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Museo dell'Auto Nicolis

Il Museo Nicolis è una grande collezione privata aperta al pubblico, creata da Luciano Nicolis che in un moderno edificio in vetro e acciaio ha raccolto automobili, motocicli e biciclette d'epoca. Accanto a volanti di Formula 1 e centinaia di opere dell’ingegno che ben rappresentano l’evoluzione tecnologica degli ultimi due secoli
Arrivando alle porte di Villafranca dalla superstrada, sulla destra si vede una moderna costruzione in vetro e acciaio con un aereo sul tetto: è il Nicolis, museo dell'auto, della tecnica e della meccanica voluto dal compianto imprenditore Luciano Nicolis. L'ingresso é dominato dalla scultura in bronzo a dimensioni reali di una Cottereau d'inizio '900 e dalla scala a chiocciola in acciaio, che conduce ai piani alti. A destra si apre un'area espositiva destinata a mostre ed eventi, dove sono conservate le auto più recenti: Ferrari, Lamborghini, Jaguar, Maserati. A sinistra c'è un'isola tematica con autentici mezzi militari delle due guerre mondiali, tra cui autoblindo, sidecar con mitraglia e cingolati. Per vedere la vera collezione di auto dobbiamo salire al primo piano. L'excursus parte dai primi timidi tentativi e arriva sino agli anni '80, con macchine d'ogni epoca, che si susseguono in un percorso cronologico di intuitiva percezione. Gli albori sono rappresentati dalla Motrice Pia, il primo motore a scoppio di benzina brevettato nel 1882 da Enrico Bernardi. Le auto più vecchie risalgono agli inizi del secolo scorso: una Locomobile Steam Runabout del 1900, una Oldsmobile Curved Dash del 1903 e una Cottereau Populaire dello stesso anno

Storia

Buffalo Bill a Verona nel 1890

Buffalo Bill è il soprannome del colonnello americano William Frederick Cody, che durante la sua vita avventurosa e spericolata seppe creare attorno alla sua persona un mito. Giovanissimo corriere del Pony Express, Cody fu esploratore al servizio del generale Custer, combattente nella Guerra di Secessione e leggendario cacciatore di bufali. Medaglia d'Onore del Congresso, nel 1883 fondò il Wild West Show, un grandioso spettacolo itinerante con cui attraversò Stati Uniti ed Europa
William Frederick Cody nacque in una fattoria dell'Iowa nel 1846. Nel 1853 la sua famiglia si trasferì nel Kansas, dove però fu vittima di un pesante clima persecutorio a causa delle posizioni anti-schiaviste del padre. Questi, infatti, morì nel 1857 per le conseguenze di un pugnalamento subito dopo aver tenuto un discorso contro lo schiavismo. All'età di 14 anni il giovane William divenne uno dei corrieri a cavallo del Pony Express. Nel 1863 si arruolò nel 7° Cavalleggeri del Kansas e partecipò alla Guerra Civile Americana con gli Stati dell'Unione. Nel campo militare di St. Louis conobbe l'italoamericana Louisa Frederici, che diventò sua moglie nel 1866 e dalla quale ebbe quattro figli. Dopo la fine della guerra venne impiegato come guida civile dall'esercito statunitense e come cacciatore di bisonti per conto della Pacific Railway Company. Il suo compito era quello di rifornire di carne fresca gli operai addetti alla costruzione della ferrovia transamericana e lo fece con risultati talmente impressionanti da ricevere quel famoso soprannome (Buffalo Bill) che poi lo accompagnò per tutta la vita. Dal 1872 si dedicò alla politica, diventando Deputato nello stato del Nebraska, e al teatro, dove per una decina d'anni interpretò se stesso in una fortunata serie di spettacoli scritti da Ned Buntline. Nel 1883 fondò il Wild West Show, un grande circo itinerante di cui facevano parte audaci cowboys, indiani selvaggi e tiratori scelti. Esibitosi nelle principali città degli Stati Uniti, Buffalo Bill venne tre volte in Europa per altrettante trionfali tournée: nel 1887, 1890 e 1906. Quello che attraversò il vecchio continente era uno spettacolo grandioso, per il cui trasporto erano necessari cinque treni speciali. Le cronache raccontano che “gli sguardi della folla si rivolsero con curiosità vivissima sulle pellirosse, le quali fecero il loro ingresso galoppando vertiginosamente intorno alla pista, ed emettendo grida altissime e disordinate”

Piatti tipici