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Editoriali

La Caccia ai Voti è aperta

A Napoli hanno il Miracolo di San Gennaro, con il sangue del Santo Patrono che ogni 19 settembre torna liquido. A Verona abbiamo il Miracolo della Campagna Elettorale, con mille cose che si dovevano (e potevano) fare per rendere vivibile la città, che vengono realizzate solo in prossimità delle elezioni. Chiusura dei cantieri, varo della Filovia, GRANDI MOSTRE, Schermi d’Amore, bus movida e graduation day sono alcuni dei jolly che la sinistra vuole giocarsi prima delle elezioni amministrative, previste per domenica 23 e lunedì 24 maggio 2027. Dopo oltre 4 anni di traffico impazzito, interminabili colonne e inquinamento alle stelle, i cantieri che hanno reso impossibile la circolazione spariranno come neve al sole. Sarà completamente riaperta via XX Settembre, sebbene Veronetta con le prime pioggie sia tornata ad allagarsi come e peggio di prima. Il cavalcavia di Viale Piave potrà tornare a 4 corsie, dopo 48 mesi di lavori che in pochi hanno visto e quasi nessuno ha capito. Le strade di Borgo Roma smetteranno di invertire il senso di marcia ogni settimana; peccato perchè sembrava essere nel Castello di Hogwarts, con le scale a cui piace cambiare
La filovia dei miracoli sarà inaugurata in primavera, con i veronesi che finalmente potranno viaggiare da una parte all’altra della città come si faceva negli anni ‘50, con la stessa scomodità e le stesse bruttissime tiracche in mezzo alle strade. Del resto, se gli americani tornano sulla Luna dopo 60 anni, perché noi non dovevamo tornare alla filovia dopo 60 anni? Sospeso nel 2020 a causa del Covid, nel 2027 tornerà Schermi d’Amore, il festival internazionale del cinema sentimentale e melò. La nuova edizione si svolgerà dal 22 al 25 aprile, con giornate ricche di proiezioni, eventi diffusi e ospiti di rilievo internazionale. Pochi giorni di relax e venerdì 7 maggio, giusto due settimane prima del voto, l’anfiteatro Arena ospiterà la prima edizione del Graduation Day. Un evento in stile college americani che radunerà nell’anfiteatro tutti i laureati veronesi, che potranno invitare amici e parenti a festeggiare la conclusione del loro percorso di studi. Stando alle voci di corridoio, ci saranno dj famosi e grandi coreografie, banchetti e libagioni. Chi pagherà il conto? Al momento non è dato saperlo. Magari lo scopriremo in giugno, quando le urne saranno chiuse

Monumenti

Piazza del Duomo

Se non fosse per le insegne delle osterie e degli esercizi commerciali, nessun turista che arrivasse in questa piazza dopo aver vagato senza meta fra le vie del centro storico, immaginerebbe di essere nella Piazza del Duomo. Seminascosta nelle vicinanze di Ponte Pietra, è inaspettatamente piccola e quasi soffocata dagli edifici circostanti, ma accoglie un patrimonio storico e culturale di incredibile valore
La Piazza è dominata dal DUOMO, la chiesa più bella di Verona, che venne edificata sui resti di una basilica paleocristiana e consacrata nel 1187 da Papa Urbano III. La sua facciata tripartita, singolare fusione di gotico e romanico, è dominata dallo splendido protiro a due livelli che si slancia elegante, sostenuto da colonne tortili che poggiano su grifoni alati e sostengono archi a tutto sesto. Nel maestoso interno ci sono cappelle, altari e innumerevoli opere d'arte, tra cui un grande Tornacoro del Sanmicheli e una stupenda pala del Tiziano. Da un ingresso posto sotto l'organo di sinistra del Duomo, o dall'esterno della Cattedrale, si accede al Battistero di SAN GIOVANNI IN FONTE. Una piccola chiesa edificata in epoca longobarda e ricostruita nel XII secolo, che conserva affreschi del XIV secolo, varie tele di pregio e una stupenda fonte battesimale del XII secolo, capolavoro della scultura romanica veronese. Adiacente ad essa è la piccola CHIESA DI SANTA ELENA; risale al IX secolo e racchiude un'interessante area archeologica con i resti di una chiesa paleocristiana. Attraversando un passaggio coperto si arriva al Chiostro dei Canonici, realizzato nel XII secolo con un doppio ordine di colonne romaniche in marmo rosso

Storia

Galeas per Montes

Galeas per Montes è il nome con cui viene ricordata una delle più incredibili imprese di ingegneria militare realizzate nel medioevo. Tra il gennaio e l'aprile 1439 la Serenissima Repubblica fece arrivare una flotta di 33 navi, dal Mar Adriatico al Lago di Garda, risalendo il fiume Adige fino a Rovereto e trasportando le navi via terra per un percorso di 20 chilometri tra le montagne
Venezia era all’epoca una potenza nel Mediterraneo, e nel XV secolo iniziò una espansione nella terraferma della Pianura Padana attraverso conquiste militari o dedizioni spontanee, come accadde con Verona al tramonto della SIGNORIA DEGLI SCALIGERI. Nel 1438, il duca di Milano, Filippo Maria Visconti, scese in guerra contro la Serenissima e con una serie di colpi di mano prese il controllo delle terre lombarde fino al Lago di Garda meridionale. Brescia venne posta sotto assedio dal capitano di ventura Niccolò Piccinino, ma la città resistette e chiese aiuto a Venezia. Il Piccinino aveva il controllo di tutto il settore meridionale del Lago, al quale il condottiero veneto Gattamelata (Erasmo da Narni) poteva solamente accedere da settentrione, cioè da Torbole o Riva del Garda. L'esercito milanese era inoltre asserragliato nei castelli di Peschiera e Desenzano, rendendo impossibile uno scontro frontale. La Serenissima decise quindi di attuare un ardito piano militare che permettesse alle truppe di sorprendere l'esercito visconteo passando a nord del Lago. Il 1º dicembre 1438, dopo una lunghissima seduta, il Maggior Consiglio approvò la proposta formulata da Blasio de Arboribus, un ingegnere al servizio della Serenissima, e dal marinaio greco Nicolò Sorbolo. I due progettarono di risalire l'Adige con una flotta di navi, di trarle a secco poco prima di Rovereto e poi trascinarle su rulli di legno lungo la Valle di Loppio per poi calarle nel Lago di Garda vicino a Torbole. Da lì la flotta veneziana avrebbe attaccato quella milanese, ancorata a Desenzano, tagliando la strada alle milizie viscontee di presidio a Peschiera e forzando il blocco navale in modo da aver successivamente via libera alla volta di Brescia

Piatti tipici