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Monumenti

Porta Palio

Realizzata attorno alla metà del XVI secolo, Porta Palio è da molti autori considerata il massimo capolavoro dell'architetto veronese Michele Sanmicheli. Un edificio maestoso in cui magnificamente ha saputo coniugare le esigenze belliche con la ripresa degli ordini e delle proporzioni classiche che è tipica dell'arte rinascimentale
Fu costruita tra il 1542 e il 1557 nell'ambito del grande rinnovamento delle difese cittadine voluto dalla SERENISSIMA REPUBBLICA e affidato all'ingegno del Sanmicheli, durante il quale vennero realizzate anche Porta Nuova e PORTA SAN ZENO. Un autentico capolavoro dell'architettura, che rappresenta la perfetta congiunzione tra le esigenze belliche e la ripresa delle proporzioni classiche tipicamente rinascimentale: "un edificio di compiuta bellezza che armonizza il ricordo dello stile dorico con la possente architettura romana, il tutto unito e amalgamato nella novità di una composizione di strutture aperte e chiuse in maestoso equilibrio di forze". Anticamente era chiamata Porta Stupa (che in dialetto significa chiusa) perché era un accesso secondario alla città, che veniva aperto solo nei giorni del raccolto e durante il PALIO DEL DRAPPO VERDE da cui prese il nome. Quella del Drappo Verde era un'importante corsa podistica che per 600 anni ha infiammato il cuore dei veronesi; nacque nel 1208 per celebrare una grande vittoria militare e fu disputata fino al 1795, quando le truppe napoleoniche ne decretarono la fine per motivi di ordine pubblico. Un evento talmente famoso che Dante la cita nella Divina Commedia

Storia

Emilio Salgari

Giornalista e romanziere, Emilio Carlo Giuseppe Maria Salgari fu un autore alquanto prolifico. Ricordato soprattutto per il ciclo di Sandokan e quello dei Pirati della Malesia, scrisse centinaia di storie di avventura ed anche di fantascienza. Dalle sue opere sono stati tratti una cinquantina di film ed alcune serie televisive di grande successo
Nacque a Verona il 21 agosto 1862 da una famiglia di commercianti che abitava nel cuore del centro storico, in un palazzo di CORSO PORTA BORSARI dove è presente una targa che lo ricorda. Nella vita fu un modesto uomo di mare, che conobbe frequentando l'stituto nautico Paolo Sarpi di Venezia, compiendo alcuni viaggi di addestramento su una nave scuola e durante una lunga crociera sul mercantile Italia Una, che per qualche mese navigò nel Mare Adriatico. Ciononostante ambientò nei mari caldi di paesi lontani molti dei suoi romanzi, che egli conobbe consultando libri, atlanti e diari di mare. La sua prima opera fu un racconto in 4 puntate, I Selvaggi della Papuasia, pubblicato sul settimanale milanese La Valigia. Nel 1883 riscosse un notevole successo con La Tigre della Malesia, pubblicato a puntate sul giornale veronese La Nuova Arena, e nel 1884 pubblicò il suo primo romanzo, La Favorita del Mahdi. Padre di Sandokan e del Corsaro Nero, inserì i suoi personaggi in un accurato contesto, recuperando nella BIBLIOTECA CIVICA di Verona le informazioni geografiche e storiche dei paesi che descriveva. Nella sua carriera scrisse un’ottantina di libri e un centinaio di racconti brevi, distinti in vari cicli avventurosi: Pirati della Malesia; Fiore delle Perle; Corsari delle Antille; Corsari delle Bermude; Avventure nel Far West; Figli dell'Aria e Capitan Tempesta

Piatti tipici