Notizie in televisione, tra il serio e il faceto. Leggete di più e guardate di meno. Pensate che le notizie economiche siano più vere di quelle politiche?
Troppo spesso le notizie economiche vengono proposte dietro un interesse diretto e personale di chi le scrive. Anche le notizie politiche sono, di fatto, targate: una parte dà credibilità alle proprie, mentre scarta pregiudizialmente quelle altrui. I pregiudizi sono utili per far risparmiare tempo al cervello, ma non per analizzare i fatti e gli opinionisti. Sarebbe utile anche un cartello per sapere quanto prende il tizio per l'ospistata se viene pagato e da chi. Io ad esempio negli ultimi anni scrivo per impegno sociale. Più guardo la TV generalista e i vari talk show, più mi accorgo della bassa qualità dell’informazione: persone messe a parlare per indottrinare, con poco bagaglio culturale o senza il tempo di affrontare seriamente la discussione con chi propina notizie. Ecco allora che diritti e doveri sociali diventano qualcosa di occasionale. Meno male che esistono libri e giornali che, pur presentando visioni diverse del mondo, offrono un servizio che richiede una attenzione maggiore di quella richiesta dalla visione televisiva.
Una maggiore attenzione che consente di dedicare il tempo necessario a comprendere ciò che viene scritto. Per questo si dovrebbero vietare le TV ai minori di 60 anni e, al contrario, aprire la strada a social liberi, vietando semmai cosa facile attualmente. Nessuno accetterebbe un’offesa in pubblico; invece sui social si pensa sia lecito, eppure è sempre uno spazio sociale. Purtroppo, lo scarso tempo che mediamente dedichiamo all’analisi delle notizie, unito agli interessi privati che ci influenzano, consente che fatti e notizie poco credibili, o addirittura false, diventino vox populi, anche tra molti “disintellettuali” o intellettuali disinformati. C’è un vecchio detto popolare che dice: “Non ti dico che sei CR ST e DEF perché, se io ti dicessi CR ST e DEF tu potresti denunciarmi. Io intanto gli insulti li ho detti tre volte”. Sempre più assistiamo a queste forme di giornalismo audiovisivo, mentre la cultura dovrebbe essere trasmessa attraverso media più adatti e più utili a questo mondo caotico, se vogliamo parlare di regime democratico seppur menomato


