Il Congresso di Verona del 1822

12.10.2026 | di Giampaolo Beschin

Dal 20 ottobre al 14 dicembre la città ospitò l'ultimo grande incontro diplomatico della Restaurazione. Un Congresso a cui parteciparono sovrani, ministri, diplomatici e generali di tutte le grandi potenze europee

La città in festa accolse i tre sovrani della Santa Alleanza: l'imperatore Francesco I d’Austria, lo zar Alessandro I di Russia e il re di Prussia Federico Guglielmo III. In riva all'Adige arrivarono anche il cancelliere austriaco Klemens von Metternich; il duca di Wellington Arthur Wellesley (che aveva sconfitto Napoleone a Waterloo); il plenipotenziario francese François-René de Chateaubriand; Ferdinando I re delle Due Sicilie; Carlo Felice di Savoia re di Sardegna; Maria Luigia d’Asburgo-Lorena duchessa di Parma ed ex moglie di Napoleone; Ferdinando III granduca di Toscana; Francesco IV d'Este duca di Modena; il cardinale Giuseppe Spina, rappresentante dello Stato Pontificio. In quel periodo la città ospitò anche 4.000 persone tra militari, diplomatici, cuochi, servitori e cortigiani, con i GRANDI PALAZZI dell’aristocrazia veronese che divennero le residenze delle corti e delle delegazioni

L'imperatore Francesco I soggiornò a Palazzo Erbisti e lo zar Alessandro I a Palazzo Canossa. Re Federico Guglielmo III prese alloggio a Palazzo Fracastoro, mentre Metternich risiedette a Palazzo Castellani, che fu anche sede delle riunioni del Congresso. Dietro lo sfarzo delle corti si discutevano questioni decisive per l’Europa. Il tema principale fu la rivoluzione liberale spagnola: le potenze conservatrici autorizzarono la Francia a intervenire militarmente per restaurare l’autorità assoluta di Ferdinando VII, con l’esercito francese che l'anno successivo invase la Spagna. Il Congresso affrontò anche la questione della tratta degli schiavi, la situazione italiana e altri problemi derivanti dagli sconvolgimenti politici delle campagne napoleoniche. Per Verona fu un avvenimento straordinario. Per quasi due mesi le sue strade, i suoi palazzi e i suoi teatri furono attraversati da imperatori, re, principi e ministri. La città scaligera divenne, per un breve periodo, la capitale politica della Restaurazione in Europa. Ancora oggi le nobili dimore che ospitarono i protagonisti del Congresso conservano il ricordo di quelle settimane d'autunno del 1822, quando Verona fu il centro del mondo

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