La galleria d’arte moderna Achille Forti ospita, fino al 20 settembre 2026, la mostra Bianco e Nero, Elogio del Limite, a cura di Roberto Lambarelli e Patrizia Nuzzo. Il progetto espositivo nasce da una scelta curatoriale rigorosa: limitare l’indagine al solo bianco e nero. Non si tratta di una semplice opzione formale o cromatica, ma di una precisa scelta critica che individua in questi due estremi il luogo privilegiato in cui la ricerca artistica del secondo Novecento ha interrogato con maggiore determinazione i propri fondamenti. Il bianco e il nero diventano così strumenti di riduzione e di verifica, dispositivi critici attraverso i quali emergono con evidenza la struttura dell’immagine, la natura del gesto, la dimensione temporale dell’opera e i processi stessi della sua costruzione. La mostra si concentra pertanto su opere dalle collezioni veronesi che fanno dell’essenzialità linguistica una condizione di ricerca. In questa prospettiva, il percorso prende avvio dalle esperienze sviluppatesi tra la fine degli anni ‘60 e i primi anni ‘70, in un contesto segnato dalla crisi delle avanguardie e dalla messa in discussione dei linguaggi informali e della tradizione pittorica. Furono anni in cui numerosi artisti riportarono la pittura ai suoi elementi costitutivi, sottoponendola a un’indagine radicale e autoriflessiva.
L’esposizione riunisce artisti che, pur appartenendo a generazioni, contesti e percorsi differenti, condividono una medesima consapevolezza metodologica: concentrare la propria ricerca sugli elementi primari del fare arte, riducendo il linguaggio ai suoi dati essenziali. In questo senso, il bianco e il nero assumono il valore di un terreno comune sul quale si incontrano esperienze diverse, accomunate da una tensione verso l’essenzialità e dalla volontà di interrogare i fondamenti dell’opera. L’obiettivo non è dunque ricostruire una corrente o una genealogia stilistica, ma mettere in evidenza una linea di ricerca che prende avvio negli anni ‘70 e arriva fino ai 2000, trovando nella sottrazione cromatica uno strumento efficace. A completare e rafforzare questa prospettiva interviene una seconda scelta curatoriale: tutte le opere esposte provengono esclusivamente da collezioni veronesi. L’esposizione nasce infatti dall’incontro tra la collezione della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti e importanti raccolte private cittadine. Questa ricognizione consente non solo di valorizzare la ricchezza e la qualità del collezionismo locale, ma anche di restituire il ruolo che Verona ha avuto nella ricezione, nella diffusione e nella conservazione delle più significative ricerche artistiche contemporanee. Artisti in mostra: Claudio Adami, Marina Apollonio, Agostino Bonalumi, Eros Bonamini, Giovanni Campus, Enrico Castellani, Alberto Garutti, Marco Gastini, Carmengloria Morales, Nunzio, Giorgio Olivieri, Pino Pinelli, Lucio Pozzi, Turi Simeti, Claudio Verna e Gianfranco Zappettini
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