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Editoriali

Una mostra su Dall’Oca Bianca

Tra l'800 e il ‘900 la pittura veronese ha vissuto una stagione prospera, segnata dal passaggio dalla tradizione accademica all'avanguardia. Figure di spicco come Felice Casorati, Guido Trentini e Umberto Boccioni hanno lasciato segni indelebili, ma l’artista più celebre del periodo è sicuramente Angelo Dall'Oca Bianca. Con i suoi paesaggi delineati dall'Adige, i ritratti di persone comuni e le scene di vita quotidiana tratte dalle strade della città fu maestro nel ritrarre la luce e la vita dell’epoca. Stimato e ricordato non solo per la sua arte, ma anche per quel grande amore che sempre ebbe per Verona e la veronesità: per l’amico pasticcere Domenico Melegatti, ideò la forma di stella ad otto punte del Pandoro; per aiutare le famiglie bisognose fece costruire un Villaggio con 27 casette, scuola e chiesa; nel testamento lasciò ai musei cittadini un numero considerevole dei suoi dipinti. Ad oltre 80 anni dalla scomparsa è ancora amatissimo dai suoi concittadini, con le sue opere che orgogliosamente ornano le pareti delle abitazioni più facoltose degli old money
Purtroppo i Civici Musei di Verona, da molti anni snobbano la sua arte. L’ultima grande mostra che la città ha dedicato al Dall'Oca Bianca risale al 2002: la stupenda Visioni Multiple, curata da Giorgio Cortenova a Palazzo Forti. Nel 2013 la Casa di Giulietta ha ospitato una modesta retrospettiva, La Pelle della Pittura, in cui erano presenti una sessantina di opere tra oli, pastelli, disegni e fotografie, che esploravano l’universo femminile nella sua poetica. Poi nulla. Da oltre 13 anni un silenzio assordante, interrotto solo nel 2022 con una saletta all’interno del percorso espositivo Passioni e Visioni, alla Gam di Verona. Un artista che tanto ha dato alla città e che tanto è amato dai veronesi, merita di meglio. Il Comune deve realizzare una grande mostra con le centinaia di dipinti che giacciono nascosti negli archivi dei musei cittadini, prestiti da grandi musei e collezionisti privati. Si potrebbe anche fare una lotteria benefica, sul modello della 1 Picasso for 100 Euros che la casa d'aste Christie's organizza a Parigi; ad Angelo che tanta beneficenza fece in vita, piacerebbe di sicuro

Monumenti

Storia

Mastino II della Scala

Mastino II della Scala, secondogenito di Alboino della Scala e Beatrice da Correggio, nacque a Verona nel 1308. Durante il suo regno la Signoria degli Scaligeri raggiunse la massima espansione territoriale e furono costruiti i grandi monumenti che ancora oggi maggiormente la ricordano, tra cui Castelvecchio, il Ponte Scaligero e le Arche
Mastino II della Scala divenne Principe di Verona nel 1329, dopo l’improvvisa e prematura scomparsa dello zio CANGRANDE, che non aveva eredi legittimi. Sebbene il potere fosse ben saldamente nelle sue mani, formalmente Mastino governò sempre assieme al fratello Alberto II. Nel volgere di pochi anni, forte delle poderose armate che aveva radunato attorno a sè, portò la SIGNORIA DEGLI SCALIGERI alla massima espansione territoriale, facendola diventare uno degli stati più grandi della penisola. Nel 1331 divenne Comandante della Lega formata da Scaligeri, Estensi, Gonzaga e Visconti contro il Re di Boemia. Respinto l’invasore, estese i domini veronesi (che già occupavano Vicenza, Padova, Treviso e Belluno) anche su Brescia, Parma, Lucca e Massa. Fu questo il momento della massima espansione territoriale, ma anche l’inizio della fine: nel 1336 e 1337 venne sconfitto in battaglia da una alleanza formata da Venezia, Milano, Mantova ed Este, che riuscirono anche a catturare suo fratello Alberto. Gestendo abilmente delle separate trattative di pace, Mastino II riuscì a salvare la Signoria ed il fratello, subendo però un forte ridimensionamento territoriale; agli Scaligeri rimasero solo Verona e Vicenza, assieme a Parma e Lucca che essendo però separate dagli altri territori, risultarono indifendibili e vennero ben presto cedute a Firenze

Piatti tipici

Bardolino

Il Bardolino è un vino rosso prodotto nella provincia di Verona, a Denominazione di Origine Controllata. L'area di produzione si estende su 14 comuni situati nella zona nord ovest della provincia di Verona; il Bardolino CLASSICO solo nei comuni di Bardolino, Garda, Lazise, Cavaion, Affi e Costermano. Il terreno delle colline moreniche sul lato veronese del Lago di Garda possiede una particolare attitudine viticola. Il clima dolce, con inverni miti ed estati temperate, è un fattore determinante nella positiva caratterizzazione delle uve e del vino che ne deriva. Il Bardolino è un vino che nasce da una miscela di uve di vitigni diversi, di cui la principale deve essere la Corvina Veronese (tra il 35 e il 65%). La produzione massima delle uve, per ettaro, non deve superare i 130 quintali e la resa in vino non può superare i 70 litri ogni cento chilogrammi d'uva. Il colore di questo vino è il rosso rubino chiaro, a volte tendente al cerasuolo, che si trasforma in granato con l'invecchiamento; oppure al rosa nel Chiaretto. Il profumo è vinoso e gradevole; il sapore è asciutto e leggermente amarognolo, con leggere punte di frizzante. Da zone ben delimitate e impiegando i vitigni prescritti si ottengono le tipologie particolari. Il Bardolino SUPERIORE DOCG deve avere una gradazione minima al consumo di 11,5 gradi ed un periodo di invecchiamento di almeno un anno
Il CHIARETTO viene ottenuto con la vinificazione in “rosa” delle uve, con minima macerazione delle bucce. Il Bardolino imbottigliato entro il 31 dicembre dell'annata di produzione può utilizzare la denominazione di NOVELLO; ha un colore vivace e un odore spiccatamente fruttato, che ricorda il lampone e la marasca. Il sapore è giovane, fresco e molto gradevole. Il Bardolino è un vino di grande digeribilità ed è considerato, uno dei migliori vini italiani da “tutto pasto”; nelle sue diverse interpretazioni, trova svariati abbinamenti. E’ perfetto con le minestre come la ZUPPA ALLA SCALIGERA, le tagliatelle e i RISOTTI. Con le carni bianche e diversi tipi di formaggi stagionati. Il chiaretto è un vino perfetto per un aperitivo delicato o piatti con pesce di Lago. Il Novello si sposa bene con i salumi e i piatti a base di castagne. Durante la prima decade del mese di ottobre, nel paese di Bardolino viene organizzata una grande FESTA DELL'UVA E DEL VINO con con chioschi gastronomici, stand di prodotti tipici del territorio, degustazioni, serate musicali e spettacolo pirotecnico sul lungolago