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Monumenti

Arche Scaligere

Le Arche Scaligere sono un sepolcro monumentale, maestoso e scenografico, che da oltre 700 anni accoglie le spoglie mortali degli antichi Signori di Verona. Qui riposano i Principi della famiglia Della Scala, con le loro elaborate sculture equestri che si levano verso il cielo come in un interminabile torneo pietrificato
Sono uno degli angoli più suggestivi di Verona: un piccolo cimitero privato che conserva le arche dei principi Alberto, Alboino, Bartolomeo, Mastino e Cangrande II°, unitamente ai grandiosi monumenti funebri di Cangrande, Mastino II° e Cansignorio. Si trova a pochi passi da PIAZZA ERBE e Palazzi Scaligeri, su un lato della chiesa di SANTA MARIA ANTICA. Esternamente il sito è protetto da un massiccio recinto in pietra sovrastato da una cancellata del '300 in ferro battuto. Sebbene siano le tre pensili ad attirare maggiormente lo sguardo, il sito conserva molte arche a forma di sarcofago, di pregevole fattura. La tomba più antica è priva di ornamenti; venne realizzata nel 1277 per accogliere le spoglie di Mastino, capostipite della dinastia. Poco oltre c'è il sarcofago di suo fratello Alberto (1301), pregevolmente ornato su lati lunghi e sui fianchi con immagini del defunto accanto a santi, madonne e simboli araldici. Più elaborata è la tomba di MASTINO II (1350) dotata di un piccolo recinto sui cui pilastri d'angolo poggiano statue delle Virtù. Ad oltre 4 metri d'altezza si trova il ricco sarcofago, ornato sul coperchio con l'immagine del defunto vegliato da angeli e sui lati con immagini della Crocifissione, di San Giorgio, di Battista e Maria

Storia

Serenissima Repubblica

Caduta la Signoria degli Scaligeri, tra il 1388 ed il 1405 Verona fu sotto il dominio dei Visconti di Milano e poi dei Carraresi, che vennero cacciati da una rivolta popolare. La città scelse allora spontaneamente di entrare a far parte della Serenissima Repubblica alle cui sorti rimase legata per quattro secoli, fino all'arrivo di Napoleone
Il 24 giugno 1405 una delegazione composta da 40 cittadini illustri raggiunse Venezia, portando al Doge Michele Steno le insegne della città e prestando giuramento di fedeltà alla Serenissima Repubblica. Il governo della città venne affidato al Consiglio dei Cittadini Illustri e a due funzionari di nomina veneziana: il Podestà, che aveva funzioni civili, ed il Capitanio, con funzioni militari. La dedizione alla Repubblica fu spontanea e largamente condivisa, sebbene pochi anni più tardi furono molti i veronesi che sostennero Brunoro della Scala nel suo fallito tentativo di conquistare la città. Nel 1439 Verona fu coinvolta in quella guerra tra Venezia a Milano in cui ci fu l'epica impresa delle GALEAS PER MONTES. Il 16 novembre venne presa d'assalto, con i soldati milanesi che sfondate le porte si diedero al saccheggio, mentre i nobili si rifugiavano a CASTEL SAN PIETRO attendendo i rinforzi da Venezia. Le truppe arrivarono quattro giorni più tardi e rapidamente misero in fuga la milizia nemica, che si accalcò presso il Ponte Nuovo, in cerca di una via di fuga. Il ponte in legno non riuscì a sostenere il peso dei soldati: crollò e in molti affogarono nelle acque dell'Adige. La città tornò libera il 20 novembre 1439 ed il resto del secolo fu un periodo di pace, che si perpetuò fino a quando la Serenissima Repubblica venne attaccata dalle potenze della Lega di Cambrai. All'inizio del XVI secolo le mire espansionistiche di Venezia vennero contrastate dal Papa Giulio II, che radunò vari sovrani italiani ed europei nella Lega di Cambrai. Nel 1508 i veneziani, subite pesanti sconfitte, iniziarono una ritirata verso Verona, ma la città non aprì le sue porte all'esercito veneto; se lo avesse fatto sarebbe sicuramente stata assediata dall'esercito nemico

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