Berto Barbarani
Nato a Verona il 3 dicembre 1872, Roberto Tiberio Barbarani (detto Berto) fu uno dei maggiori poeti dialettali italiani del '900. Figlio di un ricco commerciante, abbandonò gli studi di legge per dedicarsi alla letteratura e al giornalismo, suo grande amore. Nella sua carriera fu responsabile della redazione veronese del Gazzettino di Venezia e direttore del quotidiano L'Adige. I suoi versi in dialetto veronese sono caratterizzati da un tono malinconico ed evocativo, di gusto crepuscolare. Grande amico del pittore ANGELO DALL'OCA BIANCA e del drammaturgo Renato Simoni, suoi concittadini, pubblicò negli anni varie raccolte di poesie tra cui El Rosario del Cor (1895), Canzoniere Veronese (1901), I Due Canzonieri (1916), I Sogni (1922), L’Autunno del Poeta (1937). Ebbe inoltre una forte amicizia anche con i colleghi poeti dialettali Alfredo Testoni e Carlo Alberto Salustri (Trilussa), assieme ai quali prese parte al Teatro Duse di Bologna ad un ciclo di serate promosse nel 1901 dalla Società Dante Alighieri. Nel 1940 il Ministero per la Cultura popolare, quale pubblico riconoscimento al valore della sua arte, attribuisce al poeta un vitalizio che gli consente di trascorrere senza preoccupazioni economiche gli ultimi anni di vita. Roberto Barbarani muore a Verona il 27 gennaio 1945. La città lo ricorda con una statua bronzea posta a margine della sua amata PIAZZA ERBE in cui il poeta è rivolto verso il centro della piazza stessa, guardando quella millenaria statua di Madonna Verona che rappresenta la veronesità tanto celebrata nelle sue poesie
Voria cantar Verona, a una çerta ora / de note, quando monta su la luna: