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Monumenti

San Nazaro e Celso

Veronetta è un quartiere di Verona con una storia millenaria, che risale ai primi nuclei abitati della città. Le sue viuzze strette nascondono magnifici giardini, storici palazzi e templi d'incredibile bellezza, come la Chiesa dei Santi Nazaro e Celso
La Chiesa sorge nel cuore di Veronetta, all'unione di via Muro Padri, via Trezza e via San Nazaro. Venne edificata tra il 1464 ed il 1483 dai monaci Benedettini, nel luogo in cui erano presenti un loro monastero e i resti di una millenaria chiesa-grotta scavata nel sovrastante Monte Scaglione. Dalla pubblica via si accede al sagrato varcando un monumentale portale del '600 in pietra e tufo: due coppie di colonne ioniche cinte da drappi svolazzanti, sovrastate da un pesante timpano. La facciata è sobria e slanciata, realizzata con mattoni in cotto; decorata con pinnacoli, grandi finestroni e cornici d'archetti trilobati. Presenta un maestoso rosone centrale ed un portale gotico con arco acuto, nella cui lunetta è visibile un pregevole affresco di Paolo Ligozzi. Elegante il cinquecentesco campanile, chiaramente ispirato a modelli veneziani. L'interno è a tre navate con altrettanti absidi, scandito da pilastri lesenati che elegantemente sostengono gli archi delle volte. Lungo le pareti delle navate laterali si aprono una serie di cappelle, cinque per lato, decorate dai migliori pittori veronesi del XVI e XVII secolo: PAOLO CALIARI detto il Veronese, Antonio Badile, Domenico Brusasorzi, Michelangelo Aliprandi, Giovan Battista da Moro e Paolo Farinati

Storia

Cangrande della Scala

Alberto Canfrancesco della Scala (detto Cangrande) nacque a Verona il 9 marzo del 1291; era il terzo figlio di Alberto I della Scala, al tempo signore della città. Suo padre e il fratello Bartolomeo, successore designato, morirono quando Cangrande aveva dodici anni, ed egli giovanissimo affiancò il fratello Alboino nella guida della signoria
Governò da solo a partire dal 1311, quando il fratello morì durante un assedio a Brescia, e fu per molti anni il leader della fazione Ghibellina nel nord Italia. Ragazzo prestante e di bella presenza, si dimostrò subito anche deciso e risoluto. Sposò molto giovane la prima donna di cui si innamorò, Giovanna d'Antiochia (figlia di Corrado d'Antiochia nipote dell'imperatore Federico II), una splendida donzella che era di passaggio a Verona e già promessa ad un ricco feudatario tedesco. Tra i 16 e i 20 anni divenne Cavaliere e quando arrivò a comandare l'esercito veronese, nel giro di pochi anni assoggettò alla SIGNORIA DEGLI SCALIGERI una serie di territori nelle provincie di Vicenza, Treviso, Padova, Mantova e Brescia. Molto stimato da Enrico VII, Imperatore del Sacro Romano Impero, fu nominato Vicario Imperiale nel Veneto nello stesso anno (1311) in cui Amedeo di Savoia fu nominato Vicario Imperiale in Lombardia. Con lui Verona visse un periodo particolarmente florido, di pace e di prosperità. Il popolo veronese e anche quelli delle altre province amministrate, lo ritenevano un sovrano giusto e intelligente; i cronisti dell’epoca lo descrivono come un sovrano che “non si appagava del proprio guadagno, ma cercava il guadagno del popolo”. Anni in cui prosperarono tutti i territori della Signoria, senza rivolte o sommosse, salvo rari e modesti episodi

Piatti tipici