La città piange Osvaldo Bagnoli

17.07.2026 | di Giampaolo Beschin

Silenzioso e pragmatico, sarà in eterno ricordato per lo scudetto vinto nel 1985. Un uomo d'altri tempi, simbolo di un calcio romantico che non c'è più. Ciao, Osvaldo

Con la scomparsa di Osvaldo Bagnoli, morto lo scorso 17 luglio all'età di 91 anni, il calcio italiano ha perso uno dei suoi allenatori più amati e rispettati. Se ne è andato un tecnico che ha scritto una delle pagine più straordinarie della storia della Serie A, guidando l'Hellas Verona alla conquista dello Scudetto nella stagione 1984-1985, un'impresa che ancora oggi rappresenta uno dei più grandi miracoli sportivi del calcio italiano. Milanese di nascita, ma veronese d'adozione, Bagnoli era arrivato sulla panchina gialloblù nell'estate del 1981. In pochi anni, partendo dalla Serie B, seppe costruire una squadra capace di battere le grandi del calcio italiano. Senza proclami e con quel suo stile sobrio, trasformò un gruppo di giocatori spesso sottovalutati in una formazione compatta, organizzata e vincente. Il suo Verona conquistò il tricolore davanti a club più ricchi e blasonati, regalando alla nostra città un sogno destinato a diventare leggenda

Il marchio di fabbrica di Bagnoli, il Mago della Bovisa, era la normalità. Rifuggiva i riflettori, parlava poco e lasciava che fossero il lavoro e i risultati a raccontare il suo valore. Era un allenatore capace di creare un legame profondo con i suoi giocatori, valorizzandone le qualità umane prima ancora di quelle tecniche. Da Elkjær a Briegel, passando per Di Gennaro, Tricella e Garella, tutti hanno riconosciuto in lui una guida autentica e un punto di riferimento. Dopo il lungo ciclo veronese, concluso nel 1990, arrivarono le esperienze con Genoa e Inter, impreziosite da risultati prestigiosi, come la storica vittoria dei rossoblù ad Anfield contro il Liverpool in Coppa Uefa. Tuttavia, il suo nome resterà per sempre legato all'Hellas Verona; al campionato di Serie B vinto nel 1982, alle due finali di Coppa Italia nel 1983 e 1984, al campionato di Serie A vinto nel 1985. Con Osvaldo Bagnoli se ne va un protagonista di un calcio fatto di discrezione, passione e grande onestà. “Se cercate i ladri, sono nell’altro spogliatoio” disse il 6 novembre 1985, dopo la partita di Coppa dei Campioni Juventus Verona con uno degli arbitraggi più scandalosi della storia del calcio

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