da Castelvecchio a San Giorgio

Castelvecchio è un antico maniero che fu residenza dei Principi Scaligeri. Dopo l'Arena è il più grande monumento di Verona, fatto erigere nel XIV secolo da Cangrande II della Scala. Un edifico imponente, che colpisce per il suo aspetto decisamente militare, accentuato dalle mura merlate con torri angolari coperte. Ospita il MUSEO DI CASTELVECCHIO, una delle maggiori raccolte d'arte italiane che, seguendo un ordine cronologico, inizia con oggetti paleocristiani e termina con dipinti del '700, includendo reperti di oreficeria, armature e opere scultoree. Risalendo CORSO CAVOUR si arriva allo splendido ARCO DEI GAVI raro esempio di arco celebrativo del I secolo d.C. dedicato ad una famiglia di privati cittadini. Proseguendo lungo il Corso si incontrano vari palazzi nobiliari, che lasciano immaginare la bellezza di Verona tra il XVI ed il XVII secolo. Sul lato sinistro si affacciano PALAZZO CANOSSA (civico 44), p. Portalupi (40), p. Guerrini Gemma (32), San Lorenzo (28), p. Medici Glisenti (10) e p. Carlotti (2). Sulla destra si trovano Palazzo Balladoro (civico 41), p. Bevilacqua (29), la chiesa dei SANTI APOSTOLI, p. Scannagatti (11), p. Carnesali (5-9) e Casa Giolfino (1). Una sosta merita la chiesa di SAN LORENZO, gioiello dell'architettura romanica veronese. Vi si accede attraversando un portale in marmo sormontato dalla statua del Santo, e in un minuscolo sagrato l'edifico si presenta con il fianco meridionale. La facciata é dominata da due torri circolari poste ai lati di un protiro pensile, che poggiano su grosse basi di pietra. L'interno é raccolto e severo, con una pianta a croce latina divisa in due zone dal transetto; la navata centrale è sormontata da capriate di legno che sorreggono il tetto, mentre sulle navate laterali si innalzano come un loggiato i matronei. L'arredo volutamente povero esalta l'architettura della chiesa e accentua la suggestione dei fedeli

In cima a Corso Cavour c'è la splendida PORTA BORSARI, antico accesso alla città costruito nel I secolo seguendo i dettami tipici dell'architettura imperiale romana. Attraversandola si entra in Corso Porta Borsari, che arriva sino a PIAZZA ERBE. Per secoli il cuore di Verona, in cui sono presenti numerose testimonianze dei poteri che si succedettero sulla città. Di fronte al barocco PALAZZO MAFFEI c'è la colonna con il Leone di San Marco, simbolo della Serenissima Repubblica. Al centro della Piazza il Capitello, in cui si facevano i proclami alla cittadinanza e si esponevano le teste dei delinquenti. Più avanti la Colonna Antica, eretta per portare le insegne dei Visconti di Milano durante gli anni in cui dominarono sulla città. Lasciando la Piazza percorriamo corso SANTA ANASTASIA, la strada degli antiquari che vendono gioielli, mobili, libri e dipinti di ogni epoca. In fondo c'è la Basilica in cui è conservato lo spettacolare affresco San Giorgio e la Principessa, capolavoro del Pisanello e massima espressione del gotico veronese. Risalendo via Massalongo si arrivia a PIAZZA DUOMO, che conserva un patrimonio storico e culturale d'incredibile valore. La grande cattedrale è la chiesa più bella di Verona: la sua facciata è una singolare fusione di gotico e romanico, dominata dallo splendido protiro che si slancia sostenuto da colonne tortili che poggiano su grifoni alati. Nel maestoso interno, in cui vi sono cappelle e altari con innumerevoli opere d'arte rinascimentali e barocche, particolare attenzione meritano il tornacoro in marmo e la Pala del Tiziano, unica opera ancora presente nel veronese del grande pittore

Dall'interno del Duomo si accede a SAN GIOVANNI IN FONTE, una piccola chiesa di epoca longobarda con una fonte battesimale del XII secolo, capolavoro della scultura romanica veronese. Nell'area sono da visitare anche la piccola Chiesa di SANTA ELENA (IX secolo), il Chiostro dei Canonici, il Museo Canonicale e la BIBLIOTECA CAPITOLARE, una delle più antiche del mondo. Sul retro del Duomo, in una piccola piazza, si affaccia il Palazzo del Vescovado. Una interessante costruzione rinascimentale con facciata merlata e un portale a colonne doppie, in marmi bianchi e grigi. Nella lunetta una statua ritrae la Madonna affiancata dai santi Pietro e Paolo, mentre sopra l'arco un arcangelo regge le insegne vescovili. Percorrendo via Arcidiacono Pacifico e voltando a destra si arriva a Ponte Garibaldi e ai Giardini dell'Ombroso. Poco oltre c'è la Chiesa di SAN GIORGIO IN BRAIDA con la grande cupola e il campanile incompiuto del Sanmicheli. La cupola colpisce per l'equilibrio con cui si inserisce nell'ambiente circostante e la maestosità che aggiunge a tutto il complesso. Entrando si respira un clima di semplicità ed equilibrio: un'unica navata che offre un forte senso di spazialità, con pareti bianche su cui si aprono grandi cappelle adorne di quadri, che creano un'unità di insieme. Per la ricchezza delle opere contenute fu definita pinacoteca dal Goethe, che la visitò durante il suo Viaggio in Italia. Tra tutte spicca un Martirio di San Giorgio; dipinto di PAOLO CALIARI che lascia estasiati per la purezza e vivacità delle tinte

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