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Monumenti

Arche Scaligere

Le Arche Scaligere sono un sepolcro monumentale, maestoso e scenografico, che da oltre 700 anni accoglie le spoglie mortali degli antichi Signori di Verona. Qui riposano i Principi della famiglia Della Scala, con le loro elaborate sculture equestri che si levano verso il cielo come in un interminabile torneo pietrificato
Sono uno degli angoli più suggestivi di Verona: un piccolo cimitero privato che conserva le arche dei principi Alberto, Alboino, Bartolomeo, Mastino e Cangrande II°, unitamente ai grandiosi monumenti funebri di Cangrande, Mastino II° e Cansignorio. Si trova a pochi passi da PIAZZA ERBE e Palazzi Scaligeri, su un lato della chiesa di SANTA MARIA ANTICA. Esternamente il sito è protetto da un massiccio recinto in pietra sovrastato da una cancellata del '300 in ferro battuto. Sebbene siano le tre pensili ad attirare maggiormente lo sguardo, il sito conserva molte arche a forma di sarcofago, di pregevole fattura. La tomba più antica è priva di ornamenti; venne realizzata nel 1277 per accogliere le spoglie di Mastino, capostipite della dinastia. Poco oltre c'è il sarcofago di suo fratello Alberto (1301), pregevolmente ornato su lati lunghi e sui fianchi con immagini del defunto accanto a santi, madonne e simboli araldici. Più elaborata è la tomba di MASTINO II (1350) dotata di un piccolo recinto sui cui pilastri d'angolo poggiano statue delle Virtù. Ad oltre 4 metri d'altezza si trova il ricco sarcofago, ornato sul coperchio con l'immagine del defunto vegliato da angeli e sui lati con immagini della Crocifissione, di San Giorgio, di Battista e Maria

Storia

el Bacanal del Gnoco

L'origine del Carnevale di Verona risale al medioevo, quando il Bacanal del Gnoco (anche detta Festa dell'Abbondanza) assunse grande valenza e divenne la principale manifestazione veronese. Secondo la tradizione popolare il fondatore fu Tomaso Da Vico, un medico che nel XVI secolo dispose nel suo testamento che ogni anno si distribuissero alimenti agli abitanti del quartiere di San Zeno
Nella sua "Istoria di Verona" Girolamo Dalla Corte narra che nel 1531 in città imperversava una terribile carestia. Avendo i "pistori" cresciuto il loro calmiere e non volendo far pane né vendere quello già pronto, il 18 giugno una folla a San Zeno corse tumultuosamente in piazza e assalì i forni, facendo razzie. Il pericolo della rivolta fu scongiurato con la tempestiva azione di alcuni cittadini, che a loro spese provvidero al vettovagliamento degli abitanti più poveri del rione. La tradizione popolare ritiene che tra loro vi fosse anche il medico Tomaso Da Vico, che perpetuò l'iniziativa disponendo nel suo testamento che ogni anno fossero distribuiti ai sanzenati pane, vino, burro, farina e formaggio. Giambattista Da Persico ritiene invece che la festa del Venerdì Gnocolar (anticamente detta del Venerdì Casolar) risalga al 1405, con l'ingresso della città nella Serenissima Repubblica. Richiamandosi alla cronaca dello Zagata, lo storico ricorda che, al ritorno degli ambasciatori veronesi, il Carroccio fu tirato fuori dalla Chiesa di SAN ZENO dopo due secoli, e portato in processione con le insegne di San Marco avute in dono dal Doge. Secondo il Da Persico si deve ritenere che il carro trionfale di San Zeno (o Carro dell'Abbondanza) sia "un'immagine di quel carroccio, il bandierone di carta un'allusione allo stendardo, ed i putti i 40 ambasciatori". Data poi la carestia che colpì Verona nel 1406, si può ritenere che il nuovo governo abbia voluto accattivarsi il popolo istituendo una Festa dell'Abbondanza con "largizioni di commestibili e l'uso di quegli arredi, coi quali pochi mesi innanzi s'erano in trionfo portate le insegne del nuovo dominio"

Piatti tipici