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Editoriali

Stop Monopattini dal 30 settembre

Durante lo scorso mese di aprile, nelle pagine di questa rubrica, avevo scritto un articolo dal titolo Vietare i Monopattini a Noleggio. Sulla carta un ottimo strumento per la mobilità sostenibile: pratici, economici, poco inquinanti e presenti ovunque. Ma nella realtà sono un pericolo, per chi li usa e per chi li incontra. Costantemente parcheggiati in malo modo in ogni angolo della città, abbandonati sui marciapiedi e accanto ai monumenti. Troppo spesso guidati da idioti che circolano contromano, in zone vietate e perfino in tangenziale. Ora, dopo che in agosto l'Antitrust ha multato con 2,6 milioni di euro le principali compagnie di noleggio per pratiche commerciali scorrette, finalmente il Comune ha deciso di correre ai ripari. Come già accaduto a Firenze, Parigi, Madrid e in varie città, dal 30 settembre i monopattini elettrici a noleggio saranno vietati anche a Verona. Finalmente saranno vietati, perché il bando che ne consentiva la circolazione era scaduto lo scorso giugno e nessuno capisce per quale motivo da Palazzo Barbieri abbiano concesso una proroga di tre mesi
Di certo non lo hanno capito i turisti e i residenti del centro, che anche quest’estate hanno dovuto fare lo slalom tra centinaia di monopattini abbandonati in ogni dove, tra marciapiedi e vicoli della città antica. Non lo hanno capito gli automobilisti che se li sono ritrovati improvvisamente davanti, quando sbucavano da sensi vietati e curve imboccate contromano. Contraria al divieto era Legambiente che, secondo quanto riportato in un articolo del quotidiano L’Arena, si era «ufficialmente schierata contro, argomentando che meglio del divieto sarebbe stata una più precisa regolamentazione del servizio». Salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, il prossimo bando per la mobilità sostenibile sarà riservato a scooter e biciclette elettriche. Speriamo sia ben gestito e fatto con criterio, altrimenti gli angoli della città che prima erano intasati dai monopattini, saranno presto intasati da biciclette parcheggiate in malomodo. Personalmente avrei potenziato il servizio di bike sharing già esistente, abbassando le tariffe e aumentando il numero delle stazioni di prelievo

Monumenti

Piazza dei Signori

La differenza tra Piazza Erbe e Piazza dei Signori, pur situate una accanto all'altra, appare immediata e notevole: quanto la prima è articolata, popolare e con il calore tipicamente italiano, tanto la seconda è armoniosa, aristocratica e raccolta
Da Piazza Erbe, che fu il punto centrale del potere politico in epoca romana e comunale, si accede a Piazza dei Signori, che ne raccolse il testimone al tempo della Signoria degli Scaligeri e della SERENISSIMA REPUBBLICA, varcando l'Arco della Costa. Si può arrivare anche passando da uno stretto vicolo situato tra le CASE MAZZANTI: volto Barbaro, dove una lapide ricorda l'agguato mortale teso il 26 ottobre 1277 a Mastino, capostipite della FAMIGLIA DELLA SCALA. Arrivando da Via della Costa si trovano sulla nostra destra il duecentesco Palazzo della Ragione e lo scaligero Palazzo del Capitanio. Sul fondo della Piazza c'è il Palazzo di Cangrande e a sinistra la Loggia di Fra Giocondo; il perimetro è chiuso dal Palazzo della Pietà e dalla Domus Nova. Al centro il monumento a Dante realizzato nel 1865 per celebrare i 600 anni dalla nascita del grande poeta, che durante l'esilio da Firenze fu ospite a Verona: una statua in marmo alta 3 metri e sorretta da piedistallo che lo ritrae pensieroso. Il PALAZZO DELLA RAGIONE, oggi importante sede museale, fu edificato nel XII secolo per accogliere le magistrature del Comune. Un volto sulla destra conduce al Cortile del Mercato Vecchio, antica sede delle attività commerciali e del mercato. Qui spicca in tutta la sua bellezza la marmorea Scala della Ragione, che conduceva al Tribunale; in un angolo c'è l'ingresso alla TORRE DEI LAMBERTI, che offre una stupenda vista sulla città

Storia

Emilio Salgari

Giornalista e romanziere, Emilio Carlo Giuseppe Maria Salgari fu un autore alquanto prolifico. Ricordato soprattutto per il ciclo di Sandokan e quello dei Pirati della Malesia, scrisse centinaia di storie di avventura ed anche di fantascienza. Dalle sue opere sono stati tratti una cinquantina di film ed alcune serie televisive di grande successo
Nacque a Verona il 21 agosto 1862 da una famiglia di commercianti che abitava nel cuore del centro storico, in un palazzo di CORSO PORTA BORSARI dove è presente una targa che lo ricorda. Nella vita fu un modesto uomo di mare, che conobbe frequentando l'stituto nautico Paolo Sarpi di Venezia, compiendo alcuni viaggi di addestramento su una nave scuola e durante una lunga crociera sul mercantile Italia Una, che per qualche mese navigò nel Mare Adriatico. Ciononostante ambientò nei mari caldi di paesi lontani molti dei suoi romanzi, che egli conobbe consultando libri, atlanti e diari di mare. La sua prima opera fu un racconto in 4 puntate, I Selvaggi della Papuasia, pubblicato sul settimanale milanese La Valigia. Nel 1883 riscosse un notevole successo con La Tigre della Malesia, pubblicato a puntate sul giornale veronese La Nuova Arena, e nel 1884 pubblicò il suo primo romanzo, La Favorita del Mahdi. Padre di Sandokan e del Corsaro Nero, inserì i suoi personaggi in un accurato contesto, recuperando nella BIBLIOTECA CIVICA di Verona le informazioni geografiche e storiche dei paesi che descriveva. Nella sua carriera scrisse un’ottantina di libri e un centinaio di racconti brevi, distinti in vari cicli avventurosi: Pirati della Malesia; Fiore delle Perle; Corsari delle Antille; Corsari delle Bermude; Avventure nel Far West; Figli dell'Aria e Capitan Tempesta

Piatti tipici