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Piazza del Duomo

Se non fosse per le insegne delle osterie e degli esercizi commerciali, nessun turista che arrivasse in questa piazza dopo aver vagato senza meta fra le vie del centro storico, immaginerebbe di essere nella Piazza del Duomo. Seminascosta nelle vicinanze di Ponte Pietra, è inaspettatamente piccola e quasi soffocata dagli edifici circostanti, ma accoglie un patrimonio storico e culturale di incredibile valore
La Piazza è dominata dal DUOMO, la chiesa più bella di Verona, che venne edificata sui resti di una basilica paleocristiana e consacrata nel 1187 da Papa Urbano III. La sua facciata tripartita, singolare fusione di gotico e romanico, è dominata dallo splendido protiro a due livelli che si slancia elegante, sostenuto da colonne tortili che poggiano su grifoni alati e sostengono archi a tutto sesto. Nel maestoso interno ci sono cappelle, altari e innumerevoli opere d'arte, tra cui un grande Tornacoro del Sanmicheli e una stupenda pala del Tiziano. Da un ingresso posto sotto l'organo di sinistra del Duomo, o dall'esterno della Cattedrale, si accede al Battistero di SAN GIOVANNI IN FONTE. Una piccola chiesa edificata in epoca longobarda e ricostruita nel XII secolo, che conserva affreschi del XIV secolo, varie tele di pregio e una stupenda fonte battesimale del XII secolo, capolavoro della scultura romanica veronese. Adiacente ad essa è la piccola CHIESA DI SANTA ELENA; risale al IX secolo e racchiude un'interessante area archeologica con i resti di una chiesa paleocristiana. Attraversando un passaggio coperto si arriva al Chiostro dei Canonici, realizzato nel XII secolo con un doppio ordine di colonne romaniche in marmo rosso

Storia

Paolo Caliari

Nato a Verona nel 1528, Paolo Caliari (detto il Veronese) fu uno dei maggiori pittori italiani del Rinascimento. Giovanissimo allievo di Antonio Badile, lavorò soprattutto a Verona, Mantova, Padova, Vicenza e Venezia, realizzando i suoi dipinti seguendo uno spettacolare e colorato stile manierista. Morì a Venezia nel 1588
Figlio di uno scalpellino di nome Gabriele e di sua moglie Caterina, in giovane età andò a fare pratica nella bottega di Antonio Badile, suo grande maestro e futuro cognato. Lasciata la bottega del Badile si addestrò nella cultura manierista di Parma, sviluppando nel tempo una propria preferenza per una gamma di colori più ampia. Nel 1548 lavora a Mantova dedicandosi agli affreschi del Duomo della città; dal 1551 a Venezia, città in cui svolse gran parte del suo lavoro. Due anni dopo ottenne la prima commissione pubblica, l'affresco nella Sala dei Consiglio dei Dieci e in quella dei Tre Capi del Consiglio; nella Chiesa di San Sebastiano la Storia di Ester. Furono questi lavori che lo stabilirono maestro fra i suoi contemporanei, al livello del Correggio e di Michelangelo. Nel 1556 iniziò a dipingere la sua prima scena monumentale di un banchetto, la Cena in casa di Simone, che concluse anni più tardi. Durante i lavori a Maser per decorare Villa Barbaro, realizzata da Andrea Palladio, ebbe l'incontro con il grande architetto padovano e fu un trionfo: affreschi stupendi destinati ad unire la cultura umanistica e la spiritualità cristiana. Tra il 1562 ed il 1563 realizza, per il refettorio del Monastero di San Giorgio Maggiore a Venezia, la sua opera più famosa: Le Nozze di Cana. Il dipinto illustra il noto episodio del Vangelo in cui Gesù tramuta l'acqua in vino; la scena è ricca di particolari e mostra nella sua ambientazione, durante una festa veneziana, una stupenda commistione di dettagli antichi e contemporanei

Piatti tipici