Museo Archeologico

Realizzato nell'ex Convento di San Girolamo, il Museo Archeologico al Teatro Romano raccoglie vasi, mosaici, sculture, oggetti in vetro ed utensili provenienti da varie necropoli; iscrizioni sacre e sepolcrali, parti dell'antico acquedotto tracciato sul Ponte Postumio e numerosi reperti che formavano elaborate decorazioni di edifici

Il percorso espositivo inizia dalla portineria, a pochi passi da PONTE PIETRA: in una piccola sala sulla destra sono collocate quattro erme decorative del II secolo, che rappresentano Dioniso giovane, Dioniso barbato, un Satiro e un Sileno, rinvenute nell'800 durante gli scavi per il recupero del TEATRO ROMANO. Vicino ad esse vi sono vari elementi decorativi del Teatro, tra cui un busto di Kore, la sfinge, volute a testa d'ariete e il plinto con tre figure di donne. Accanto alla passerella in legno con cui si esce nell'area degli spettacoli, sono visibili due grosse tubazioni in piombo dell'acquedotto romano di epoca repubblicana. Nella sala espositiva presso l'ascensore vi sono sculture del I secolo e pregiati mosaici del II e III secolo; nelle vetrine, terrecotte dal periodo greco (V secolo a.C.) al periodo romano. Lungo il corridoio con ritratti marmorei che congiunge la sala al refettorio, si aprono tre celle conventuali: nelle prime due sono esposti vari bronzetti etruschi, italici, ellenici e romani. Nell'ultima cella sono conservati oggetti che comunemente erano impiegati per le attività domestiche: recipienti di vetro, lucerne in terracotta, vasi di ceramica e bronzo

Nel refettorio dell'ex Convento, ornato sulle pareti da un affresco di Giovan Francesco Caroto, sono conservate interessanti sculture in marmo tra cui una statua di donna seduta, risalente al II secolo rinvenuta nella PIAZZA DEL DUOMO e due figure femminili di grandi dimensioni riccamente drappeggiate. Nel grande chiostro sono collocate varie iscrizioni funerarie risalenti tra il I ed il III secolo. In un ambiente a lato della scala che conduce alla sala inferiore, si trovano un crocifisso ligneo del XV secolo e iscrizioni dedicate alle Matrone, divinità celtiche che erano seguite anche in EPOCA ROMANA. Nella grande sala inferiore, detta Delle Iscrizioni Sacre, sono esposti altari e statue dedicate alle divinità romane che erano venerate a Verona, accanto ad elementi decorativi di palazzi veronesi di età imperiale tra cui un mosaico del II secolo proveniente da una villa romana di PIAZZA BRA, con motivi legati al culto del Dio Dioniso raffigurato tra quattro pantere. Attraverso un'apertura nel pavimento si può vedere parte dell'antica intercapedine, realizzata per proteggere il Teatro. Correndo attorno alla cavea, isolava l'edificio dall'umidita e impediva l'infiltrazione di acque dalla collina, che venivano raccolte e scaricate nel fiume: 18 metri di profondita per 2 di larghezza, con una lunghezza complessiva di quasi 120 metri

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