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Editoriali

Il 25 ottobre torna l’ora solare

La mattina si potrà dormire un'ora in più ma il sole tramonterà prima, con il cambio dell'ora che chiude la stagione dell'ora legale, durata quest’anno oltre sette mesi. Il vantaggio immediato è nel letto: sabato notte si dorme un'ora in più. Da domenica 25 ottobre cambia invece la distribuzione della luce: il sole tramonta prima nel pomeriggio e l'alba arriva un'ora prima rispetto a quanto segna l'orologio. Le ore di luce non aumentano né diminuiscono, si spostano verso il mattino, quando molti escono di casa per andare al lavoro. Nei giorni successivi alcune persone avvertono un po' di stanchezza, con un adattamento completo che di solito si esaurisce nel giro di una o due settimane al massimo
Per la maggior parte degli orologi non servirà alcun intervento: telefonini, tablet e computer collegati alla rete si aggiornano automaticamente da soli. A mano andranno regolati gli orologi analogici, le sveglie tradizionali e gli apparecchi privi di connessione, come il display del forno. In pochi aggiornano l'orologio dell'auto, che per mesi sarà avanti di un’ora (o finalmente tornerà a segnare l’ora esatta, come nel mio caso). L'ora solare resterà in vigore per poco meno di cinque mesi. Il ritorno all'ora legale è fissato per la notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo 2027, quando le lancette avanzeranno dalle 2.00 di notte alle 3.00 e si dormirà un'ora in meno. In Italia il cambio dell’ora è in vigore dal 1966. A livello europeo si discute dell'abolizione dal 2018 con la proposta di mantenere l'ora legale tutto l'anno. In attesa della decisione, per quest’autunno e la prossima primavera, il cambio è confermato

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Storia

Cangrande della Scala

Alberto Canfrancesco della Scala (detto Cangrande) nacque a Verona il 9 marzo del 1291; era il terzo figlio di Alberto I della Scala, al tempo signore della città. Suo padre e il fratello Bartolomeo, successore designato, morirono quando Cangrande aveva dodici anni, ed egli giovanissimo affiancò il fratello Alboino nella guida della signoria
Governò da solo a partire dal 1311, quando il fratello morì durante un assedio a Brescia, e fu per molti anni il leader della fazione Ghibellina nel nord Italia. Ragazzo prestante e di bella presenza, si dimostrò subito anche deciso e risoluto. Sposò molto giovane la prima donna di cui si innamorò, Giovanna d'Antiochia (figlia di Corrado d'Antiochia nipote dell'imperatore Federico II), una splendida donzella che era di passaggio a Verona e già promessa ad un ricco feudatario tedesco. Tra i 16 e i 20 anni divenne Cavaliere e quando arrivò a comandare l'esercito veronese, nel giro di pochi anni assoggettò alla SIGNORIA DEGLI SCALIGERI una serie di territori nelle provincie di Vicenza, Treviso, Padova, Mantova e Brescia. Molto stimato da Enrico VII, Imperatore del Sacro Romano Impero, fu nominato Vicario Imperiale nel Veneto nello stesso anno (1311) in cui Amedeo di Savoia fu nominato Vicario Imperiale in Lombardia. Con lui Verona visse un periodo particolarmente florido, di pace e di prosperità. Il popolo veronese e anche quelli delle altre province amministrate, lo ritenevano un sovrano giusto e intelligente; i cronisti dell’epoca lo descrivono come un sovrano che “non si appagava del proprio guadagno, ma cercava il guadagno del popolo”. Anni in cui prosperarono tutti i territori della Signoria, senza rivolte o sommosse, salvo rari e modesti episodi

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