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Parco Natura Viva

Il Parco Natura Viva è un centro di tutela delle specie minacciate, a pochi km dal Lago di Garda. Diviso nelle sezioni Parco Faunistico e Africa Safari, occupa una superficie di 420mila metri, ricoperta da querceti e alberi secolari. Vi sono inoltre aree tematiche come la fattoria didattica, Jurassic Adventure e House of the Dragon
Il Parco Natura Viva è una grande oasi naturalistica, in primis dal punto di vista faunistico ma anche per la varietà e la ricchezza della flora presente. Situato sulle COLLINE GARDESANE ad una quindicina di chilometri dalla città Verona, accoglie molte specie animali a rischio di estinzione, che vengono allevate per poi reinserire in libertà. Le due sezioni principali, il Parco Faunistico e l'Africa Safari, ospitano oltre 1.500 animali appartenenti a 200 specie diverse, ambientate in ampi reparti immersi nel verde, con boschi di querce e alberi secolari. Africa Safari si estende su una superficie di 240mila metri quadrati; la visita dura circa un'ora e mezzo e viene effettuata a bordo del proprio autoveicolo, lungo un percorso di 8 km che permette di attraversarlo interamente e di osservare, a poca distanza dai finestrini, gli animali della Savana africana. Lungo il tragitto si incontrano mandrie di grandi erbivori come elefanti e giraffe, graziose zebre, agili antilopi e lemuri del Madagascar, oppure si possono avvicinare, in tutta sicurezza, branchi di leoni, ghepardi, iene maculate e rinoceronti. Ci sono anche struzzi, lichi del Nilo, gnu, asini somali e babbuini Gelada

Storia

Palio del Drappo Verde

Nel XV canto della Divina Commedia (Inferno, versetti 121/124) Dante Alighieri cita una corsa che durante il medioevo si svolgeva a Verona: “Poi si rivolse e parve di coloro / che corrono a Verona il drappo verde / per la campagna. E parve di costoro / quelli che vince non colui che perde”. Si tratta di una corsa podistica che si disputava la prima domenica di quaresima, detta appunto “corsa del Palio” o del “Drappo Verde”.
Non era una competizione sportiva vera e propria, ma una sorta di grande festa popolare, come lo sono ai giorni nostri il Palio di Siena e le maratone stracittadine, a cui partecipano migliaia di concorrenti e spettatori. Un misto di nobile e plebeo, come ci racconta il Della Corte, il quale narra che durante il Palio “Verona montava in gran gloria, per l'accorrere di cavalieri e dame anche da altre città". Il Palio nacque nel 1208, quando Ezzelino II da Romano, sconfitti i guelfi e divenuto Podestà di Verona, decise di celebrare l'evento organizzando una corsa a piedi e una a cavallo, che avevano come premio dodici braccia di pregiato panno: verde per i podisti e rosso per i cavalieri. Il regolamento di gara prevedeva anche un premio di “consolazione”: una gallina per l’ultimo corridore e una coscia di maiale per l’ultimo dei cavalieri, che entrambi erano obbligati a mostrare attraversando la città. Nel 1393, durante le dominazione viscontea, le corse diventarono tre, inserendo anche una corsa a piedi per le donne; nello Statuto Comunale era previsto che al Palio avrebbero partecipato “le donne oneste, anche se ce ne fosse una sola. Se invece non ci sarà alcuna donna onesta che corra, allora in sostituzione verranno accettate anche le prostitute”. La corsa femminile si svolse per oltre due secoli, e fu definitivamente abolita solo nel 1637. Agli inizi del XV secolo Verona entrò nella SERENISSIMA REPUBBLICA e nel nuovo Statuto Comunale del 1450 venne previsto anche un Palio degli Asini, con un drappo bianco per il vincitore

Piatti tipici