Nei giorni scorsi il corpo di un cane è stato ritrovato abbandonato in fondo a una scarpata, in un vajo a nord di Verona. Il povero animale era stato chiuso in un sacco nero da rifiuti e gettato nel bosco. Secondo la ricostruzione della Polizia Provinciale e le indagini forensi condotte sul corpo dell’animale presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, la cagnolina era malata di tumore e necessitava di costose cure; i proprietari l'avrebbero uccisa a bastonate e poi si sarebbero disfatti del cadavere. A trovare il sacco dal quale spuntava la coda dell'animale, un meticcio di taglia media, è stato un cacciatore della zona, il quale ha immediatamente allertato il comando di via San Giacomo
Sulla triste vicenda è duramente intervenuto il Vicepresidente della Provincia di Verona, David Di Michele (nella foto) "Si tratta di un gesto di crudeltà inaccettabile che ferisce profondamente la coscienza della nostra comunità. Chi compie atti di violenza contro gli animali dimostra un totale disprezzo per la vita e per i valori fondamentali di rispetto e civiltà che devono caratterizzare la nostra società. La Provincia condanna con la massima fermezza questo comportamento e si costituirà parte attiva nel sostenere tutte le azioni necessarie affinché i responsabili rispondano delle loro azioni davanti alla giustizia". Per questo episodio due persone sono state denunciate all’autorità giudiziaria con l'accusa di uccisione di animale, reato penale punito dall'art. 544-bis del Codice Penale con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. "Per quanto emerso dalle nostre indagini, l’ipotesi di quanto accaduto è cruenta – ha dichiarato il comandante della Polizia Provinciale di Verona, Damiano Cappellari – Ora le responsabilità andranno confermate dall’Autorità Giudiziaria. Il personale ha svolto indagini approfondite e meticolose. Un ringraziamento anche al cacciatore che ha segnalato il corpo dell’animale: non si è girato dall’altra parte e ha agito con responsabilità e senso civico"


