La Cerimonia Finale delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 è stata un evento da ricordare negli annali, che ha trasformato l'Arena di Verona in un palcoscenico senza confini
Domenica 22 febbraio un evento seguito da centinaia di milioni di persone nel mondo in cui è andato in scena un racconto tra sogno e realtà, fusione di lirica, musica, danza, sport e arte. La partenza è un tributo alla Stagione Lirica areniana, con i personaggi più celebri del bel canto che prendono vita in un siparietto con l'attore Francesco Pannofino che interpreta un agitato regista: sulle note de La Traviata, Rigoletto porta in scena Aida, Madama Butterfly, Figaro, Alfredo e con loro esce dall’anfiteatro per accogliere i portabandiera
Per primi entrano gli atleti italiani vincitori delle medaglie; con la mano sul cuore cantano l'inno nazionale eseguito dal Coro della Fondazione Arena, in collegamento dal Teatro Filarmonico, con il toccante accompagnamento di Paolo Fresu alla tromba. Dopo di loro gli sciatori De Zolt, Albarello, Fauner e Vanzetta (Ori Olimpici a Lillehammer 1994) che dal centro del palco sollevano in aria la “Goccia di Fuoco”, illuminando i cerchi Olimpici. In Arena entrano gli atleti di tutte le delegazioni, 1.400 sportivi che vivono il loro momento di gloria con la tradizionale sfilata: prima le bandiere (quella Italiana portata da Lisa Vittozzi e Davide Ghiotto), poi il resto degli atleti, tutti insieme, felici e sorridenti, mentre Margherita Vicario e Davide Shorty con i Calibro 35 cantano una playlist di brani evergreen che scalda i cuori: da "Nessuno mi può Giudicare" a "Maledetta Primavera", passando per "Ma il cielo è sempre più blu", "Se telefonando", "A far l'amore comincia Tu", è una vera festa
Le medaglie tornano protagoniste della Cerimonia Olimpica, con le premiazioni delle 50km di Sci di Fondo femminile e maschile, vinte dalla svedese Ebba Andersson e dal norvegese Johannes Høsflot Klæbo. Il dj set di Gabry Ponte accoglie i rappresentanti dei volontari sulle note di Blue, hit più famosa degli Eiffel 65. L'étoile Roberto Bolle spicca il volo ed esegue una routine aerea uscendo da un sole che illumina l'anfiteatro, mentre Joan Thiele incanta gli spettatori con una soave reinterpretazione de Il Mondo, circondata da ballerini e gondole fluttuanti. Arriva il momento di passare le consegne alla Francia che nel 2030 ospiterà le Olimpiadi Invernali: sulle note di una Marsigliese da brividi la bandiera olimpica viene ammainata e consegnata dai Sindaci di Milano e di Cortina al presidente della regione Provenza, Renaud Muselier, e al presidente della regione Alvernia, Fabrice Pannekoucke
La cerimonia volge al termine e si arriva al momento dei discorsi ufficiali. "Grande, grandissima Italia, sei stata di parola" - dice Giovanni Malagò, presidente del Comitato Organizzatore di Milano Cortina - "abbiamo promesso di offrire agli atleti e al Movimento Olimpico un'esperienza unica in strutture di livello mondiale, incorniciate da paesaggi di straordinaria bellezza. Ben fatto, Italia. Hai mantenuto le tue promesse!". Prima di salutare lancia l'appuntamento per la Cerimonia di Apertura dei Giochi Paralimpici Invernali 2026, in programma sempre a Verona il 6 marzo. Parole accorate anche da Kirsty Conventry, presidente del Comitato Olimpico internazionale: «Siete stati audaci, coraggiosi, pieni di ardore e passione e vi siete spinti oltre i vostri limiti dando tutto e condividendolo con noi, nel vero spirito olimpico". I saluti ufficiali lasciano spazio a Experience di Ludovico Einaudi eseguita al piano dalla pianista veneziana Gloria Campaner che accompagna lo spegnimento di un metaforico terzo braciere, il Sole dell'Arena
La chiusura è uno stacco con l'opera lirica che ha dominato la serata: i Major Lazer, con gli special guest DJ Snake, MØ, Nyla e Alfa, cantano la loro Lean On e sugli spalti si balla. Chiude Achille Lauro, elegantissimo, con la sua Incoscienti Giovani dedicata a tutti quelli che hanno fatto la differenza in questi Giochi: atleti, volontari, comunque giovani, incoscienti giovani


