Teatro Lirica Danza

Opera e Balletto al Filarmonico

La Stagione di Opera e Balletto 2027 della Fondazione Arena al Teatro Filarmonico va in scena dal 17 gennaio al 31 dicembre; sei i titoli in cartellone, con quattro rappresentazioni per le opere liriche e ben sette repliche del balletto. Sul palco saliranno voci affermate e talenti emergenti insieme in spettacoli che alternano grandi classici provenienti dai maggiori teatri europei e nuovi allestimenti della Fondazione. L’inaugurazione sarà nel segno di Wolfgang Amadeus Mozart: Il Ratto dal Serraglio, nella produzione del Teatro alla Scala per la regia di Giorgio Strehler, condurrà gli spettatori in un vivace Oriente immaginato a fine ‘700 (17 20 22 e 24 gennaio). Nel mese di marzo, il protagonista è uno dei titoli più rari di Giuseppe Verdi, tratto dall’omonima tragedia di Voltaire: Alzira, nel prezioso allestimento che ha inaugurato il festival verdiano 2026 a Parma (14 17 19 e 21 marzo)
In aprile la prima parte della stagione si conclude con Fidelio, l'unica opera lirica composta da Ludwig van Beethoven, nella produzione del Teatro La Fenice di Venezia (11 14 16 e 18 aprile). Dopo la pausa estiva con gli spettacoli in Arena, in ottobre il cartellone riparte con la spassosa farsa rossiniana Il Signor Bruschino, nell’allestimento del Teatro Coccia di Novara (24 27 29 e 31 ottobre). Il mese successivo al Filarmonico va in scena Cristoforo Colombo, dramma lirico in quattro atti di Alberto Franchetti su libretto di Luigi Illica (21 24 26 e 28 novembre). In dicembre protagonista sarà il balletto, con una nuova messa in scena dello Schiaccianoci a 32 anni dall’ultima produzione del capolavoro di Cajkovskij realizzata dalla Fondazione Arena al Teatro Filarmonico (12 15 17 18 19 29 e 31 dicembre)

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Sono scomparse le Grandi Mostre

Quella dedicata a Caroto fu un’esposizione con 120 opere provenienti da collezioni e musei di tutto il mondo, che la rivista Finestre sull'Arte mise al 2° posto tra le migliori realizzate nel 2022 in Italia. Da allora in città un tetro silenzio è sceso sui grandi eventi culturali; un silenzio che ha distrutto l’ottima reputazione che Verona si era costruita con le mostre di levatura internazionale realizzate dal 2007 al 2022. Un modello espositivo fatto di produzioni internazionali e ricche sponsorizzazioni, capace di richiamare centinaia di migliaia di visitatori e turisti è stato rotto, lasciando spazio a rassegne minori, legate alle circoscritte collezioni locali. In quegli anni Verona era tra le capitali italiane dell'arte espositiva, con la Gran Guardia, CASTELVECCHIO e Palazzo Forti che ospitavano eventi di risonanza planetaria. Nel 2007 la mostra Il Settimo Splendore, curata da Giorgio Cortenova, portò a Palazzo della Ragione oltre 200 capolavori da Botticelli a Tiziano, da Caravaggio a Magritte, fino a De Chirico e Modigliani. L’anno successivo arrivarono le Collezioni italiane del Museo Pushkin, con un centinaio di capolavori provenienti dal famoso museo moscovita. Nel 2009 e 2010 la mostra Corot e l'Arte Moderna, allestita in collaborazione con il Louvre
Nel 2011 Chagall il Mondo Sottosopra a Palazzo Forti. Nel 2013 due grandi mostre curate da Marco Goldin con oltre 300mila visitatori: in primavera Da Botticelli a Matisse, e in autunno Verso Monet. Nel 2014 la monografica su PAOLO CALIARI detto il Veronese, ancora oggi ricordata come la migliore al mondo dedicata al grande pittore del ‘500. Nel 2015 la stupenda Arte e Vino, in concomitanza con Expo e Vinitaly. Una mostra che esaminò il legame tra il vino e l'arte nel corso dei secoli, con opere di Arcimboldo, Caravaggio, Rubens, Carracci, Guttuso, Picasso e Magritte. Tra il 2016 e il 2017 i Maya alla Gran Guardia e Picasso a Palazzo Forti. Nel 2018 la grande antologica dedicata a Fernando Botero, curata dall'artista stesso in collaborazione con Rudy Chiappini. Nel 2019 Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky. Dopo lo stop forzato a causa del Covid-19 nel 2021 ci fu Dante a Verona: un grande percorso celebrativo nel 700 anniversario della morte, per raccontare il legame del Poeta con gli Scaligeri e la città. Nel 2022 Caroto e poi il silenzio. Un miope cambio di passo che solleva interrogativi importanti sulle strategie culturali della città e lo sviluppo del turismo

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