Teatro Lirica Danza

Concerti Live Show

Harlem Globetrotters | 100 Years

Famosi in tutto il mondo per la loro abilità tecnica e la spettacolarità del gioco, gli Harlem Globetrotters sono una leggendaria squadra di basket che unisce da sempre sport e intrattenimento: palleggi incredibili, tiri impossibili, passaggi dietro la schiena e gag con avversari e arbitri trasformano ogni partita in uno show. Già inseriti nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame, nel 2026 celebrano i loro 100 anni con un tour mondiale e uno spettacolo completamente rinnovato, impreziosito da una nuova divisa che iunisce con eleganza tradizione e modernità, rendendo omaggio a un secolo di spettacolo. L’Italia, da sempre una delle nazioni più amate dagli Harlem, non poteva mancare alle celebrazioni
Dal 9 al 19 aprile, la leggendaria squadra farà tappa in dieci città, toccando non solo i grandi centri ma anche luoghi dove il basket è una vera passione: Roma, Montecatini, Bologna, Torino, Cividale, Venezia, Verona (giovedì 16 aprile), Treviglio, Milano e Genova. In ogni data sarà disponibile il Magic Pass, l’esperienza esclusiva che permette di incontrare e giocare insieme alle leggende degli Harlem Globetrotters. Per chi desidera vivere l’emozione del parquet da protagonista, non mancherà il Celebrity Court Pass, che consente di assistere al riscaldamento pre-partita proprio come un vero giocatore. Naturalmente tornerà anche l’immancabile Quinto Quarto, il tradizionale momento dedicato a foto e autografi dei campioni con i fan al termine di ogni match  

Mostre ed Esposizioni

Monumenti

Palazzo Barbieri

Piazza Bra è una delle piazze più belle del mondo, circondata da monumenti di varie epoche che creano un ambiente magico e suggestivo: l'imponente Arena, il seicentesco Palazzo della Gran Guardia, il Liston brulicante di locali ed il neoclassico Palazzo Barbieri, che ospita la sede dell'Amministrazione Comunale di Verona
Posto sul lato nord-est della piazza, Palazzo Barbieri fu realizzato tra il 1836 e il 1848, quando Verona faceva parte dell'Impero Austriaco. Inizialmente concepito per ospitare i militari della Guardia Civica, si inseriva nell'opera di riqualificazione di PIAZZA BRA che in quegli anni venne liberata e ripulita, abbassandone il livello per mettere in evidenza le parti interrate dell'anfiteatro. Ispirato alle forme degli antichi templi romani si presenta con una maestosità che toglie il fiato, offrendo una visione globale di tutta la facciata. La parte centrale è costituita da un pronao corinzio sporgente a cui si accede da un'ampia scalinata, sovrastato da un frontone triangolare con lo stemma della città. Le due ali sono decorate da grandi mezze colonne in stile corinzio che ne aumentano la monumentalità. Esse scandiscono le finestre rettangolari dei due piani; quelle al primo piano sono sovrastate da archetti incavati, e quelle al secondo da un mezzanino sottostante il tetto. E' stato realizzato da Giuseppe Barbieri con linee che ricordano i Palazzi di MICHELE SANMICHELI. Sebbene il suo interno sia oggi quasi totalmente occupato da anonimi uffici amministrativi, vi sono alcune sale in cui vengono conservate opere d'arte che varrebbero bene la visita

Storia

Valerio Catullo

Nato a Verona nell’anno 87 avanti Cristo, Gaio Valerio Catullo fu uno dei maggiori poeti dell’antica Roma. Rampollo di una agiata famiglia, con ricchi possedimenti e frequentazioni importanti, si trasferì in giovane età a Roma per completare i suoi studi. Nella capitale dell'impero trovò il luogo adatto in cui sviluppare le sue doti di scrittore e conobbe Lesbia, il grande amore della sua vita
Giunto nella capitale quando ancora non era ancora ventenne, Catullo entrò presto in contatto con personaggi di prestigio, tra cui Giulio Cesare, Quinto Ortensio Ortalo e Cornelio Nepote. Frequentò Licinio Calvo, Aurelio, Fabullo, Cornificio e Veranio; letterati con i suoi stessi ideali e gusti poetici, con cui condivise esperienze poetiche e mondane. Non partecipò mai attivamente alla vita politica della città, anzi voleva fare della sua poesia un ludus fra amici, lontana dagli ideali politici tanto osannati dai letterati del tempo. Seguì comunque la formazione del primo triumvirato, le imprese di Giulio Cesare in Gallia ed in Britannia, i tumulti fomentati da Clodio Pulcro ed il secondo consolato di Pompeo. Nel 62 a.C. conobbe Lesbia, la donna che amò per tutta la vita e che profondamente influenzò la sua arte; la musa a cui dedicò varie poesie tra le quali la famosa Vivemus, mea Lesbia, atque Amemus. Il vero nome della donna era Clodia, sorella del tribuno Clodio Pulcro e moglie del proconsole Metello Celere. La loro storia fu molto travagliata: Clodia era donna raffinata e colta ma di costumi molto liberi: nelle poesie di Catullo troviamo i più contrastanti stati d'animo per lei, dall'amore all'odio. Per dimenticare le pene d’amore, lasciò Roma nel 57 a.C. e accompagnò il pretore Gaio Memmio in Bitinia, nell’odierna Turchia. Dopo questo viaggio e la visita alla tomba del fratello nella Troade, compose i suoi Carmina Docta. Nel 56 a.C. si trasferì nella villa di famiglia a Sirmione (i cui resti sono ancora oggi visitabili), dove il poeta in solitudine gli ultimi due anni della sua vita, dopo aver rotto definitivamente ogni legame con Lesbia

Piatti tipici