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Monumenti

San Giorgio in Braida

La Chiesa di San Giorgio è situata nella parte settentrionale della città, poco distante dall'omonima porta con la poderosa facciata di pietra bianca. Costruita nel XV secolo, è affiancata da una maestosa cupola e da un campanile del Sanmicheli
La sua posizione, accanto all'ansa dell'Adige, la fanno sembrare una cartolina. Guardando la facciata in marmo bianco si notano elementi tipici della architettura rinascimentale, come la presenza della serliana del piano superiore, ed altri tipici del '600, come la voluta che ne divide i due piani. La chiesa infatti, pur cominciata in epoca rinascimentale, risente molto del clima controriformistico, dominante all'epoca di conclusione dei lavori. La grande cupola aggiunge maestosità a tutto il complesso, ma si inserisce con equilibrio nell'ambiente circostante; fu iniziata nel 1484 su progetto di MICHELE SANMICHELI e terminata solo nel 1604, molto dopo la morte del famoso architetto. Anche il campanile, seppur incompiuto, testimonia la sublime maestria del Sanmicheli nel costruire gli edifici rispettando l'armonia del contesto, che esso esprime con la sua naturale simmetria rispetto al campanile del DUOMO DI VERONA sulla sponda opposta del fiume; si presenta con la base in pietra bianca, sovrastata da una finestra con timpano spezzato in mezzo a pilastri angolari di ordine ionico. Sopra di essi corre una ricca trabeazione, dove i motivi liturgici si ripetono in modo costante, e più in alto la cella campanaria in cotto

Storia

Cangrande della Scala

Alberto Canfrancesco della Scala (detto Cangrande) nacque a Verona il 9 marzo del 1291; era il terzo figlio di Alberto I della Scala, al tempo signore della città. Suo padre e il fratello Bartolomeo, successore designato, morirono quando Cangrande aveva dodici anni, ed egli giovanissimo affiancò il fratello Alboino nella guida della signoria
Governò da solo a partire dal 1311, quando il fratello morì durante un assedio a Brescia, e fu per molti anni il leader della fazione Ghibellina nel nord Italia. Ragazzo prestante e di bella presenza, si dimostrò subito anche deciso e risoluto. Sposò molto giovane la prima donna di cui si innamorò, Giovanna d'Antiochia (figlia di Corrado d'Antiochia nipote dell'imperatore Federico II), una splendida donzella che era di passaggio a Verona e già promessa ad un ricco feudatario tedesco. Tra i 16 e i 20 anni divenne Cavaliere e quando arrivò a comandare l'esercito veronese, nel giro di pochi anni assoggettò alla SIGNORIA DEGLI SCALIGERI una serie di territori nelle provincie di Vicenza, Treviso, Padova, Mantova e Brescia. Molto stimato da Enrico VII, Imperatore del Sacro Romano Impero, fu nominato Vicario Imperiale nel Veneto nello stesso anno (1311) in cui Amedeo di Savoia fu nominato Vicario Imperiale in Lombardia. Con lui Verona visse un periodo particolarmente florido, di pace e di prosperità. Il popolo veronese e anche quelli delle altre province amministrate, lo ritenevano un sovrano giusto e intelligente; i cronisti dell’epoca lo descrivono come un sovrano che “non si appagava del proprio guadagno, ma cercava il guadagno del popolo”. Anni in cui prosperarono tutti i territori della Signoria, senza rivolte o sommosse, salvo rari e modesti episodi

Piatti tipici