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Monumenti

Piazza dei Signori

La differenza tra Piazza Erbe e Piazza dei Signori, pur situate una accanto all'altra, appare immediata e notevole: quanto la prima è articolata, popolare e con il calore tipicamente italiano, tanto la seconda è armoniosa, aristocratica e raccolta
Da Piazza Erbe, che fu il punto centrale del potere politico in epoca romana e comunale, si accede a Piazza dei Signori, che ne raccolse il testimone al tempo della Signoria degli Scaligeri e della SERENISSIMA REPUBBLICA, varcando l'Arco della Costa. Si può arrivare anche passando da uno stretto vicolo situato tra le CASE MAZZANTI: volto Barbaro, dove una lapide ricorda l'agguato mortale teso il 26 ottobre 1277 a Mastino, capostipite della FAMIGLIA DELLA SCALA. Arrivando da Via della Costa si trovano sulla nostra destra il duecentesco Palazzo della Ragione e lo scaligero Palazzo del Capitanio. Sul fondo della Piazza c'è il Palazzo di Cangrande e a sinistra la Loggia di Fra Giocondo; il perimetro è chiuso dal Palazzo della Pietà e dalla Domus Nova. Al centro il monumento a Dante realizzato nel 1865 per celebrare i 600 anni dalla nascita del grande poeta, che durante l'esilio da Firenze fu ospite a Verona: una statua in marmo alta 3 metri e sorretta da piedistallo che lo ritrae pensieroso. Il PALAZZO DELLA RAGIONE, oggi importante sede museale, fu edificato nel XII secolo per accogliere le magistrature del Comune. Un volto sulla destra conduce al Cortile del Mercato Vecchio, antica sede delle attività commerciali e del mercato. Qui spicca in tutta la sua bellezza la marmorea Scala della Ragione, che conduceva al Tribunale; in un angolo c'è l'ingresso alla TORRE DEI LAMBERTI, che offre una stupenda vista sulla città

Storia

Serenissima Repubblica

Caduta la Signoria degli Scaligeri, tra il 1388 ed il 1405 Verona fu sotto il dominio dei Visconti di Milano e poi dei Carraresi, che vennero cacciati da una rivolta popolare. La città scelse allora spontaneamente di entrare a far parte della Serenissima Repubblica alle cui sorti rimase legata per quattro secoli, fino all'arrivo di Napoleone
Il 24 giugno 1405 una delegazione composta da 40 cittadini illustri raggiunse Venezia, portando al Doge Michele Steno le insegne della città e prestando giuramento di fedeltà alla Serenissima Repubblica. Il governo della città venne affidato al Consiglio dei Cittadini Illustri e a due funzionari di nomina veneziana: il Podestà, che aveva funzioni civili, ed il Capitanio, con funzioni militari. La dedizione alla Repubblica fu spontanea e largamente condivisa, sebbene pochi anni più tardi furono molti i veronesi che sostennero Brunoro della Scala nel suo fallito tentativo di conquistare la città. Nel 1439 Verona fu coinvolta in quella guerra tra Venezia a Milano in cui ci fu l'epica impresa delle GALEAS PER MONTES. Il 16 novembre venne presa d'assalto, con i soldati milanesi che sfondate le porte si diedero al saccheggio, mentre i nobili si rifugiavano a CASTEL SAN PIETRO attendendo i rinforzi da Venezia. Le truppe arrivarono quattro giorni più tardi e rapidamente misero in fuga la milizia nemica, che si accalcò presso il Ponte Nuovo, in cerca di una via di fuga. Il ponte in legno non riuscì a sostenere il peso dei soldati: crollò e in molti affogarono nelle acque dell'Adige. La città tornò libera il 20 novembre 1439 ed il resto del secolo fu un periodo di pace, che si perpetuò fino a quando la Serenissima Repubblica venne attaccata dalle potenze della Lega di Cambrai. All'inizio del XVI secolo le mire espansionistiche di Venezia vennero contrastate dal Papa Giulio II, che radunò vari sovrani italiani ed europei nella Lega di Cambrai. Nel 1508 i veneziani, subite pesanti sconfitte, iniziarono una ritirata verso Verona, ma la città non aprì le sue porte all'esercito veneto; se lo avesse fatto sarebbe sicuramente stata assediata dall'esercito nemico

Piatti tipici