Paolo Caliari

Nato a Verona nel 1528, Paolo Caliari (detto il Veronese) fu uno dei maggiori pittori italiani del Rinascimento. Giovanissimo allievo di Antonio Badile, lavorò soprattutto a Verona, Mantova, Padova, Vicenza e Venezia, realizzando i suoi dipinti seguendo uno spettacolare e colorato stile manierista. Morì a Venezia nel 1588

Figlio di uno scalpellino di nome Gabriele e di sua moglie Caterina, in giovane età andò a fare pratica nella bottega di Antonio Badile, suo grande maestro e futuro cognato. Lasciata la bottega del Badile si addestrò nella cultura manierista di Parma, sviluppando nel tempo una propria preferenza per una gamma di colori più ampia. Nel 1548 lavora a Mantova dedicandosi agli affreschi del Duomo della città; dal 1551 a Venezia, città in cui svolse gran parte del suo lavoro. Due anni dopo ottenne la prima commissione pubblica, l'affresco nella Sala dei Consiglio dei Dieci e in quella dei Tre Capi del Consiglio; nella Chiesa di San Sebastiano la Storia di Ester. Furono questi lavori che lo stabilirono maestro fra i suoi contemporanei, al livello del Correggio e di Michelangelo. Nel 1556 iniziò a dipingere la sua prima scena monumentale di un banchetto, la Cena in casa di Simone, che concluse anni più tardi. Durante i lavori a Maser per decorare Villa Barbaro, realizzata da Andrea Palladio, ebbe l'incontro con il grande architetto padovano e fu un trionfo: affreschi stupendi destinati ad unire la cultura umanistica e la spiritualità cristiana. Tra il 1562 ed il 1563 realizza, per il refettorio del Monastero di San Giorgio Maggiore a Venezia, la sua opera più famosa: Le Nozze di Cana. Il dipinto illustra il noto episodio del Vangelo in cui Gesù tramuta l'acqua in vino; la scena è ricca di particolari e mostra nella sua ambientazione, durante una festa veneziana, una stupenda commistione di dettagli antichi e contemporanei

La pittura è un un olio su tela di 70 metri quadrati, con più di cento figure, compresi i ritratti di Tiziano, Tintoretto e del Caliari stesso. Alla fine del '700 l'opera fu trafugata dalle truppe napoleoniche che avevano occupato Venezia; tagliata in pezzi e trasportata a Parigi, è oggi esposta di fronte alla Gioconda. Nel 1573 il dipinto della Cena nella Casa di Levi per il refettorio della Basilica di San Zanipolo; con cinque metri di altezza e dodici di larghezza, rappresenta un'altra festa veneziana ed è la culminazione delle sue scene di banchetti. La controriforma, che solo marginalmente aveva toccato la SERENISSIMA REPUBBLICA colpì il Veronese nel luglio 1573 quando fu convocato per spiegare l'inclusione di particolari estranei ed indecorosi nella sua pittura. Il tono dell'udienza fu cauto e non punitivo, ed il maestro spiegò che spesso i pittori si prendono le stesse libertà dei poeti e dei pazzi. Nel 1577 dopo un devastante incendio che colpì il Palazzo Ducale, venne chiamato assieme a Tintoretto, a decorare nuovamente la Sala del Maggior Consiglio. In quell'occasione realizza uno dei suoi più imponenti capolavori, l'immenso telero ovale che celebra il Trionfo di Venezia. Nell'aprile del 1588, Paolo Caliari muore nella sua casa di San Samuele a seguito di una polmonite. Oggi le sue opere sono esposte nei maggiori musei del mondo, dal Louvre di Parigi e National Gallery di Londra e alla Brera di Milano. Nel MUSEO DI CASTELVECCHIO sono conservate la pala Bevilacqua Lazise, le Storie di Ester e il Compianto sul Cristo morto