Teatro Lirica Danza

Concerti Live Show

Mostre

Editoriali

Il Cavaliere senza Volto

Tra le imponenti pietre della monumentale Porta Vescovo e i silenzi del Bastione delle Maddalene si cela uno dei miti più affascinanti e inquietanti del folklore scaligero: la leggenda del Cavaliere senza Volto. La storia affonda le sue radici nell’800, durante gli anni della DOMINAZIONE ASBURGICA sul Lombardo-Veneto. All’epoca, la zona era un importante avamposto militare, protetto da imponenti fortificazioni e costantemente pattugliato dai soldati austriaci. La tradizione popolare narra di un ufficiale di cavalleria, figura distinta ed elegante, che si innamorò perdutamente di una ragazza che abitava nel vicino Rione delle Maddalene. Un amore travolgente, ma non ricambiato o forse ostacolato dalle famiglie, che condusse il giovane ad un destino fatale. La versione più diffusa della leggenda racconta che morì durante un duello clandestino combattuto all’alba nel fossato adiacente alla Porta; un’altra versione narra invece di un’imboscata durante una ronda notturna
In entrambi i casi, le sue ultime ore rimasero avvolte nel mistero e il suo nome non venne mai registrato negli archivi della guarnigione. Da allora, si dice che lo spirito del soldato non abbia mai abbandonato il suo posto di guardia. Nelle notti più cupe, quando la nebbia avvolge le case e il gelo penetra nelle ossa, lungo l'asse che collega PORTA VESCOVO al Bastione delle Maddalene, in molti giurano di aver sentito il calpestio ritmico di zoccoli ferrati e il metallico stridore di un’armatura. Chi sostiene di aver incrociato la sua figura lo descrive come un cavaliere fiero, eretto su un destriero scuro, ancora vestito con la divisa dell'epoca. Sotto l'elmo nessun lineamento umano, ma solo un’ombra vuota e insondabile. Storia vera o leggenda, la zona tra la Porta e la campagna circostante era un luogo che spesso fu scelto dai militari per risolvere questioni d'onore con duelli all'arma bianca. In molti vi trovarono la morte, venendo sepolti negli antichi cunicoli oggi murati, che permettevano di attraversare tutta la parte orientale di Verona senza mai uscire all'aperto

Monumenti

Storia

Film e Video Musicali

La città di Verona, con i suoi monumenti, e la provincia con le colline della Valpolicella e il Lago di Garda hanno fatto da scenografia per le riprese molti film di successo e video musicali di grandi star. Nel 2022 il film LOVE IN THE VILLA di Mark Steven Johnson, primo in classifica su Netflix per molte settimane. Una commedia romantica con Kat Graham e Tom Hopper, le cui riprese hanno coinvolto Piazza Erbe, Piazza Bra, Ponte Pietra, Palazzo Barberi, vari vicoli del centro storico, una grande Villa e il Lago di Garda. Nel 2010 un’altra commedia romantica con ottimi incassi al box office, LETTERS TO JULIET del regista statunitense Gary Winick. La pellicola con Amanda Seyfried, Vanessa Redgrave, Franco Nero e Christopher Egan, fu girata nei luoghi di Giulietta e Romeo, a Villa Arvedi e sul Lago di Garda
FRATELLI D'ITALIA il cinepanettone del 1989 diretto da Neri Parenti con Christian De Sica e Massimo Boldi, ha un intero capitolo girato a Verona, tra Piazza dei Signori, Piazza Erbe e Villa Quaranta. Nel 1980 il film cult ARRIVANO I GATTI diretto da Carlo Vanzina e interpretato dai Gatti di Vicolo Miracoli (Jerry Calà, Umberto Smaila, Nini Salerno, Franco Oppini) con Diego Abatantuono e Bruno Lauzi, gran parte degli esterni furono girati tra Castelvecchio e Piazza dei Signori utilizzando comparse del posto. IL MERLO MASCHIO (1971) di Pasquale Festa Campanile, con Lando Buzzanca ed una giovane Laura Antonelli che rimane seminuda davanti al pubblico dell'Arena durante una rappresentazione di Aida. Molte riprese fatte nel centro storico sono presenti anche nel ROMEO E GIULIETTA (1968) di Franco Zeffirelli, trasposizione dell'opera di William Shakespeare. Protagonisti i giovanissimi Leonard Whiting (Romeo) e Olivia Hussey (Giulietta) con uno straordinario cameo di Laurence Olivier. Da citare anche IL PROCESSO DI VERONA (1962) con Silvana Mangano e BARABBA (1961) con Anthony Quinn, Vittorio Gassman e le grandiose scene di massa realizzate in Arena

Piatti tipici