Teatro Lirica Danza

Concerti Live Show

Mostre

Monumenti

Museo degli Scavi Scaligeri

Gli Scavi Scaligeri sono una grande area archeologica che permette di compiere un viaggio alla scoperta della Verona di epoca romana e medievale: una porta del tempo situata nel cuore della città vecchia, con grandi spazi sotterranei che ospitano mostre fotografiche, in cui sono esposte immagini dei più famosi fotografi del mondo
Recuperata alla fine del XX secolo, l'area degli Scavi Scaligeri ospita dal 1996 il Centro Internazionale di Fotografia ed è visitabile in occasione delle mostre che vi sono organizzate, con immagini realizzate dai più celebrati ed apprezzati fotografi italiani ed internazionali, tra cui i Elliott Erwitt, Douglas Kirkland, Tazio Secchiaroli, Frans Lanting e Greg Gorman, David e Peter Turnley. Si trova nel cortile interno di PALAZZO DEL CAPITANIO, il Cortile del Tribunale con la PORTA DEI BOMBARDIERI e due grandi oblò centrali che rivelano l'esistenza dei resti sotterranei e invitano alla scoperta. Lungo il percorso le strutture antiche sono rimaste nel luogo dell'originale ritrovamento e quindi non sono disposte secondo una sequenza ordinata nel tempo. La visita inizia con due tombe medievali che facevano parte del cimitero annesso alla Chiesa di SANTA MARIA ANTICA e poi con i primi resti di una vasta area residenziale romana. Un complesso mosaico rivela che si trattava di un edificio di pregiata qualità architettonica: entro una cornice che rappresenta le mura merlate di una città, è un cerchio contenente sette esagoni con delfini e anatre, realizzati da tessere di vari colori

Storia

Buffalo Bill a Verona nel 1890

Buffalo Bill è il soprannome del colonnello americano William Frederick Cody, che durante la sua vita avventurosa e spericolata seppe creare attorno alla sua persona un mito. Giovanissimo corriere del Pony Express, Cody fu esploratore al servizio del generale Custer, combattente nella Guerra di Secessione e leggendario cacciatore di bufali. Medaglia d'Onore del Congresso, nel 1883 fondò il Wild West Show, un grandioso spettacolo itinerante con cui attraversò Stati Uniti ed Europa
William Frederick Cody nacque in una fattoria dell'Iowa nel 1846. Nel 1853 la sua famiglia si trasferì nel Kansas, dove però fu vittima di un pesante clima persecutorio a causa delle posizioni anti-schiaviste del padre. Questi, infatti, morì nel 1857 per le conseguenze di un pugnalamento subito dopo aver tenuto un discorso contro lo schiavismo. All'età di 14 anni il giovane William divenne uno dei corrieri a cavallo del Pony Express. Nel 1863 si arruolò nel 7° Cavalleggeri del Kansas e partecipò alla Guerra Civile Americana con gli Stati dell'Unione. Nel campo militare di St. Louis conobbe l'italoamericana Louisa Frederici, che diventò sua moglie nel 1866 e dalla quale ebbe quattro figli. Dopo la fine della guerra venne impiegato come guida civile dall'esercito statunitense e come cacciatore di bisonti per conto della Pacific Railway Company. Il suo compito era quello di rifornire di carne fresca gli operai addetti alla costruzione della ferrovia transamericana e lo fece con risultati talmente impressionanti da ricevere quel famoso soprannome (Buffalo Bill) che poi lo accompagnò per tutta la vita. Dal 1872 si dedicò alla politica, diventando Deputato nello stato del Nebraska, e al teatro, dove per una decina d'anni interpretò se stesso in una fortunata serie di spettacoli scritti da Ned Buntline. Nel 1883 fondò il Wild West Show, un grande circo itinerante di cui facevano parte audaci cowboys, indiani selvaggi e tiratori scelti. Esibitosi nelle principali città degli Stati Uniti, Buffalo Bill venne tre volte in Europa per altrettante trionfali tournée: nel 1887, 1890 e 1906. Quello che attraversò il vecchio continente era uno spettacolo grandioso, per il cui trasporto erano necessari cinque treni speciali. Le cronache raccontano che “gli sguardi della folla si rivolsero con curiosità vivissima sulle pellirosse, le quali fecero il loro ingresso galoppando vertiginosamente intorno alla pista, ed emettendo grida altissime e disordinate”

Piatti tipici