Angelo Dall'Oca Bianca

Nato a Verona il 31 marzo del 1858, Angelo Dall'Oca Bianca è stato un famoso pittore italiano. Talento naturale sin dalla tenera età, nella sua prima fase pittorica predilige una pittura rappresentativa del vero, traendo spunto da scene di vita quotidiana tratte dalle strade di Verona e dai paesaggi delineati dall'Adige

Allievo di Napoleone Nani presso l'Accademia Cignaroli, a Dall'Oca arride fin da subito il successo per quel realismo lenticolare appreso dal maestro, acceso da un colorismo vibrante e intriso di luce, il tutto reso con una formula stilistica assai peculiare ed elegante. Dipinti popolati da una briosa umanità, che incarnano a pieno il gusto per la pittura di genere, che tanto era apprezzata in ambito internazionale alla fine del XIX secolo. Scandiscono le tappe del suo successo le partecipazioni alle Esposizioni di Milano (1881), Roma (1882), Monaco (1883), Torino (1884) ed un lungo elenco di prestigiosi riconoscimenti internazionali: il Premio Principe Umberto alla Esposizione di Milano (1886), la medaglia di bronzo all'Esposizione Mondiale di Parigi (1889), la medaglia d'argento alla Rassegna Nazionale di Palermo (1891), le medaglie d'oro alle Esposizioni Universali di Chicago (1893), Anversa (1894), Parigi (1900) e Saint Louis (1904). Nel 1894 è l'ideatore della forma del PANDORO DI VERONA del pasticcere Domenico Melegatti, la caratteristica stella ad otto punte

I numerosi riconoscimenti vanno di pari passo con vendite ad una clientela prestigiosa, sia pubblica che privata: la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, il Brooklyn Museum of Art di New York, il Museu Municipal de Belles Arts di Barcellona; anche Vittorio Emanuele III acquista alcuni dipinti per la villa reale di Monza. L'Internazionale di Budapest del 1901 dedica a Dall'Oca una sala con 56 suoi lavori, mentre alla Biennale di Venezia del 1912, gli viene riservata una sezione con ben 83 opere. Dopo la 1° Guerra Mondiale si assiste ad una riformulazione dello stile pittorico dell'artista, ora contraddistinto dalla coesistenza di echi simbolisti e presentimenti divisionisti. Abbandonato il realismo che ne aveva consacrato la fama, ingabbiandone al tempo stesso la felicità d'ispirazione entro stereotipi espressivi che con l'andar del tempo erano divenuti maniera, Dall'Oca si abbandona ad una libertà creativa moderna ed in sintonia con la temperie artistica europea d'inizio secolo. Muore a Verona nella sua casa di Santa Maria Rocca Maggiore il 18 maggio 1942 lasciando numerosi disegni e dipinti in dono alla città, oggi conservati alla GAM ACHILLE FORTI