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Harlem Globetrotters | 100 Years

Famosi in tutto il mondo per la loro abilità tecnica e la spettacolarità del gioco, gli Harlem Globetrotters sono una leggendaria squadra di basket che unisce da sempre sport e intrattenimento: palleggi incredibili, tiri impossibili, passaggi dietro la schiena e gag con avversari e arbitri trasformano ogni partita in uno show. Già inseriti nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame, nel 2026 celebrano i loro 100 anni con un tour mondiale e uno spettacolo completamente rinnovato, impreziosito da una nuova divisa che iunisce con eleganza tradizione e modernità, rendendo omaggio a un secolo di spettacolo. L’Italia, da sempre una delle nazioni più amate dagli Harlem, non poteva mancare alle celebrazioni
Dal 9 al 19 aprile, la leggendaria squadra farà tappa in dieci città, toccando non solo i grandi centri ma anche luoghi dove il basket è una vera passione: Roma, Montecatini, Bologna, Torino, Cividale, Venezia, Verona (giovedì 16 aprile), Treviglio, Milano e Genova. In ogni data sarà disponibile il Magic Pass, l’esperienza esclusiva che permette di incontrare e giocare insieme alle leggende degli Harlem Globetrotters. Per chi desidera vivere l’emozione del parquet da protagonista, non mancherà il Celebrity Court Pass, che consente di assistere al riscaldamento pre-partita proprio come un vero giocatore. Naturalmente tornerà anche l’immancabile Quinto Quarto, il tradizionale momento dedicato a foto e autografi dei campioni con i fan al termine di ogni match  

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Verona, sei una Strega?

LETTERA DI UNA VIAGGIATRICE INNAMORATA (Virginia Murru)
Ciao Verona... conoscerti è un privilegio, è stato come allungare il passo nell’inquietudine di un sapere sempre costretto in limiti angusti e indefiniti; chi non percorre le vie lastricate della tua storia, mancherà sempre un po’ a se stesso e ai millenni che hanno preceduto. Sto per rientrare nella mia isola, un’Atlantide circonfusa di misteri e appiombi di silenzio, sbrecciati solo dall’urlo del maestrale. Un potente airone d’acciaio mi riporterà in quelle aspre solitudini. Si accendono i potenti motori, l’aereo percorre a fortissima velocità quel tratto di prospettiva quasi incombente, e infine s’alza in volo come un comune essere alato. Pochi secondi per raggiungere colonne d’aria rarefatta, mentre le ali urtano le atmosfere soffici della notte. E’ una sera calma della prima decade d’ottobre, e il clima è stato indulgente anche a Verona… Verona! Eccola dall’alto mentre ne sorvoliamo i dintorni avvolti in una leggera foschia; un effluvio di luci rimbalza nell’oscurità con immagini quasi irreali. L’Adige è un itinerario nero e serpeggiante, quasi impercettibile. Mentre si va sempre più in alto, ricordo le emozioni degli ultimi giorni, rivolto immagini di questa città quasi inverosimile, brecce nei ricordi ancora pervasi stupore; cromie dei tuoi profili, carissima Verona. Una settimana nello splendore del tuo centro storico, per vedere quanto basta a renderti indimenticabile. Mi rivedo nei selciati dei vicoli illuminati da vecchie lanterne con bracci in ferro battuto, e ho l’impressione che nulla sia cambiato nella cripta della tua anima antica. Mi sembra di calpestare frammenti di storia, mentre osservo in ogni angolo prospetti d’arte che s’aprono su gloriosi orizzonti, che hanno vestito i secoli in abiti di lusso. Il tuo profilo storico è un epicentro che s’esprime in pulpiti grandiosi, e tutto vi ruota intorno con magnetismi che rastremano il tempo, lo precipitano in altri scenari di vita; se non ci fossero le luminarie, e le insegne dei negozi incastonate nei portici dei TUOI PALAZZI, la simbiosi col passato sarebbe totale. Ma l’attrito tra i secoli qui può diventare un soffio eludibile, se il visitatore s’abbandona al fascino delle attrattive architettoniche o alla suggestione delle bellezze naturali. Queste ultime formano perfetto connubio con l’eclettismo dell’estro: degna cornice, la natura, quando racchiude i talenti umani nella sua magnificenza. Qui ogni epoca ha espresso capolavori con finezze inaudite, negli angoli in vista e anche in quelli più nascosti. Sei bellissima Verona, anche tra le quinte brumose dei monti e le pendenze dei colli vicini, dove spicca la merlatura dei castelli, o s’alza fiero il vertice dei campanili. Mi rivedo ad attraversare ponti, a scrutare grandi volatili che volteggiano come note bianche tra i panneggi del tramonto intorno all’Adige, li vedo sfiorare la superficie dell’acqua e planare ancora nelle indefinite frontiere della sera. Mi fermo sotto un lampione ad osservare il fiume

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