteria Mondo d'Oro di Verona, la Trattoria alla Ruota di Negrar, il Dalla Rosa Alda a Sant'Ambrogio di Valpolicella e il 13 Comuni a Velo Veronese. In totale i ristoranti veronesi segnalati quest’anno dalla Guida Michelin sono 43. Autentica superstar lo chef Giancarlo Perbellini, che ottiene tre stelle con il 12 Apostoli, la menzione Bib Gourmand per il Mondo d'Oro e la segnalazione per la Locanda Perbellini di Garda
Sulla Guida Michelin 2026 al Casa Perbellini 12 Apostoli (Verona) è riconosciuta la creatività, la tecnica e la capacità di emozionare in ogni piatto. Famiglia Rana (Oppeano) viene premiato per una cucina di territorio modernissima e un servizio impeccabile. Il Desco (Verona) per una proposta che unisce armonia tra tradizione e ricerca. Iris Ristorante (Verona) per l’offerta gastronomica raffinata in continua evoluzione. Oseleta (Cavaion) per il rapporto con il territorio e la selezione degli ingredienti. Nin (Brenzone) per l’eccellente cucina che valorizza il Lago. Amistà (Corrubbio) per la cucina in cui dialogano tradizione e innovazione. Vecchia Malcesine (Malcesine) per quel suo interpretare il territorio gardesano con una cucina di grande ricercatezza. Nell’edizione del 1957, la prima dedicata al Belpaese, i ristoranti di Verona segnalati erano sei: Pedavena, Tre Corone; 12 Apostoli, Torcolo, Torcoloti e Cirillo


