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Monumenti

Arche Scaligere

Le Arche Scaligere sono un sepolcro monumentale, maestoso e scenografico, che da oltre 700 anni accoglie le spoglie mortali degli antichi Signori di Verona. Qui riposano i Principi della famiglia Della Scala, con le loro elaborate sculture equestri che si levano verso il cielo come in un interminabile torneo pietrificato
Sono uno degli angoli più suggestivi di Verona: un piccolo cimitero privato che conserva le arche dei principi Alberto, Alboino, Bartolomeo, Mastino e Cangrande II°, unitamente ai grandiosi monumenti funebri di Cangrande, Mastino II° e Cansignorio. Si trova a pochi passi da PIAZZA ERBE e Palazzi Scaligeri, su un lato della chiesa di SANTA MARIA ANTICA. Esternamente il sito è protetto da un massiccio recinto in pietra sovrastato da una cancellata del '300 in ferro battuto. Sebbene siano le tre pensili ad attirare maggiormente lo sguardo, il sito conserva molte arche a forma di sarcofago, di pregevole fattura. La tomba più antica è priva di ornamenti; venne realizzata nel 1277 per accogliere le spoglie di Mastino, capostipite della dinastia. Poco oltre c'è il sarcofago di suo fratello Alberto (1301), pregevolmente ornato su lati lunghi e sui fianchi con immagini del defunto accanto a santi, madonne e simboli araldici. Più elaborata è la tomba di MASTINO II (1350) dotata di un piccolo recinto sui cui pilastri d'angolo poggiano statue delle Virtù. Ad oltre 4 metri d'altezza si trova il ricco sarcofago, ornato sul coperchio con l'immagine del defunto vegliato da angeli e sui lati con immagini della Crocifissione, di San Giorgio, di Battista e Maria

Storia

Cangrande della Scala

Alberto Canfrancesco della Scala (detto Cangrande) nacque a Verona il 9 marzo del 1291; era il terzo figlio di Alberto I della Scala, al tempo signore della città. Suo padre e il fratello Bartolomeo, successore designato, morirono quando Cangrande aveva dodici anni, ed egli giovanissimo affiancò il fratello Alboino nella guida della signoria
Governò da solo a partire dal 1311, quando il fratello morì durante un assedio a Brescia, e fu per molti anni il leader della fazione Ghibellina nel nord Italia. Ragazzo prestante e di bella presenza, si dimostrò subito anche deciso e risoluto. Sposò molto giovane la prima donna di cui si innamorò, Giovanna d'Antiochia (figlia di Corrado d'Antiochia nipote dell'imperatore Federico II), una splendida donzella che era di passaggio a Verona e già promessa ad un ricco feudatario tedesco. Tra i 16 e i 20 anni divenne Cavaliere e quando arrivò a comandare l'esercito veronese, nel giro di pochi anni assoggettò alla SIGNORIA DEGLI SCALIGERI una serie di territori nelle provincie di Vicenza, Treviso, Padova, Mantova e Brescia. Molto stimato da Enrico VII, Imperatore del Sacro Romano Impero, fu nominato Vicario Imperiale nel Veneto nello stesso anno (1311) in cui Amedeo di Savoia fu nominato Vicario Imperiale in Lombardia. Con lui Verona visse un periodo particolarmente florido, di pace e di prosperità. Il popolo veronese e anche quelli delle altre province amministrate, lo ritenevano un sovrano giusto e intelligente; i cronisti dell’epoca lo descrivono come un sovrano che “non si appagava del proprio guadagno, ma cercava il guadagno del popolo”. Anni in cui prosperarono tutti i territori della Signoria, senza rivolte o sommosse, salvo rari e modesti episodi

Piatti tipici