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Monumenti

Santo Stefano

La chiesa di Santo Stefano risale al V secolo ed è uno degli edifici più antichi della città, che mantiene ancora oggi le originarie mura perimetrali paleocristiane. Le tombe vescovili e le numerose importanti reliquie che in essa sono conservate, fanno ritenere che fu la prima cattedrale di Verona
La Chiesa venne costruita attorno al 450 sopra un'antica area cimiteriale posta all'esterno delle mura di EPOCA ROMANA, quando iniziò a diffondersi anche in Veneto il culto di Santo Stefano, le cui reliquie erano state ritrovate vicino a Gerusalemme. Una basilica cimiteriale che probabilmente fu la prima Cattedrale di Verona, come portano ad intuire la presenza delle tombe vescovili del V-IX secolo e l'antica cathedra in pietra, conservata nell'abside. La struttura originaria venne modificata nel X secolo creando le attuali navate, realizzando la cripta sotterranea e chiudendo le grandi finestre laterali che davano troppa luce all'interno. Uscita indenne dal devastante terremoto del 1117, venne ristrutturata nel XII secolo, adeguandosi allo stile romanico del tempo; ulteriori interventi tra il '300 e il '700 aggiunsero gli altari e le cappelle che ornano le navate laterali. Situata accanto a PONTE PIETRA ha una facciata imponente e tipicamente romanica, con fasce alternate di pietra e mattoni che vengono interrotte da una coppia di lesene poste ai lati del piccolo protiro pensile. Un rosone centrale e due lunghe finestre alleggeriscono la struttura, accompagnando lo sguardo verso la finestrella a croce sovrastata da una cornice di archetti ciechi

Storia

Serenissima Repubblica

Caduta la Signoria degli Scaligeri, tra il 1388 ed il 1405 Verona fu sotto il dominio dei Visconti di Milano e poi dei Carraresi, che vennero cacciati da una rivolta popolare. La città scelse allora spontaneamente di entrare a far parte della Serenissima Repubblica alle cui sorti rimase legata per quattro secoli, fino all'arrivo di Napoleone
Il 24 giugno 1405 una delegazione composta da 40 cittadini illustri raggiunse Venezia, portando al Doge Michele Steno le insegne della città e prestando giuramento di fedeltà alla Serenissima Repubblica. Il governo della città venne affidato al Consiglio dei Cittadini Illustri e a due funzionari di nomina veneziana: il Podestà, che aveva funzioni civili, ed il Capitanio, con funzioni militari. La dedizione alla Repubblica fu spontanea e largamente condivisa, sebbene pochi anni più tardi furono molti i veronesi che sostennero Brunoro della Scala nel suo fallito tentativo di conquistare la città. Nel 1439 Verona fu coinvolta in quella guerra tra Venezia a Milano in cui ci fu l'epica impresa delle GALEAS PER MONTES. Il 16 novembre venne presa d'assalto, con i soldati milanesi che sfondate le porte si diedero al saccheggio, mentre i nobili si rifugiavano a CASTEL SAN PIETRO attendendo i rinforzi da Venezia. Le truppe arrivarono quattro giorni più tardi e rapidamente misero in fuga la milizia nemica, che si accalcò presso il Ponte Nuovo, in cerca di una via di fuga. Il ponte in legno non riuscì a sostenere il peso dei soldati: crollò e in molti affogarono nelle acque dell'Adige. La città tornò libera il 20 novembre 1439 ed il resto del secolo fu un periodo di pace, che si perpetuò fino a quando la Serenissima Repubblica venne attaccata dalle potenze della Lega di Cambrai. All'inizio del XVI secolo le mire espansionistiche di Venezia vennero contrastate dal Papa Giulio II, che radunò vari sovrani italiani ed europei nella Lega di Cambrai. Nel 1508 i veneziani, subite pesanti sconfitte, iniziarono una ritirata verso Verona, ma la città non aprì le sue porte all'esercito veneto; se lo avesse fatto sarebbe sicuramente stata assediata dall'esercito nemico

Piatti tipici