La chiesa di Santo Stefano risale al V secolo ed è uno degli edifici più antichi della città, che mantiene ancora oggi le originarie mura perimetrali paleocristiane. Le tombe vescovili e le numerose importanti reliquie che in essa sono conservate, fanno ritenere che fu la prima cattedrale di Verona
La Chiesa venne costruita attorno al 450 sopra un'antica area cimiteriale posta all'esterno delle mura di EPOCA ROMANA, quando iniziò a diffondersi anche in Veneto il culto di Santo Stefano, le cui reliquie erano state ritrovate vicino a Gerusalemme. Una basilica cimiteriale che probabilmente fu la prima Cattedrale di Verona, come portano ad intuire la presenza delle tombe vescovili del V-IX secolo e l'antica cathedra in pietra, conservata nell'abside. La struttura originaria venne modificata nel X secolo creando le attuali navate, realizzando la cripta sotterranea e chiudendo le grandi finestre laterali che davano troppa luce all'interno. Uscita indenne dal devastante terremoto del 1117, venne ristrutturata nel XII secolo, adeguandosi allo stile romanico del tempo; ulteriori interventi tra il '300 e il '700 aggiunsero gli altari e le cappelle che ornano le navate laterali. Situata accanto a PONTE PIETRA ha una facciata imponente e tipicamente romanica, con fasce alternate di pietra e mattoni che vengono interrotte da una coppia di lesene poste ai lati del piccolo protiro pensile. Un rosone centrale e due lunghe finestre alleggeriscono la struttura, accompagnando lo sguardo verso la finestrella a croce sovrastata da una cornice di archetti ciechi
Assai particolare il tiburio ottagonale con doppio ordine di finestre bifore che sovrasta l'edificio; realizzato nel XII secolo, è l'unico di tipo lombardo presente nel veronese. L’interno della chiesa è a croce latina con tre navate, di cui quella centrale è poco più ampia e alta delle laterali. Divisa in chiesa plebana, cripta sotterranea e presbiterio sopraelevato, conserva numerose opere d'arte, tra cui una statua lapidea del XIV secolo raffigurante San Pietro; dipinti del '500 di Domenico Brusasorci, Giovanni Caroto e Battista del Moro; affreschi del '300 di Martino da Verona. Sulla destra dell'ingresso si trova la Cappella Varalli, anche detta Cappella degli Innocenti. Uno gioiello dell'arte barocca decorato con stucchi manieristici di rara bellezza e tre magnifiche pale di Alessandro Turchi (i quaranta martiri veronesi), Pasquale Ottino (la strage degli innocenti) e Marcantonio Bassetti (i cinque Santi vescovi di Verona); contiene le reliquie di quattro vittime della Strage degli Innocenti ordinata da Erode, di 40 martiri e cinque vescovi di Verona. Molto interessante la cripta sotterranea, con volte a crociera che poggiano su colonne e capitelli dell'VIII secolo
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