Teatro Lirica Danza

Concerti Live Show

The Lumineers | Automatic Tour

ore 21.00: unica data italiana del loro Automatic World Tour 2026, i Lumineers saranno in Arena la sera di lunedì 6 luglio. Le loro canzoni hanno fatto sognare milioni di persone in tutto il mondo e ora tornano dove la musica diventa magia, con un imperdibile concerto nel millenario anfiteatro romano di Verona. Con 24 brani al vertice delle classifiche internazionali, la band guidata da Wesley Schultz e Jeremiah Fraites si conferma tra le più amate e influenti dell’ultimo decennio. L’appuntamento veronese è parte del tour mondiale che accompagna l’uscita di Automatic, il loro quinto album. Un’occasione per i fan di ascoltare dal vivo i nuovi brani insieme ai grandi successi che hanno segnato la carriera dei Lumineers, da Ho Hey a Ophelia
Dai primi esordi nelle cantine e nei piccoli club di Denver al successo planetario, The Lumineers hanno saputo coniugare autenticità folk, melodie evocative e una potenza live capace di riempire arene e stadi in ogni angolo del mondo. Il loro debutto del 201 li ha consacrati con la hit mondiale “Ho Hey”, raggiungendo il #2 della Billboard 200 e ottenendo triplo platino negli Stati Uniti e in Canada. Nel 2016 ul successivo Cleopatra ha debuttato al #1 negli USA, Regno Unito e Canada, spinto dal singolo Ophelia, che ha superato il miliardo di stream su Spotify. Ora, con Automatic, Schultz e Fraites aprono un nuovo capitolo. Il disco, registrato a Woodstock insieme ai produttori David Baron e Simon Felice, è intimo, diretto e profondamente umano; esplora nuovi territori sonori e tematici, fondendo ironia, vulnerabilità e la ricerca di connessione in un mondo sempre più complesso  

Mostre ed Esposizioni

Monumenti

Storia

Verona, sei una Strega?

LETTERA DI UNA VIAGGIATRICE INNAMORATA (Virginia Murru)
Ciao Verona... conoscerti è un privilegio, è stato come allungare il passo nell’inquietudine di un sapere sempre costretto in limiti angusti e indefiniti; chi non percorre le vie lastricate della tua storia, mancherà sempre un po’ a se stesso e ai millenni che hanno preceduto. Sto per rientrare nella mia isola, un’Atlantide circonfusa di misteri e appiombi di silenzio, sbrecciati solo dall’urlo del maestrale. Un potente airone d’acciaio mi riporterà in quelle aspre solitudini. Si accendono i potenti motori, l’aereo percorre a fortissima velocità quel tratto di prospettiva quasi incombente, e infine s’alza in volo come un comune essere alato. Pochi secondi per raggiungere colonne d’aria rarefatta, mentre le ali urtano le atmosfere soffici della notte. E’ una sera calma della prima decade d’ottobre, e il clima è stato indulgente anche a Verona… Verona! Eccola dall’alto mentre ne sorvoliamo i dintorni avvolti in una leggera foschia; un effluvio di luci rimbalza nell’oscurità con immagini quasi irreali. L’Adige è un itinerario nero e serpeggiante, quasi impercettibile. Mentre si va sempre più in alto, ricordo le emozioni degli ultimi giorni, rivolto immagini di questa città quasi inverosimile, brecce nei ricordi ancora pervasi stupore; cromie dei tuoi profili, carissima Verona. Una settimana nello splendore del tuo centro storico, per vedere quanto basta a renderti indimenticabile. Mi rivedo nei selciati dei vicoli illuminati da vecchie lanterne con bracci in ferro battuto, e ho l’impressione che nulla sia cambiato nella cripta della tua anima antica. Mi sembra di calpestare frammenti di storia, mentre osservo in ogni angolo prospetti d’arte che s’aprono su gloriosi orizzonti, che hanno vestito i secoli in abiti di lusso. Il tuo profilo storico è un epicentro che s’esprime in pulpiti grandiosi, e tutto vi ruota intorno con magnetismi che rastremano il tempo, lo precipitano in altri scenari di vita; se non ci fossero le luminarie, e le insegne dei negozi incastonate nei portici dei TUOI PALAZZI, la simbiosi col passato sarebbe totale. Ma l’attrito tra i secoli qui può diventare un soffio eludibile, se il visitatore s’abbandona al fascino delle attrattive architettoniche o alla suggestione delle bellezze naturali. Queste ultime formano perfetto connubio con l’eclettismo dell’estro: degna cornice, la natura, quando racchiude i talenti umani nella sua magnificenza. Qui ogni epoca ha espresso capolavori con finezze inaudite, negli angoli in vista e anche in quelli più nascosti. Sei bellissima Verona, anche tra le quinte brumose dei monti e le pendenze dei colli vicini, dove spicca la merlatura dei castelli, o s’alza fiero il vertice dei campanili. Mi rivedo ad attraversare ponti, a scrutare grandi volatili che volteggiano come note bianche tra i panneggi del tramonto intorno all’Adige, li vedo sfiorare la superficie dell’acqua e planare ancora nelle indefinite frontiere della sera. Mi fermo sotto un lampione ad osservare il fiume

Piatti tipici