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Museo Man Verona

Situato nel quartiere di Veronetta, a pochi passi dalla Chiesa di SAN TOMASO Cantuariense e dal rinascimentale GIARDINO GIUSTI, il Museo Archeologico Nazionale di Verona ospita vari reperti provenienti dalle ricerche archeologiche effettuate nella città e nel territorio della provincia veronese, risalenti ad un arco temporale che va dalla preistoria alla protostoria, alla fase celtica, alla romanizzazione, fino agli inizi dell’età imperiale. Aperto nel 2022 è allestito entro l'ex caserma asburgica di San Tomaso, un convento Carmelitano del XIII secolo che durante la dominazione austriaca fu riconvertito a tribunale e carcere militare. Il complesso, articolato su tre corpi di fabbrica organizzati attorno al cortile interno; assieme con la vicina fortezza di CASTEL SAN PIETRO è una delle testimonianze di architettura austriaca meglio conservate della città. La prima sezione del Museo Archeologico è dedicata alla Preistoria e Protostoria; dotata di ricostruzioni fisiche e multimediali, racconta le principali componenti storiche del periodo compreso tra 200mila anni fa e I secolo a.C. attraverso un percorso espositivo che si articola in una serie di sottosezioni dedicate alle principali epoche
Al Paleolitico sono dedicate le prime due sale, in cui è esposto anche il famoso Sciamano di Fumane: un notevole esempio di arte figurativa dei primi Homo Sapiens che risale a circa 38 mila anni fa. Il Neolitico, con la Venere di Rivoli Veronese. L'età del Rame, con le stele funerarie di Cerna e Negrar. L'età del Bronzo, con i materiali provenienti dalle palafitte di Cerea e Peschiera. L'età del Ferro, con tomba del Principe Bambino di Zevio L'allestimento si sviluppa in modo unilineare e senza interferenze, partendo dalla sala di orientamento, accessibile dalla scalinata e dall’ascensore, attraverso le diverse sale dei due bracci del terzo piano (con i reperti dal Paleolitico all'età del Bronzo) fino a confluire nel terzo braccio (dedicato all’età del Ferro). Attualmente nel secondo piano del palazzo è in fase di allestimento la grande sezione dedicata ai reperti di EPOCA ROMANA, con centinaia di manufatti che vanno dal I secolo a.C. fino al IV secolo d.C.

Storia

Berto Barbarani

Nato a Verona il 3 dicembre 1872, Roberto Tiberio Barbarani (detto Berto) fu uno dei maggiori poeti dialettali italiani del '900. Figlio di un ricco commerciante, abbandonò gli studi di legge per dedicarsi alla letteratura e al giornalismo, suo grande amore. Nella sua carriera fu responsabile della redazione veronese del Gazzettino di Venezia e direttore del quotidiano L'Adige. I suoi versi in dialetto veronese sono caratterizzati da un tono malinconico ed evocativo, di gusto crepuscolare. Grande amico del pittore ANGELO DALL'OCA BIANCA e del drammaturgo Renato Simoni, suoi concittadini, pubblicò negli anni varie raccolte di poesie tra cui El Rosario del Cor (1895), Canzoniere Veronese (1901), I Due Canzonieri (1916), I Sogni (1922), L’Autunno del Poeta (1937). Ebbe inoltre una forte amicizia anche con i colleghi poeti dialettali Alfredo Testoni e Carlo Alberto Salustri (Trilussa), assieme ai quali prese parte al Teatro Duse di Bologna ad un ciclo di serate promosse nel 1901 dalla Società Dante Alighieri. Nel 1940 il Ministero per la Cultura popolare, quale pubblico riconoscimento al valore della sua arte, attribuisce al poeta un vitalizio che gli consente di trascorrere senza preoccupazioni economiche gli ultimi anni di vita. Roberto Barbarani muore a Verona il 27 gennaio 1945. La città lo ricorda con una statua bronzea posta a margine della sua amata PIAZZA ERBE in cui il poeta è rivolto verso il centro della piazza stessa, guardando quella millenaria statua di Madonna Verona che rappresenta la veronesità tanto celebrata nelle sue poesie
Voria cantar Verona, a una çerta ora / de note, quando monta su la luna:

Piatti tipici