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Editoriali

Astronauti italiani sulla Luna

L’Italia avrà due posti nelle future missioni Artemis dirette sulla superficie lunare, come riconoscimento del contributo italiano alla costruzione della futura base lunare. Al centro dell’accordo c’è infatti l’impegno italiano a investire oltre 5 miliardi di dollari per realizzare infrastrutture destinate alla presenza umana sulla Luna. In particolare, l’Italia contribuirà allo sviluppo del Multi-Purpose Habitation Module (MPH), un modulo pressurizzato destinato a ospitare gli astronauti sulla superficie lunare. Il progetto è coordinato dall’Agenzia Spaziale Italiana e vede un ruolo importante della torinese Thales Alenia Space. I nomi dei due astronauti non sono ancora stati comunicati, così come le missioni nelle quali voleranno e le date degli allunaggi. Stando alle dichiarazioni di Jared Isaacman, uno degli astronauti italiani sarà il primo cittadino europeo a camminare sulla superficie della Luna
Nessun veronese è in lizza, ma nel frattempo un italiano è già protagonista del programma spaziale Artemis: il colonnello dell'aeronautica militare Luca Parmitano. L’astronauta dell'ESA (Agenzia Spaziale Europea) è stato scelto come pilota di Artemis III, la missione prevista per l’estate 2027. Artemis III però, non porterà ancora l’equipaggio sulla Luna. La missione è stata progettata come un volo di prova del Modulo Orion in orbita terrestre: Luca Parmitano, insieme al comandante Randy Bresnik e agli astronauti Frank Rubio e Andre Douglas, dovrà testare sistemi e procedure basilari per le future missioni lunari, comprese le operazioni di rendez-vous e attracco con i nuovi sistemi di atterraggio. Il suo viaggio sarà un passaggio fondamentale verso il ritorno dell'uomo sulla superficie lunare. Nelle missioni successive, altri due astronauti italiani potranno compiere il passo più atteso: scendere dalla navetta e camminare sulla Luna. Un piccolo passo per l'uomo, ma un grande balzo per l'umanità

Monumenti

Museo Man Verona

Situato nel quartiere di Veronetta, a pochi passi dalla Chiesa di SAN TOMASO Cantuariense e dal rinascimentale GIARDINO GIUSTI, il Museo Archeologico Nazionale di Verona ospita vari reperti provenienti dalle ricerche archeologiche effettuate nella città e nel territorio della provincia veronese, risalenti ad un arco temporale che va dalla preistoria alla protostoria, alla fase celtica, alla romanizzazione, fino agli inizi dell’età imperiale. Aperto nel 2022 è allestito entro l'ex caserma asburgica di San Tomaso, un convento Carmelitano del XIII secolo che durante la dominazione austriaca fu riconvertito a tribunale e carcere militare. Il complesso, articolato su tre corpi di fabbrica organizzati attorno al cortile interno; assieme con la vicina fortezza di CASTEL SAN PIETRO è una delle testimonianze di architettura austriaca meglio conservate della città. La prima sezione del Museo Archeologico è dedicata alla Preistoria e Protostoria; dotata di ricostruzioni fisiche e multimediali, racconta le principali componenti storiche del periodo compreso tra 200mila anni fa e I secolo a.C. attraverso un percorso espositivo che si articola in una serie di sottosezioni dedicate alle principali epoche
Al Paleolitico sono dedicate le prime due sale, in cui è esposto anche il famoso Sciamano di Fumane: un notevole esempio di arte figurativa dei primi Homo Sapiens che risale a circa 38 mila anni fa. Il Neolitico, con la Venere di Rivoli Veronese. L'età del Rame, con le stele funerarie di Cerna e Negrar. L'età del Bronzo, con i materiali provenienti dalle palafitte di Cerea e Peschiera. L'età del Ferro, con tomba del Principe Bambino di Zevio L'allestimento si sviluppa in modo unilineare e senza interferenze, partendo dalla sala di orientamento, accessibile dalla scalinata e dall’ascensore, attraverso le diverse sale dei due bracci del terzo piano (con i reperti dal Paleolitico all'età del Bronzo) fino a confluire nel terzo braccio (dedicato all’età del Ferro). Attualmente nel secondo piano del palazzo è in fase di allestimento la grande sezione dedicata ai reperti di EPOCA ROMANA, con centinaia di manufatti che vanno dal I secolo a.C. fino al IV secolo d.C.

Storia

Piatti tipici