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Editoriali

Il Congresso di Verona del 1822

La città in festa accolse i tre sovrani della Santa Alleanza: l'imperatore Francesco I d’Austria, lo zar Alessandro I di Russia e il re di Prussia Federico Guglielmo III. In riva all'Adige arrivarono anche il cancelliere austriaco Klemens von Metternich; il duca di Wellington Arthur Wellesley (che aveva sconfitto Napoleone a Waterloo); il plenipotenziario francese François-René de Chateaubriand; Ferdinando I re delle Due Sicilie; Carlo Felice di Savoia re di Sardegna; Maria Luigia d’Asburgo-Lorena duchessa di Parma ed ex moglie di Napoleone; Ferdinando III granduca di Toscana; Francesco IV d'Este duca di Modena; il cardinale Giuseppe Spina, rappresentante dello Stato Pontificio. In quel periodo la città ospitò anche 4.000 persone tra militari, diplomatici, cuochi, servitori e cortigiani, con i GRANDI PALAZZI dell’aristocrazia veronese che divennero le residenze delle corti e delle delegazioni
L'imperatore Francesco I soggiornò a Palazzo Erbisti e lo zar Alessandro I a Palazzo Canossa. Re Federico Guglielmo III prese alloggio a Palazzo Fracastoro, mentre Metternich risiedette a Palazzo Castellani, che fu anche sede delle riunioni del Congresso. Dietro lo sfarzo delle corti si discutevano questioni decisive per l’Europa. Il tema principale fu la rivoluzione liberale spagnola: le potenze conservatrici autorizzarono la Francia a intervenire militarmente per restaurare l’autorità assoluta di Ferdinando VII, con l’esercito francese che l'anno successivo invase la Spagna. Il Congresso affrontò anche la questione della tratta degli schiavi, la situazione italiana e altri problemi derivanti dagli sconvolgimenti politici delle campagne napoleoniche. Per Verona fu un avvenimento straordinario. Per quasi due mesi le sue strade, i suoi palazzi e i suoi teatri furono attraversati da imperatori, re, principi e ministri. La città scaligera divenne, per un breve periodo, la capitale politica della Restaurazione in Europa. Ancora oggi le nobili dimore che ospitarono i protagonisti del Congresso conservano il ricordo di quelle settimane d'autunno del 1822, quando Verona fu il centro del mondo

Monumenti

Museo di Castelvecchio

Con uno sviluppo di ventinove sale, distribuite sui vari livelli di una antico castello, è il museo più importante di Verona e una delle maggiori raccolte d'arte italiane: oggetti paleocristiani, reperti di oreficeria longobarda, opere scultoree dal X al XIV secolo, armi ed armature medievali, dipinti dal Trecento al Settecento
Il Museo Civico di Verona è ospitato a CASTELVECCHIO, una imponente fortezza medievale dall'aspetto decisamente militare, con mura merlate e torri coperte, fatta erigere nel 1354 dalla SIGNORIA DEGLI SCALIGERI. Le opere sono esposte seguendo l'ordine cronologico voluto durante il restauro post-bellico che ha portato alla luce le strutture originarie, liberandole dalle aggiunte e suturando con cemento e acciaio le parti mancanti. L'itinerario museale inizia con una lunga galleria rettilinea, suddivisa in cinque ariose sale in cui sono raccolti reperti di oreficeria longobarda e numerose opere scultoree veronesi del tardo medioevo in una sistemazione che mette in risalto i singoli pezzi. La prima sala è dominata dalla romanica Arca dei Santi Sergio e Bacco (1179). Ad essa fanno seguito tre sale quasi interamente dedicate alla scultura veronese del '300, con una serie di grandi statue in tufo, e una che accoglie sculture del '400. Dopo la galleria, il percorso prosegue per un breve tratto all'aperto, dove si incontra la campana che era sulla TORRE DEL GARDELLO. Arrivati nel secondo cortile del castello si entra nella Torre del Mastio, struttura ascensionale che porta alla pinacoteca allestita nell'antica Reggia: due piani entrambi con una grande sala illuminata dalla luce di lunghe finestre che si affacciano sul fiume

Storia

Piatti tipici