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Parco Natura Viva

Il Parco Natura Viva è un centro di tutela delle specie minacciate, a pochi km dal Lago di Garda. Diviso nelle sezioni Parco Faunistico e Africa Safari, occupa una superficie di 420mila metri, ricoperta da querceti e alberi secolari. Vi sono inoltre aree tematiche come la fattoria didattica, Jurassic Adventure e House of the Dragon
Il Parco Natura Viva è una grande oasi naturalistica, in primis dal punto di vista faunistico ma anche per la varietà e la ricchezza della flora presente. Situato sulle COLLINE GARDESANE ad una quindicina di chilometri dalla città Verona, accoglie molte specie animali a rischio di estinzione, che vengono allevate per poi reinserire in libertà. Le due sezioni principali, il Parco Faunistico e l'Africa Safari, ospitano oltre 1.500 animali appartenenti a 200 specie diverse, ambientate in ampi reparti immersi nel verde, con boschi di querce e alberi secolari. Africa Safari si estende su una superficie di 240mila metri quadrati; la visita dura circa un'ora e mezzo e viene effettuata a bordo del proprio autoveicolo, lungo un percorso di 8 km che permette di attraversarlo interamente e di osservare, a poca distanza dai finestrini, gli animali della Savana africana. Lungo il tragitto si incontrano mandrie di grandi erbivori come elefanti e giraffe, graziose zebre, agili antilopi e lemuri del Madagascar, oppure si possono avvicinare, in tutta sicurezza, branchi di leoni, ghepardi, iene maculate e rinoceronti. Ci sono anche struzzi, lichi del Nilo, gnu, asini somali e babbuini Gelada

Storia

Valerio Catullo

Nato a Verona nell’anno 87 avanti Cristo, Gaio Valerio Catullo fu uno dei maggiori poeti dell’antica Roma. Rampollo di una agiata famiglia, con ricchi possedimenti e frequentazioni importanti, si trasferì in giovane età a Roma per completare i suoi studi. Nella capitale dell'impero trovò il luogo adatto in cui sviluppare le sue doti di scrittore e conobbe Lesbia, il grande amore della sua vita
Giunto nella capitale quando ancora non era ancora ventenne, Catullo entrò presto in contatto con personaggi di prestigio, tra cui Giulio Cesare, Quinto Ortensio Ortalo e Cornelio Nepote. Frequentò Licinio Calvo, Aurelio, Fabullo, Cornificio e Veranio; letterati con i suoi stessi ideali e gusti poetici, con cui condivise esperienze poetiche e mondane. Non partecipò mai attivamente alla vita politica della città, anzi voleva fare della sua poesia un ludus fra amici, lontana dagli ideali politici tanto osannati dai letterati del tempo. Seguì comunque la formazione del primo triumvirato, le imprese di Giulio Cesare in Gallia ed in Britannia, i tumulti fomentati da Clodio Pulcro ed il secondo consolato di Pompeo. Nel 62 a.C. conobbe Lesbia, la donna che amò per tutta la vita e che profondamente influenzò la sua arte; la musa a cui dedicò varie poesie tra le quali la famosa Vivemus, mea Lesbia, atque Amemus. Il vero nome della donna era Clodia, sorella del tribuno Clodio Pulcro e moglie del proconsole Metello Celere. La loro storia fu molto travagliata: Clodia era donna raffinata e colta ma di costumi molto liberi: nelle poesie di Catullo troviamo i più contrastanti stati d'animo per lei, dall'amore all'odio. Per dimenticare le pene d’amore, lasciò Roma nel 57 a.C. e accompagnò il pretore Gaio Memmio in Bitinia, nell’odierna Turchia. Dopo questo viaggio e la visita alla tomba del fratello nella Troade, compose i suoi Carmina Docta. Nel 56 a.C. si trasferì nella villa di famiglia a Sirmione (i cui resti sono ancora oggi visitabili), dove il poeta in solitudine gli ultimi due anni della sua vita, dopo aver rotto definitivamente ogni legame con Lesbia

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