Il Cartellone 2027 al Filarmonico

08.10.2026 | di Redazione VeronaNET

Dal 17 gennaio al 31 dicembre la Fondazione Arena mette in scena al teatro Filarmonico sei titoli per la Stagione di Opera e Balletto, ognuno con quattro rappresentazioni, e otto appuntamenti Sinfonici in doppia data

L’inaugurazione della Stagione d’Opera e Balletto sarà a gennaio, nel segno del genio di Salisburgo, all’interno del festival Mozart a Verona. Die Entführung aus dem Serail (Il Ratto dal Serraglio), nella produzione del Teatro alla Scala per la regia di Giorgio Strehler, ci condurrà in un vivace Oriente immaginato a fine ‘700. A marzo, uno dei titoli più rari di Verdi: Alzira, nell’allestimento che ha inaugurato il Festival Verdi 2026 a Parma. In aprile arriva Fidelio, l’unica opera di Beethoven, nella produzione del Teatro La Fenice di Venezia. Dopo la pausa estiva, in ottobre la spassosa farsa rossiniana Il Signor Bruschino, nell’allestimento del Teatro Coccia di Novara. E l’esplorazione di nuovi mondi avverrà con la riscoperta del Cristoforo Colombo di Franchetti, in scena a novembre. A dicembre tornerà il balletto, con un nuovo Schiaccianoci a 32 anni dall’ultima produzione del capolavoro di Čajkovskij al Filarmonico. Sul palco saliranno voci affermate e talenti emergenti insieme in spettacoli che alternano grandi classici provenienti dai maggiori teatri europei e nuovi allestimenti della Fondazione

Alcuni dei più richiesti interpreti di oggi si ritroveranno anche nella Stagione Sinfonica, concentrata da febbraio a maggio con otto appuntamenti in doppia data, preceduti dal concerto straordinario il 29 gennaio, coronamento dell’integrale brahmsiana degli ultimi anni, con il solenne Ein Deutches Requiem. Tra gli artisti in cartellone, Noseda, Christ, Baeva, Chen, Tamestit, Debargue, Järvi, Khrikuli, Szeps-Znaider e molti altri che esordiscono con i complessi artistici di Fondazione Arena. A dominare la programmazione, l’800 e il '900 storico: capolavori sinfonici da tempo assenti dai cartelloni veronesi, come Le Sacre du Printemps di Stravinsky, o la Seconda Sinfonia di Sibelius, insieme ad attese prime volte, come Das Lied von der Erde, testamento spirituale di Mahler, il Secondo Concerto per violino di Prokof’ev, l’Ouverture di Primavera di Goetz e la Suite dal Parsifal di Wagner

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