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Monumenti

Museo dell'Auto Nicolis

Il Museo Nicolis è una grande collezione privata aperta al pubblico, creata da Luciano Nicolis che in un moderno edificio in vetro e acciaio ha raccolto automobili, motocicli e biciclette d'epoca. Accanto a volanti di Formula 1 e centinaia di opere dell’ingegno che ben rappresentano l’evoluzione tecnologica degli ultimi due secoli
Arrivando alle porte di Villafranca dalla superstrada, sulla destra si vede una moderna costruzione in vetro e acciaio con un aereo sul tetto: è il Nicolis, museo dell'auto, della tecnica e della meccanica voluto dal compianto imprenditore Luciano Nicolis. L'ingresso é dominato dalla scultura in bronzo a dimensioni reali di una Cottereau d'inizio '900 e dalla scala a chiocciola in acciaio, che conduce ai piani alti. A destra si apre un'area espositiva destinata a mostre ed eventi, dove sono conservate le auto più recenti: Ferrari, Lamborghini, Jaguar, Maserati. A sinistra c'è un'isola tematica con autentici mezzi militari delle due guerre mondiali, tra cui autoblindo, sidecar con mitraglia e cingolati. Per vedere la vera collezione di auto dobbiamo salire al primo piano. L'excursus parte dai primi timidi tentativi e arriva sino agli anni '80, con macchine d'ogni epoca, che si susseguono in un percorso cronologico di intuitiva percezione. Gli albori sono rappresentati dalla Motrice Pia, il primo motore a scoppio di benzina brevettato nel 1882 da Enrico Bernardi. Le auto più vecchie risalgono agli inizi del secolo scorso: una Locomobile Steam Runabout del 1900, una Oldsmobile Curved Dash del 1903 e una Cottereau Populaire dello stesso anno

Storia

Signoria degli Scaligeri

Gli Scaligeri furono una ricca e potente dinastia che governò sulla città di Verona e gran parte del Veneto per 125 anni, dal 1262 sino al 1387. Le fonti storiche raccontano di come essa fosse presente a Verona già agli inizi del XI secolo, discendente dai nobili di Scalemburg o forse da un fabbricante di scale, di nome Jacopo Fico
Agli inizi del XIII secolo il capofamiglia era Jacopino della Scala (figlio di Balduino), un mercante di lana benestante ma privo di titoli nobiliari. Abile politico, divenne Vicario Imperiale di Ostiglia e Podestà di Cerea. Morto nel 1248, fu padre di Mastino, Alberto e Manfredo della Scala. Nel 1262 suo figlio Mastino divenne Capitano del Popolo e si attivò per attenuare i forti contrasti che in città coinvolgevano varie fazioni e famiglie. Nel 1265 riconquistò Trento, da poco ribellatasi, ed estese i domini veronesi su Lonigo, Montecchio e Montebello. Due anni dopo scese in Italia l'Imperatore Corradino di Svevia, che Mastino sostenne tanto apertamente da venire scomunicato da Papa Clemente IV. I rapporti con la chiesa si ristabilirono qualche anno più tardi, quando aiutò il Vescovo di Verona contro gli eretici che avevano conquistato Sirmione. Mastino della Scala fu assassinato il 26 ottobre 1277, vittima di una congiura ordita da alcune famiglie Guelfe della città. Gli successe il fratello Alberto, che al tempo era già Podestà di Mantova. La sua vendetta, rapida e cruenta, non lasciò scampo ai congiurati. Con lui si ebbe l'effettivo passaggio della città da libero Comune a Signoria; amato dal popolo ottenne rapidamente la pace con Brescia, Mantova e Padova, città guelfe in contrasto con il ghibellismo scaligero. All'inizio degli anni '90 vennero occupate Este, Parma e Reggio, mentre nel 1297 Vicenza, insanguinata dalle lotte civili, si diede spontaneamente a Verona; nel 1299 conquistò Feltre e Belluno. Alberto mori nel 1301 lasciando tre figli: Bartolomeo, Alboino e Canfrancesco detto CANGRANDE. Inizialmente assunse il potere il primogenito Bartolomeo, ed alla sua morte nel 1304 ai fratelli Alboino e Cangrande, che nel 1310 furono nominati Vicari Imperiali da Enrico VII

Piatti tipici