La Chiesa di Santa Elena è un antico luogo di culto, risalente all'VIII secolo ed inserito nel complesso del Duomo. Una lapide posta sulla destra dell'ingresso ricorda che Dante Alighieri il 20 gennaio 1320 la scelse come luogo in cui dare la prima pubblica lettura della sua opera "Quaestio de aqua et terra"
Nella PIAZZA DEL DUOMO di Verona è presente in un complesso di interessanti edifici di antichissime origini, riferibili ad una serie di costruzioni di EPOCA ROMANA ed alle strutture paleocristiane più antiche della città, a cui nel corso dei secoli sono stati sovrapposti gli edifici canonicali, la Cattedrale Maggiore, SAN GIOVANNI IN FONTE e la Chiesa di Santa Elena. Da un ingresso posto sotto l'organo di sinistra del Duomo si arriva ad un atrio con colonne antiche e mosaici pavimentali paleocristiani; superandoli si arriva alla piccola chiesetta dedicata a Santa Elena, che venne edificata alla fine dell'VIII secolo per volere dell'Arcidiacono Pacifico e consacrata nell'813. Notevolmente danneggiata durante il terremoto del 1117 fu subito ricostruita e nuovamente consacrata nel 1140. Le mura risalgono all'edificazione di epoca carolingia, mentre le piccole finestre sulle pareti laterali furono inserite nel XII secolo durante la ricostruzione. La facciata romanica, con il tipico alternarsi di mattoni in cotto e tufo, è ornata da una loggia con colonne e volte a crociera, realizzata nel XV secolo
Nell'interno, con una sola navata e soffitto in legno, sono presenti interessanti opere d'arte, tra cui un'antica campana realizzata nel 1384 dal Magister Jacobus, il maggior fonditore dell'epoca che fu autore anche di quella presente nella TORRE DEL GARDELLO. La cappella maggiore è a pianta quadrata, ornata da un monumentale arcone di accesso; opera del '500 di Bernardino Brugnoli, di cui è pure il ligneo altare maggiore con la pala di Felice Brusasorci della Madonna con Bambino. Sulla parete di destra sono presenti la cappella della Santa Croce, con arco cinquecentesco, l'altare del XVIII secolo e una grande pala di Pietro Antonio Rotari. A fianco dell'altare è sistemato un trittico in pietra policroma della Madonna con Bambino in trono tra i Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, attribuito a Giovanni di Rigino (XIII secolo). Sulla parete opposta è la cappella di San Nicolò; l'altare scolpito da Giuseppe Antonio Schiavi nel 1738 ospita la coeva pala di Giovanni Salvaterra raffigurante il Cristo Redentore con San Francesco di Sales e San Filippo Neri
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