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Editoriali

Dedicare la Civica a Salgari

Nato a Verona nel 1862, Emilio Salgari è sempre stato una presenza quasi silenziosa nella memoria pubblica cittadina; poco celebrato nonostante le sue opere abbiano conquistato lettori in tutto il mondo. Dedicargli la Biblioteca Civica significa riconoscere il valore di un autore che, con la forza dell'immaginazione, ha trasportato milioni di persone in terre lontane, tra giungle, deserti e isole misteriose. Dalla sua penna sono nati personaggi come Yanez de Gomera, Sandokan e il Corsaro Nero, entrati nell'immaginario collettivo come simboli di forza, coraggio e lotta contro l'ingiustizia. Annoverato tra i padri della narrativa d'avventura moderna, Il Capitano frequentava spesso la biblioteca di via Cappello, in cui svolse un intenso lavoro di documentazione per i suoi romanzi, costruendo ambientazioni credibili e affascinanti che fecero aprire gli orizzonti culturali di intere generazioni. Non avendo mai viaggiato nei luoghi in cui ambientava le sue avventure, studiava la flora, la fauna, le mappe e le abitudini delle popolazioni sui testi e sugli atlanti custoditi nella Civica
Una biblioteca che porti il suo nome potrebbe diventare il centro di mostre, incontri e attività ispirate ai grandi romanzi d'avventura. Sono molte le città europee ad avere istituzioni culturali dedicate a personalità che ne hanno segnato la storia. Verona è fortunata e possiede in Emilio Salgari una figura di rilievo internazionale, capace di rappresentare la creatività, la passione per la conoscenza e l'apertura verso il mondo. L'intitolazione della Biblioteca Civica allo scrittore potrebbe rafforzare l'attrattività culturale della città, favorendo eventi, studi, convegni e progetti di valorizzazione del patrimonio letterario. Sarebbe un modo per rendere omaggio non solo all'autore, ma anche alla straordinaria tradizione culturale veronese, e i costi sarebbero irrisori. Una statua in bronzo dello scrittore, opera dello scultore Sergio Pasetto, è già presente da alcuni anni dinanzi l’ingresso della Biblioteca. Inoltre la Civica possiede un fondo di materiale salgariano composto da oltre 5.000 titoli che comprende le opere dello scrittore in varie edizioni, dalle prime pubblicazioni a quelle in lingue straniere, e alcune raccolte speciali di opere su Salgari e la letteratura di genere

Monumenti

Museo di Storia Naturale

Il Museo Civico di Storia Naturale di Verona conserva importanti collezioni scientifiche e naturalistiche, pervenute alla città nel corso dei secoli. Numerose le donazioni che arrivarono nel '600 e '700 da medici, farmacisti, erboristi e colte personalità veronesi e nel 1833 il conte Alessandro Pompei offrì al Comune la prestigiosa sede
Il Museo di Storia Naturale è stato fondato come Museo Cvico di Verona nel 1861, quando tutte le collezioni cittadine, sia di arte e sia naturalistiche vennero riunite nella stessa sede di Palazzo Pompei, un maestoso edificio del '500 capolavoro rinascimentale dell'architetto veronese MICHELE SANMICHELI. Successivamente con il grande riordino delle collezioni realizzato nel 1926, furono separate: quelle naturalistiche rimasero nella sede di Palazzo Pompei mentre le collezioni d'arte antica furono trasferite al MUSEO ARCHEOLOGICO e al MUSEO DI CASTELVECCHIO. Le collezioni di arte moderna e contempranea vennero sistemate nel 1939 nella GALLERIA ACHILLE FORTI. Oggi è una delle strutture museali naturalistiche più prestigiose d'Italia e d'Europa. Nelle sue 16 sale espositive è raccolto un patrimonio di eccezionale importanza e ricchezza che permette di capire l'evoluzione del nostro pianeta e di conoscere meglio la natura di ieri e di oggi. In esso sono esposte ricche collezioni zoologiche ed eccezionali reperti come i numerosi pesci fossili di Bolca e gli oggetti preistorici rinvenuti in alcune palafitte sul Lago di Garda. Le ampie stanze del Palazzo ospitano, accanto a tutte le sale espositive, anche la biblioteca scientifica più ricca della città, i depositi delle collezioni e i laboratori, gli uffici amministrativi, le sezioni scientifiche di Geologia, Paleontologia e Zoologia. La sede staccata presso l'ex ARSENALE AUSTRIACO ospita le due sezioni scientifiche dedicate allo studio di Preistoria e Botanica

Storia

Girolamo Fracastoro

Nato a Verona nel 1478, Girolamo Fracastoro fu medico, filosofo, astronomo, teologo e letterato del Rinascimento. Grande amico di Nicolò Copernico, lavorò come professore di logica a Padova e come medico personale di Papa Paolo III. Morì nel 1553 ad Incaffi, una piccola frazione del comune di Affi, situato nell'alta provincia veronese
Figlio del nobiluomo Paolo Filippo e di Camilla Mascarelli, Girolamo Fracastoro è considerato un fondatore della moderna patologia, durante i suoi studi fu il primo ad ipotizzare e a verificare che le infezioni sono dovute a germi portatori di malattia, con la capacità di moltiplicarsi nell'organismo e di contagiare altri organismi attraverso la respirazione e varie forme di contatto. Nella sua bibliografia scientifica figurano "Syphilis sive de Morbo Gallico" (Sifilide ovvero il Mal Francese) del 1530 e il trattato "De Contagione et Contagiosis Morbis" (Sul Contagio e sulle Malattie Contagiose) pubblicato nel 1546. Come astronomo fu il primo a scoprire, con Pietro Apiano, che le code cometarie si presentano sempre lungo la direzione del Sole, ma in verso opposto rispetto ad esso. Grande amico di Nicolò Copernico, nel 1538 descrisse con precisione uno strumento simile al cannocchiale, che poi fu realizzato da Galileo Galilei qualche decina di anni dopo; per la sua passione astronomica un grande cratere della Luna porta il suo nome. Un Ritratto di Girolamo Fracastoro, dipinto a olio su tela di Tiziano, databile al 1528 è conservato nella National Gallery di Londra

Piatti tipici