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Editoriali

Il 25 ottobre torna l’ora solare

La mattina si potrà dormire un'ora in più ma il sole tramonterà prima, con il cambio dell'ora che chiude la stagione dell'ora legale, durata quest’anno oltre sette mesi. Il vantaggio immediato è nel letto: sabato notte si dorme un'ora in più. Da domenica 25 ottobre cambia invece la distribuzione della luce: il sole tramonta prima nel pomeriggio e l'alba arriva un'ora prima rispetto a quanto segna l'orologio. Le ore di luce non aumentano né diminuiscono, si spostano verso il mattino, quando molti escono di casa per andare al lavoro. Nei giorni successivi alcune persone avvertono un po' di stanchezza, con un adattamento completo che di solito si esaurisce nel giro di una o due settimane al massimo
Per la maggior parte degli orologi non servirà alcun intervento: telefonini, tablet e computer collegati alla rete si aggiornano automaticamente da soli. A mano andranno regolati gli orologi analogici, le sveglie tradizionali e gli apparecchi privi di connessione, come il display del forno. In pochi aggiornano l'orologio dell'auto, che per mesi sarà avanti di un’ora (o finalmente tornerà a segnare l’ora esatta, come nel mio caso). L'ora solare resterà in vigore per poco meno di cinque mesi. Il ritorno all'ora legale è fissato per la notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo 2027, quando le lancette avanzeranno dalle 2.00 di notte alle 3.00 e si dormirà un'ora in meno. In Italia il cambio dell’ora è in vigore dal 1966. A livello europeo si discute dell'abolizione dal 2018 con la proposta di mantenere l'ora legale tutto l'anno. In attesa della decisione, per quest’autunno e la prossima primavera, il cambio è confermato

Monumenti

Storia

Buffalo Bill a Verona nel 1890

Buffalo Bill è il soprannome del colonnello americano William Frederick Cody, che durante la sua vita avventurosa e spericolata seppe creare attorno alla sua persona un mito. Giovanissimo corriere del Pony Express, Cody fu esploratore al servizio del generale Custer, combattente nella Guerra di Secessione e leggendario cacciatore di bufali. Medaglia d'Onore del Congresso, nel 1883 fondò il Wild West Show, un grandioso spettacolo itinerante con cui attraversò Stati Uniti ed Europa
William Frederick Cody nacque in una fattoria dell'Iowa nel 1846. Nel 1853 la sua famiglia si trasferì nel Kansas, dove però fu vittima di un pesante clima persecutorio a causa delle posizioni anti-schiaviste del padre. Questi, infatti, morì nel 1857 per le conseguenze di un pugnalamento subito dopo aver tenuto un discorso contro lo schiavismo. All'età di 14 anni il giovane William divenne uno dei corrieri a cavallo del Pony Express. Nel 1863 si arruolò nel 7° Cavalleggeri del Kansas e partecipò alla Guerra Civile Americana con gli Stati dell'Unione. Nel campo militare di St. Louis conobbe l'italoamericana Louisa Frederici, che diventò sua moglie nel 1866 e dalla quale ebbe quattro figli. Dopo la fine della guerra venne impiegato come guida civile dall'esercito statunitense e come cacciatore di bisonti per conto della Pacific Railway Company. Il suo compito era quello di rifornire di carne fresca gli operai addetti alla costruzione della ferrovia transamericana e lo fece con risultati talmente impressionanti da ricevere quel famoso soprannome (Buffalo Bill) che poi lo accompagnò per tutta la vita. Dal 1872 si dedicò alla politica, diventando Deputato nello stato del Nebraska, e al teatro, dove per una decina d'anni interpretò se stesso in una fortunata serie di spettacoli scritti da Ned Buntline. Nel 1883 fondò il Wild West Show, un grande circo itinerante di cui facevano parte audaci cowboys, indiani selvaggi e tiratori scelti. Esibitosi nelle principali città degli Stati Uniti, Buffalo Bill venne tre volte in Europa per altrettante trionfali tournée: nel 1887, 1890 e 1906. Quello che attraversò il vecchio continente era uno spettacolo grandioso, per il cui trasporto erano necessari cinque treni speciali. Le cronache raccontano che “gli sguardi della folla si rivolsero con curiosità vivissima sulle pellirosse, le quali fecero il loro ingresso galoppando vertiginosamente intorno alla pista, ed emettendo grida altissime e disordinate”

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