alla scoperta di Verona Romana

Abitata sin dalla preistoria, Verona ebbe i primi rapporti con Roma a partire dal IV secolo a.C. Nel 148 a.C. fu inserita nel tracciato della Via Postumia, che univa il Mar Ligure con l'Adriatico, e nel 49 a.C. divenne Municipium ottenendo la cittadinanza romana. Furono costruiti grandi teatri, ricchi palazzi, templi, acquedotti, fognature e l'urbe raggiunse il massimo splendore durante l'Età Flavia. In città sono numerosi i monumenti che testimoniano quell'epoca e l'importanza raggiunta durante gli anni dell'impero: in primis L'ARENA lo splendido anfiteatro eretto nel I secolo. Dopo 2mila anni mantiene intatto tutto il suo fascino e la sua imponenza, con una ininterrotta sequenza formata da 72 doppie arcate in pietra che creano un'ellisse larga 123 metri e lunga 152 capace di accogliere quasi 20mila spettatori. Osservandola da vicino è curioso notare come sia due metri più in basso rispetto all'attuale livello stradale, che si è alzato nel corso dei secoli; è questa una caratteristica comune a molti edifici e strade dell'epoca. Inizialmente era fuori dalle mura della città, e venne inglobata solo nel 265 d.C. con la costruzione delle Mura di Gallieno, ancora oggi visibili nell'omonima Piazzetta ad essa retrostante. Dopo secoli di pace furono realizzate in fretta, per difendere la città dalle incursioni barbariche; senza particolari estetismi ed utilizzando materiali di recupero. A poca distanza si trova il MUSEO LAPIDARIO MAFFEIANO. Aperto nel '700 è il secondo più antico museo pubblico d'Europa (dopo i Capitolini di Roma); vi sono conservate centinaia di epigrafi e materiali scultorei di epoca romana, oltre reperti etruschi e paleoveneti. Da una delle sue sale si accede ad un collegamento che supera le mura scaligere e conduce alla Gran Guardia, offrendo una stupenda visione d'insieme su PIAZZA BRA

Uscendo dal Museo Lapidario imbocchiamo via Roma e raggiungiamo Castelvecchio, la medioevale fortezza che nel '300 fu Reggia degli Scaligeri. In una piccola piazza sulla destra è presente L'ARCO DEI GAVI, un raro esempio di arco onorario romano dedicato ad una famiglia di privati cittadini. Costruito nel I secolo d.C. è un arco quadrifronte a pianta rettangolare allungata, realizzato impiegando blocchi di pietra bianca disposti in filari. Sui fronti principali vi sono quattro colonne corinzie, e negli spazi tra le colonne sono presenti delle nicchie che ospitavano grandi statue. Proseguiamo lungo CORSO CAVOUR un'elegante strada che ricalca il tracciato suburbano della Via Postumia. In età imperiale era una zona sepolcrale, situata fuori dalle mura cittadine per dare ai defunti un sonno indisturbato. I resti di alcune tombe romane sono visibili nel Sacello delle Sante Teuteria e Tosca, posto sotto la Chiesa dei Santi Apostoli. In fondo al corso troviamo PORTA BORSARI, che in epoca imperiale costituiva il principale ingresso alla città ed immetteva nel Decumano Massimo, odierno corso Porta Borsari. Costruita nel I secolo d.C. era un edificio a tre piani con corte centrale e doppi passaggi nelle facciate, di cui oggi rimane quella esterna perfettamente conservata. Varcata l'antica porta proseguiamo verso PIAZZA ERBE fermandoci all'incrocio con via IV Spade. Qui era un arco intitolato a Giove Ammone che formava un ingresso monumentale sul Decumano, oggi parzialmente visibile nelle pareti del negozio alla nostra destra. Riprendendo il cammino arriviamo in Piazza Erbe, l'area dove sorgeva il Foro: il centro civile, politico e religioso della città. Sulla sinistra c'è PALAZZO MAFFEI nei cui sotterranei sono visibili i resti di un grande tempio del I secolo a.C. che aveva un colonnato lungo più di nove metri. Una statua di Ercole, che apparteneva all'antico tempio è presente sulla balaustra del palazzo, accanto ad altre cinque di realizzazione rinascimentale

Al centro della piazza c'è la Fontana di Madonna Verona, realizzata nel '300 utilizzando una statua rinvenuta nel tempio sotto Palazzo Maffei e una vasca in marmo rosso proveniente dalle terme romane presenti in zona Duomo. Pavimentazioni e fondamenta romane sono visibili anche in Piazza dei Signori, dalla quale si raggiungono gli SCAVI SCALIGERI. Una grande area archeologica sotterranea che permette di compiere un affascinante viaggio alla scoperta della Verona romana, in cui sono visibili i resti di una vasta area residenziale con mosaici di vari colori e parte di una strada che correva sotto l'attuale via Dante. Il nostro itinerario ci porta ora in via Cappello, l'antico Cardo Massimo. Poco oltre la Casa di Giulietta prendiamo via Zambelli arrivando sino all'isolato posto all'angolo con via San Cosimo, sede di una banca. Nei sotterranei dell'edificio sono visibili i resti di un'antica Domus Romana del III secolo con pianta quadrata, cortile centrale e vasca per raccogliere l'acqua piovana. Tornati su via Cappello raggiungiamo PORTA DEI LEONI di cui rimane una metà verticale della parte interna, murata in un palazzo del '200. Fu costruita nel I secolo d.C. utilizzando prospetti in pietra bianca che vennero addossati alla preesistente porta repubblicana, divenuta troppo austera per il mutato prestigio dell'urbe. Davanti a lei, due metri sotto il livello stradale, sono visibili la base di una delle torri difensive, uno scorcio del muro laterale e frammenti della pavimentazione. Anche in qui si nota come il livello stradale in EPOCA ROMANA fosse più basso dell'attuale, alzatosi nei secoli. Il nome attuale della Porta risale al XV secolo, a ricordo di una tomba romana rinvenuta nelle vicinanze e ornata con due leoni, oggi visibili dietro il monumento al Re Umberto I situato ad un centinaio di metri verso Ponte Navi

Percorrendo lungadige Rubele e via Sottoriva arriviamo sul retro di SANTA ANASTASIA, dove in epoca imperiale si trovava il principale porto della città. Era accanto al Ponte Postumio, uno dei sette ponti che attraversavano l'Adige, crollato nel 1239 dopo una travolgente piena. Risalendo il fiume arriviamo a PONTE PIETRA, il più antico monumento romano della città. Fu costruito nel I secolo a.C. in corrispondenza di un guado sul fiume che in questo punto era presente sin dalla notte dei tempi. Davanti a noi si innalzano, addossati al colle di San Pietro, i resti di quello che era il magnifico TEATRO ROMANO; lo spettacolo è incantevole, con i pezzi di muraglioni a vista e terrazze insinuate nella collina. Un ascensore situato dietro l'ultima fila di gradoni del teatro conduce al MUSEO ARCHEOLOGICO allestito all'interno dell'ex Convento di San Girolamo. Le sue sale custodiscono vasi, mosaici, sculture, oggetti in vetro, utensili, lapidi, iscrizioni sacre ed elementi decorativi del Teatro. Ritornando su Ponte Pietra e tenendoci sulla destra superiamo vicolo Sabbionara e via Pietà Vecchia, sino a raggiungere la piazza del Duomo. E' questo l'antico quartiere termale romano, dove la chiesa di SANTA ELENA racchiude una interessante area archeologica e il MUSEO CANONICALE espone numerosi reperti rinvenuti durante gli scavi effettuati nella zona

I PROSSIMI EVENTI IN PROGRAMMA PRESSO