24mo Festival dell’Educazione

24.09.2026 | Gisela Rausch Paganelli Farina

Dalla teoria alla pratica - Uno degli elementi più interessanti della manifestazione è stato lo spazio dedicato ai laboratori. La giornata conclusiva ha visto protagonisti i Teacher Dojo, realizzati in collaborazione con Verona FabLab, dove gli insegnanti hanno potuto sperimentare direttamente strumenti e metodologie legati alla robotica educativa, all’intelligenza artificiale, allo storytelling digitale, alla stampa 3D e agli esperimenti scientifici. L’innovazione, quindi, non come semplice introduzione di nuove tecnologie, ma come possibilità di creare nuove forme di apprendimento accessibili e coinvolgenti, capaci di valorizzare le diverse modalità con cui ogni studente può imparare e partecipare. Con circa 160 postazioni, il Festival ha riunito istituzioni, associazioni, reti di scuole e realtà impegnate quotidianamente nel mondo educativo e sociale. Un’occasione per conoscere progetti, servizi e opportunità presenti sul territorio veronese. Anche il Comune di Verona era presente con un ampio spazio al secondo piano della Gran Guardia, insieme ad Amia e al Centro di Riuso, oggi attivo su un territorio più ampio rispetto al passato. L’Assessorato alla Cultura, al Turismo e ai Rapporti con l’Unesco ha partecipato con un desk informativo. Uno dei messaggi più importanti emersi dalle tre giornate è la necessità di costruire una comunità educante realmente inclusiva, nella quale scuola, famiglia, istituzioni, università, associazioni e territorio collaborino per il benessere e la crescita dei giovani. L’inclusione, infatti, non può essere affidata esclusivamente alla scuola. Richiede una rete capace di sostenere le famiglie, valorizzare le competenze e creare opportunità di partecipazione per tutti, comprese le persone con disabilità. Anche la cultura, lo sport, la musica, le attività ricreative e il volontariato possono diventare importanti strumenti di inclusione. Offrire ai ragazzi occasioni per stare insieme, esprimersi, collaborare e sentirsi utili significa contribuire concretamente alla costruzione di una società più consapevole e solidale. A testimoniare il valore della partecipazione è stata anche l’esibizione dell’Orchestra in Movimento Fincato-Rosani dell’Istituto Comprensivo 15 Borgo Venezia, composta da 45 giovani musicisti accompagnati dai loro insegnanti, che ha attraversato piazza Bra per concludere il percorso nell’Auditorium della Gran Guardia

Guardare al futuro senza lasciare indietro nessuno - La 24ª edizione del Festival lascia dunque una riflessione che va oltre i tre giorni della manifestazione. Innovare, includere, ascoltare, accompagnare e fare rete sono parole che descrivono una scuola chiamata ad affrontare trasformazioni tecnologiche e sociali sempre più rapide, senza perdere di vista ciò che rimane fondamentale: la relazione, la persona e il valore delle differenze. Educare significa offrire conoscenze, ma anche opportunità di crescita, cultura, sport, socialità e partecipazione a volontariato, fondamentale per costruire una cittadinanza più attenta e responsabile, permettere a ciascuno di trovare il proprio spazio e di sviluppare le proprie potenzialità, indipendentemente dalle difficoltà incontrate lungo il percorso. La vera sfida, ora, è portare nelle aule e nella comunità una scuola capace di innovare senza perdere la relazione, di includere senza lasciare indietro nessuno e di accompagnare ogni ragazzo verso il proprio futuro con fiducia e consapevolezza. La partecipazione a tutte le iniziative della 24° edizione del Festival dell'Educazione è stata gratuita

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