Galleria Achille Forti

Situata in uno storico palazzo del XII secolo, fra piazza delle Erbe e piazza dei Signori, la Galleria Achille Forti ospita le ricche collezioni di arte moderna e contemporanea che appartengono al Comune di Verona, frutto di lasciti, donazioni e acquisizioni

Palazzo della Ragione è un maestoso edificio a pianta quadrangolare con cortile interno, situato nell'angolo fra PIAZZA ERBE e PIAZZA DEI SIGNORI. Edificato nel '300 per accogliere le nuove magistrature del libero Comune, corso dei secoli è sempre stato uno dei principali centri del potere politico cittadino, ospitando nelle sue stanze il Collegio dei Notai, il Dazio della Seta, la Cassa di Risparmio, la Pretura e la Corte d'Assise. Un complesso monumentale di cui fanno parte la TORRE DEI LAMBERTI, il Cortile del Mercato Vecchio, la Scala della Ragione e la Cappella dei Notai. Dopo alcune importanti campagne di restauro, dal 2014 il PALAZZO DELLA RAGIONE ospita la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti; essa porta il nome del grande mecenate Achille Forti, che nel 1937 lasciò in eredità al Comune di Verona la maggior parte delle sue proprietà, tra cui una preziosa collezione d’arte. Un patrimonio che negli anni si è arricchito attraverso acquisti da parte dell’Amministrazione Comunale, altri lasciti testamentari, donazioni di enti pubblici e di istituti di credito. Oggi la collezione può contare su un patrimonio di oltre 1.700 opere di arte moderna e contemporanea, coprendo un arco temporale che va dagli inizi dell’800 fino ai nostri giorni 

Il percorso della collezione permanente si apre con la sezione dedicata alle donazioni di Ugo Zannoni, primo grande mecenate della Galleria, che nel 1908 portarono ad aprire tre sale nel MUSEO CIVICO DI VERONA dedicate agli artisti moderni e contemporanei. Si prosegue attraverso la pittura accademica della Verona ottocentesca, rappresentata da una serie di dipinti dedicati ai luoghi iconici della città. Viene poi affidato a Francesco Hayez il compito di introdurre le opere che si rifanno ai linguaggi metaforici del Risorgimento. La cerniera tra la cultura ottocentesca e la rappresentazione di Verona con la sua fisionomia urbana e ancora attuale, à nella sezione dedicata a Dante e all’iconografia di ROMEO E GIULIETTA. La memoria del medioevo scaligero fa da sfondo al mito del Poeta esiliato e a quella dei due sfortunati amanti, con opere di Molmenti, Rizzi e Della Torre. Nelle sale successive si snoda l’arte del '900 nelle sue diverse declinazioni: ci sono stupendi quadri del famoso pittore veronese ANGELO DALL'OCA BIANCA e del mantovano Pio Semeghini accanto ad una intera sezione dedicata alle testimonianze artistiche che vanno dal Simbolismo ai linguaggi secessionisti (Casorati, Casarini, Prati, Savini, Trentini e Zamboni). L'ultima sala sala è dedicata ai linguaggi aniconici degli anni '60 e '80.

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