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Monumenti

San Nazaro e Celso

Veronetta è un quartiere di Verona con una storia millenaria, che risale ai primi nuclei abitati della città. Le sue viuzze strette nascondono magnifici giardini, storici palazzi e templi d'incredibile bellezza, come la Chiesa dei Santi Nazaro e Celso
La Chiesa sorge nel cuore di Veronetta, all'unione di via Muro Padri, via Trezza e via San Nazaro. Venne edificata tra il 1464 ed il 1483 dai monaci Benedettini, nel luogo in cui erano presenti un loro monastero e i resti di una millenaria chiesa-grotta scavata nel sovrastante Monte Scaglione. Dalla pubblica via si accede al sagrato varcando un monumentale portale del '600 in pietra e tufo: due coppie di colonne ioniche cinte da drappi svolazzanti, sovrastate da un pesante timpano. La facciata è sobria e slanciata, realizzata con mattoni in cotto; decorata con pinnacoli, grandi finestroni e cornici d'archetti trilobati. Presenta un maestoso rosone centrale ed un portale gotico con arco acuto, nella cui lunetta è visibile un pregevole affresco di Paolo Ligozzi. Elegante il cinquecentesco campanile, chiaramente ispirato a modelli veneziani. L'interno è a tre navate con altrettanti absidi, scandito da pilastri lesenati che elegantemente sostengono gli archi delle volte. Lungo le pareti delle navate laterali si aprono una serie di cappelle, cinque per lato, decorate dai migliori pittori veronesi del XVI e XVII secolo: PAOLO CALIARI detto il Veronese, Antonio Badile, Domenico Brusasorzi, Michelangelo Aliprandi, Giovan Battista da Moro e Paolo Farinati

Storia

Emilio Salgari

Giornalista e romanziere, Emilio Carlo Giuseppe Maria Salgari fu un autore alquanto prolifico. Ricordato soprattutto per il ciclo di Sandokan e quello dei Pirati della Malesia, scrisse centinaia di storie di avventura ed anche di fantascienza. Dalle sue opere sono stati tratti una cinquantina di film ed alcune serie televisive di grande successo
Nacque a Verona il 21 agosto 1862 da una famiglia di commercianti che abitava nel cuore del centro storico, in un palazzo di CORSO PORTA BORSARI dove è presente una targa che lo ricorda. Nella vita fu un modesto uomo di mare, che conobbe frequentando l'stituto nautico Paolo Sarpi di Venezia, compiendo alcuni viaggi di addestramento su una nave scuola e durante una lunga crociera sul mercantile Italia Una, che per qualche mese navigò nel Mare Adriatico. Ciononostante ambientò nei mari caldi di paesi lontani molti dei suoi romanzi, che egli conobbe consultando libri, atlanti e diari di mare. La sua prima opera fu un racconto in 4 puntate, I Selvaggi della Papuasia, pubblicato sul settimanale milanese La Valigia. Nel 1883 riscosse un notevole successo con La Tigre della Malesia, pubblicato a puntate sul giornale veronese La Nuova Arena, e nel 1884 pubblicò il suo primo romanzo, La Favorita del Mahdi. Padre di Sandokan e del Corsaro Nero, inserì i suoi personaggi in un accurato contesto, recuperando nella BIBLIOTECA CIVICA di Verona le informazioni geografiche e storiche dei paesi che descriveva. Nella sua carriera scrisse un’ottantina di libri e un centinaio di racconti brevi, distinti in vari cicli avventurosi: Pirati della Malesia; Fiore delle Perle; Corsari delle Antille; Corsari delle Bermude; Avventure nel Far West; Figli dell'Aria e Capitan Tempesta

Piatti tipici