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Monumenti

Santo Stefano

La chiesa di Santo Stefano risale al V secolo ed è uno degli edifici più antichi della città, che mantiene ancora oggi le originarie mura perimetrali paleocristiane. Le tombe vescovili e le numerose importanti reliquie che in essa sono conservate, fanno ritenere che fu la prima cattedrale di Verona
La Chiesa venne costruita attorno al 450 sopra un'antica area cimiteriale posta all'esterno delle mura di EPOCA ROMANA, quando iniziò a diffondersi anche in Veneto il culto di Santo Stefano, le cui reliquie erano state ritrovate vicino a Gerusalemme. Una basilica cimiteriale che probabilmente fu la prima Cattedrale di Verona, come portano ad intuire la presenza delle tombe vescovili del V-IX secolo e l'antica cathedra in pietra, conservata nell'abside. La struttura originaria venne modificata nel X secolo creando le attuali navate, realizzando la cripta sotterranea e chiudendo le grandi finestre laterali che davano troppa luce all'interno. Uscita indenne dal devastante terremoto del 1117, venne ristrutturata nel XII secolo, adeguandosi allo stile romanico del tempo; ulteriori interventi tra il '300 e il '700 aggiunsero gli altari e le cappelle che ornano le navate laterali. Situata accanto a PONTE PIETRA ha una facciata imponente e tipicamente romanica, con fasce alternate di pietra e mattoni che vengono interrotte da una coppia di lesene poste ai lati del piccolo protiro pensile. Un rosone centrale e due lunghe finestre alleggeriscono la struttura, accompagnando lo sguardo verso la finestrella a croce sovrastata da una cornice di archetti ciechi

Storia

Cangrande della Scala

Alberto Canfrancesco della Scala (detto Cangrande) nacque a Verona il 9 marzo del 1291; era il terzo figlio di Alberto I della Scala, al tempo signore della città. Suo padre e il fratello Bartolomeo, successore designato, morirono quando Cangrande aveva dodici anni, ed egli giovanissimo affiancò il fratello Alboino nella guida della signoria
Governò da solo a partire dal 1311, quando il fratello morì durante un assedio a Brescia, e fu per molti anni il leader della fazione Ghibellina nel nord Italia. Ragazzo prestante e di bella presenza, si dimostrò subito anche deciso e risoluto. Sposò molto giovane la prima donna di cui si innamorò, Giovanna d'Antiochia (figlia di Corrado d'Antiochia nipote dell'imperatore Federico II), una splendida donzella che era di passaggio a Verona e già promessa ad un ricco feudatario tedesco. Tra i 16 e i 20 anni divenne Cavaliere e quando arrivò a comandare l'esercito veronese, nel giro di pochi anni assoggettò alla SIGNORIA DEGLI SCALIGERI una serie di territori nelle provincie di Vicenza, Treviso, Padova, Mantova e Brescia. Molto stimato da Enrico VII, Imperatore del Sacro Romano Impero, fu nominato Vicario Imperiale nel Veneto nello stesso anno (1311) in cui Amedeo di Savoia fu nominato Vicario Imperiale in Lombardia. Con lui Verona visse un periodo particolarmente florido, di pace e di prosperità. Il popolo veronese e anche quelli delle altre province amministrate, lo ritenevano un sovrano giusto e intelligente; i cronisti dell’epoca lo descrivono come un sovrano che “non si appagava del proprio guadagno, ma cercava il guadagno del popolo”. Anni in cui prosperarono tutti i territori della Signoria, senza rivolte o sommosse, salvo rari e modesti episodi

Piatti tipici