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Pictures from Juliet

La Casa di Giulietta ospita, al quarto piano, la mostra Pictures from Juliet (Charles Dickens a Verona nel 1844) curata da Fausta Piccoli e Andrea Tenca. Nel novembre 1844 lo scrittore inglese Charles Dickens venne in visita a Verona, descrivendo nel suo diario di viaggio Pictures from Italy, pubblicato nel 1846, impressioni, umori, emozioni suscitate alla vista delle vie, delle piazze, dei monumenti veronesi. “Pleasant Verona!” ripete lo scrittore con ammirazione. Il racconto si snoda nel segno di un eclatante omaggio shakespeariano: con la sua inconfondibile penna, in bilico tra ironia e incanto, Dickens restituisce un potente ritratto della Casa e della Tomba di Giulietta nel loro aspetto ottocentesco
In un suggestivo dialogo tra parole e immagini, undici cornici appositamente allestite al quarto piano, nella Sala del Cielo Stellato, accompagnano il visitatore alla scoperta dell’itinerario veronese di Dickens, con il commento visivo di oltre venti incisioni, fotografie e cartoline delle collezioni museali, databili tra il primo ‘800 e il primo ‘900. Ogni immagine racconta un delicato frammento di storia cittadina, colto vuoi attraverso gli occhi di disegnatori e incisori, vuoi dai primi apparecchi fotografici che ritraggono i luoghi di Giulietta e le maggiori emergenze monumentali di Verona, così come si presentavano agli occhi dei viaggiatori europei dell’epoca: un viaggio nel tempo che non mancherà di suscitare curiosità su un luogo dalla storia antica e sorprendente

Contenuti Editoriali

Toto Sindaco, la corsa è partita

Nella primavera del prossimo anno i veronesi andranno alle urne per eleggere il nuovo Sindaco e i 36 componenti del Consiglio Comunale, che guideranno la città per cinque anni. La data più probabile sarà quella di domenica 23 e lunedì 24 maggio 2027. Nelle segreterie dei partiti è iniziato il countdown: si studiano le strategie e si abbozzano le liste. Il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, assieme con i partiti minori della sinistra, punteranno sull’uscente Damiano Tommasi. Una parte del PD veronese, vicina al segretario nazionale Elly Schlein, avrebbe preferito scaricare l’ex calciatore e candidare lo stimato consigliere regionale Gianpaolo Trevisi, ma la sonora batosta al referendum dello scorso marzo (con Verona unica grande città italiana in cui il SI ha vinto) ha stoppato ogni pensiero di cambiamento. Troppo alto il rischio. Allora nonostante grossi mal di pancia, soprattutto su urbanistica e tutela degli alberi, tutti sorridenti e uniti a correre per la rielezione di Tommasi. Del resto, perdere la "carega" e andare a lavorare, non piace a nessun politico
Nel centrodestra le cose sono più complicate. Nonostante le divisioni del 2022 abbiano regalato la vittoria alla sinistra, ancora oggi Fratelli, Lega e Forza Italia continuano a viaggiare su binari lontani. Molti sono i nomi che circolano, troppi per immaginare che la coalizione filogovernativa possa trovare una quadra prima dell’estate. I risultati delle ultime regionali vedono sicuramente in pole position i candidati di Fratelli d’Italia, che potrebbero puntare sull’eurodeputato Daniele Polato, che vanta una lunga esperienza nel Comune di Verona, tra Giunta e Consiglio Comunale. Molto quotata anche la candidatura del ministro Gianmarco Mazzi, grande amante di Verona e della veronesità. In casa Lega il nome di bandiera è quello di Paolo Borchia, che però avendo vissuto tra Bussolengo e Bruxelles, in città non è molto conosciuto (solo 1.518 voti alle Europee). Forza Italia vorrebbe puntare sul ritorno di Tosi, ma molti elettori di centrodestra diserterebbero le urne ricordando cosa fece Re Flavio nelle amministrative del 2022, del 2017 e del 2012. Contro di lui, Tommasi avrebbe gioco facile

Monumenti

Storia

breve Storia di Verona

I primi insediamenti abitavi in queste terre, dove un grande fiume esce dai monti e si adagia su una fertile pianura, dove gli inverni sono sopportabili e le caldi estati permettono copiosi raccolti, si perdono nella notte dei tempi. La stazione di Quinzano risale a mezzo milione di anni ed è documentabile una vita ininterrotta fino ai castellieri dell'età del ferro, all'inizio della storia quando gli autori romani Catone e Livio Plinio riconoscono qui stabiliti Reti, Euganei, Liguri e Etruschi. Preistorici furono pure i primi insediamenti abitativi entro la città di Verona, situati tra l'attuale PONTE PIETRA e l'antistante collina di San Pietro, dov'era un agevole guado sul fiume Adige, lungo la Via del Sale che portava alla Germania. Le tracce dei primi contatti con Roma risalgono al IV secolo a.C. quando le genti che abitavano in quest'area iniziarono a stabilire frequenti rapporti commerciali con l'Urbe. Già nel 216 a.C. essi avevano conquistato una consistenza tale da essere ricordati come "presenti con un proprio contingente nell'esercito romano che combatte la battaglia di Canne". Nel 148 a.C. lo sviluppo della zona subì una forte accelerazione con il passaggio della via Postumia che univa il Tirreno con l'Adriatico. L'atto ufficiale di nascita dell'urbe come insediamo urbanistico romano, quando essa acquisì la cittadinanza e venne assurta al grado di Municipium risale al 49 a.C. con la conseguente realizzazione di mura, strade e teatri. Memoria di tale evento è incisa sulla PORTA DEI LEONI nella quale vengono ricordati i magistrati che seguirono i lavori. Come attestano i numerosi monumenti ancor oggi conservati, in EPOCA ROMANA fu una municipalità importante, che nell'età Flavia arrivò al massimo splendore
Con lo sgretolarsi dell'Impero Romano d'Occidente la città fu convertita al cristianesimo (III e IV secolo) e poi divenne terra di conquista per gli invasori che giunsero d'oltralpe. Un breve periodo di prestigio in un epoca buia fu quello dal 493 al 526, quando Teodorico, Re degli Ostrogoti, la scelse come una delle sue residenze favorite, dotandola di palazzi, terme e nuove mura difensive. Durante la dominazione Longobarda, Verona fu la prima capitale del regno. Vi risiedette Alboino, che nel 572 fu assassinato durante una congiura ordita da sua moglie Rosmunda. Sconfitti i Longobardi, nel 774 entrò a far parte dell'impero Carolingio fondato dai Franchi e con Pipino figlio di Carlo Magno, divenne Capitale del Regno d'Italia. Nel periodo del regno italico tra l'887 e il 962, Verona tornò centrale negli interessi dei vari pretendenti alla corona: Berengario, eletto dalle grandi famiglie feudali Re d'Italia nell'888 e divenuto imperatore nel 915, la scelse come sua residenza, dando alla città un trentennio di rilevante importanza politica e militare. Con lo scemare dell'autorità imperiale, nella prima metà del XII secolo Verona divenne un Libero Comune, in cui le sorti della città erano rette da una alleanza tra clero, aristocrazia e ricchi mercanti. Sede Pontificia dal 1181 al 1185 con Papa Lucio III essa fu attiva nelle battaglie che portano i Liberi Comuni a difendere la propria autonomia dai tentativi di restaurazione del Barbarossa e Federico II di Svevia. Al tramonto delle libertà comunali, dopo la breve parentesi di Ezzelino da Romano, seguì il periodo della SIGNORIA DEGLI SCALIGERI, iniziato nel 1262 e protrattosi per 125 anni. La famiglia Dalla Scala utilizzò ogni mezzo per giungere al potere, ma una volta al governo procurò alla città un lungo periodo di prosperità economica come non si ricordava dai tempi di Roma. Edificarono castelli, chiese e palazzi, facendo di Verona uno dei poli culturali dell'Italia tardo medioevale in cui furono ospitati i più celebrati artisti dell'epoca, tra cui Giotto, Dante e Petrarca, che nel 1345 scoprì nella BIBLIOTECA CAPITOLARE un codice dell'Epistolario di Cicerone

Piatti tipici