Vinitaly 2026, la 58° edizione

10.04.2026 | di Maurizio Zumerle

Quest'anno il Vinitaly è arrivato alla 58° edizione. Quando è nata, nel 1967, la manifestazione racchiudeva una miniera di culture locali che erano un momento di unità nazionale

Fin dalle prime edizioni il Vinitaly fu subito un grande successo. Ricordo che all'inizio era facile trovare in giro per Verona molte persone uscite dagli spazi fieristici con vistosi sintomi di uno smodato uso di vini: la visita era una forma pratica per assaggiare le migliaia di qualità di uve, di lavorazioni e di vini. Poi si scelse di puntare sulla qualità e di eliminare quei momenti coloriti, che squalificavano la grande imprenditorialità che in molti dedicavano alla promozione dei loro prodotti. Dal 12 al 15 aprile si rinnova una festa di portata mondiale. Il Vinitaly è oggi una manifestazione internazionale che impegna tutta la città di Verona, e la impegna quasi tutto l'anno con varie manifestazioni di contorno e la impegna con la qualità, l'eccellenza dei vini di tutta Italia. Dalle cantine e dalle osterie venete un modello di organizzazione che dimostra ancora una votla la necessità di fare squadra, di organizzare il meglio, di non aver paura di mantenere la qualità elevata, di invitare a bere meglio e meno

I dati del 2025 sono di 100.000 presenze complessive con una forte presenza estera: circa 1/3 degli operatori provenienti da 130 nazioni del mondo con un aumento di acquirenti esteri di circa il 7%. Per questa edizione, in un momento di forti turbolenze politiche mondiali, ci si aspetta di restare su questi numeri e se possibile di migliorarli. Il Vinitaly rappresenta bene il mondo agricolo industriale e tecnico veronese e del Veneto, ma rappresenta per l'intera Italia un simbolo che sappiamo fare le cose bene. Per noi di Verona, il Vinitaly rappresenta un momento importante sotto tanti aspetti che vanno ben oltre i soli aspetti economici (se sà, attorno a un tavolo con un buon bicchiere, gli animi si rasserenano). Dobbiamo continuare su questa strada, perseguita per anni dall'ex direttore Giovanni Mantovani, e integrare sempre più questa nostra eccellenza con le altre eccellenze veronesi, che vanno integrate e potenziate con eventi internazionali come le Olimpiadi e gli spettacoli in Arena. Invito i vertici di Verona Fiere a pensare in grande, in una città che dispone di grandissime risorse ancora inespresse. Lo stesso invito va ai nostri rappresentanti politici nazionali e locali, a partire dal neo Ministro per il turismo Gianmarco Mazzi veronese “de soca” e al Sindaco Tommasi che ci pare troppo preso dal “cotidie facere” per far si che questa ed altre manifestazioni siano si una festa di popolo e di imprese, ma anche una fonte di ricchezza e non solo economica, per dare maggiori opportunità ai nostri concittadini

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