Da alcuni anni i monopattini a noleggio sono una bruttissima presenza a Verona e andrebbero vietati. Ogni giorno li vediamo parcheggiati in malo modo ogni angolo della città, abbandonati sui marciapiedi e accanto ai monumenti
Il nuovo Codice della strada impone ai conducenti l’obbligo del casco, un contrassegno identificativo, l’assicurazione e il divieto di uscire dai centri urbani. Regole difficilmente applicabili in un sistema di sharing, nonostante i controlli della polizia municipale, con violazioni sistematiche della normativa. Ad aggravare il quadro, il comportamento dei ragazzini che li utilizzano: sosta selvaggia, circolazione contromano, transito sui marciapiedi, in zone vietate o sulle corsie riservate agli autobus; qualche mese fa mi è persino capitato di vedere un monopattino in tangenziale. Sulla carta sono un ottimo strumento per la mobilità sostenibile: pratici, economici, poco inquinanti e presenti ovunque. Ma nella realtà sono un pericolo, per chi li usa e per chi li incontra. La scorsa estate sul quotidiano L'Arena era stata pubblicata la foto di turisti che giravano in 3 sul monopattino in Piazza Bra
Firenze, Parigi, Madrid, Praga e Copenaghen sono alcune delle città che hanno già vietato il noleggio dei monopattini. Verona cosa aspetta a farlo? Nei giorni scorsi il capoluogo toscano è stata la prima città italiana ad aver vietato il noleggio (sharing) dei monopattini elettrici, per problemi di sicurezza e decoro urbano. Con lungimiranza l’amministrazione comunale fiorentina ha aperto una strada che va oltre i monopattini: quella in cui la tecnologia non entra più in città per diritto naturale, ma solo se riesce davvero a convivere con lo spazio pubblico. E, per come stanno le cose oggi, non è affatto detto che ci riesca. Dal 2023 i trottinette sono scomparsi da Parigi, a seguito di un referendum in cui il 90% dei cittadini ha votato per il divieto. A Verona si può favorire la mobilità green potenziando il bike sharing: più biciclette, soprattutto elettriche, e tariffe riviste al ribasso per rendere il servizio più accessibile. Il prezzo per l’abbonamento annuale (25 €) e quello mensile (10 €) sono troppo alti; con le tasse che i veronesi già pagano al Comune dovrebbero essere gratuiti


