Gli Scaligeri furono una ricca e potente dinastia che governò sulla città di Verona e gran parte del Veneto per 125 anni, dal 1262 sino al 1387. Le fonti storiche raccontano di come essa fosse presente a Verona già agli inizi del XI secolo, discendente dai nobili di Scalemburg o forse da un fabbricante di scale, di nome Jacopo Fico
Agli inizi del XIII secolo il capofamiglia era Jacopino della Scala (figlio di Balduino), un mercante di lana benestante ma privo di titoli nobiliari. Abile politico, divenne Vicario Imperiale di Ostiglia e Podestà di Cerea. Morto nel 1248, fu padre di Mastino, Alberto e Manfredo della Scala. Nel 1262 suo figlio Mastino divenne Capitano del Popolo e si attivò per attenuare i forti contrasti che in città coinvolgevano varie fazioni e famiglie. Nel 1265 riconquistò Trento, da poco ribellatasi, ed estese i domini veronesi su Lonigo, Montecchio e Montebello. Due anni dopo scese in Italia l'Imperatore Corradino di Svevia, che Mastino sostenne tanto apertamente da venire scomunicato da Papa Clemente IV. I rapporti con la chiesa si ristabilirono qualche anno più tardi, quando aiutò il Vescovo di Verona contro gli eretici che avevano conquistato Sirmione. Mastino della Scala fu assassinato il 26 ottobre 1277, vittima di una congiura ordita da alcune famiglie Guelfe della città. Gli successe il fratello Alberto, che al tempo era già Podestà di Mantova. La sua vendetta, rapida e cruenta, non lasciò scampo ai congiurati. Con lui si ebbe l'effettivo passaggio della città da libero Comune a Signoria; amato dal popolo ottenne rapidamente la pace con Brescia, Mantova e Padova, città guelfe in contrasto con il ghibellismo scaligero. All'inizio degli anni '90 vennero occupate Este, Parma e Reggio, mentre nel 1297 Vicenza, insanguinata dalle lotte civili, si diede spontaneamente a Verona; nel 1299 conquistò Feltre e Belluno. Alberto mori nel 1301 lasciando tre figli: Bartolomeo, Alboino e Canfrancesco detto CANGRANDE. Inizialmente assunse il potere il primogenito Bartolomeo, ed alla sua morte nel 1304 ai fratelli Alboino e Cangrande, che nel 1310 furono nominati Vicari Imperiali da Enrico VII
Alla morte di Alboino il potere passò nelle mandi di Cangrande, che fu per vent’anni un Signore illuminato e rispettato; nella sua reggia a PALAZZO DI CANGRANDE furono ospitati scienziati, poeti e artisti di gran talento, tra cui Dante Alighieri. Nel 1318 divenne generale della Lega Ghibellina e nel 1325 sventò una congiura ordita dal cugino Federico della Scala, bandendo dalla città tutte le famiglie che lo avevano aiutato; tra queste vi erano anche i Montecchi, famosi per la vicenda di GIULIETTA E ROMEO. Uscito vittorioso da una guerra contro le città guelfe, consolidò il dominio su Padova e conquistò Treviso. Mori il 23 luglio 1329, a 38 anni; non aveva figli legittimi e la Signoria passò al nipote Mastino II, figlio di suo fratello Alboino. Nel 1331 MASTINO II della Scala divenne Comandante della Lega formata da Scaligeri, Estensi, Gonzaga e Visconti contro il Re di Boemia, che aveva conquistato alcune città lombarde. Respinto l’invasore, estese i domini veronesi su Brescia, Parma, Lucca e Massa. Fu questo il momento della massima espansione territoriale, ma anche l’inizio della fine: nel 1336 e 1337 venne sconfitto in battaglia da una alleanza formata da Venezia, Milano, Mantova ed Este, che catturarono suo fratello Alberto. Gestendo abilmente delle separate trattative di pace, Mastino II riuscì a salvare la Signoria ed il fratello, subendo però un forte ridimensionamento territoriale; agli Scaligeri rimasero solo Verona e Vicenza, assieme a Parma e Lucca che essendo separate dagli altri territori, vennero cedute a Firenze. Si creò con Mastino II una situazione strana, in cui una città ridimensionata nei domini e divisa da liti interne, ebbe gran fama di rifugio sicuro per gli esuli delle lotte fratricide tra italiani
Forte della parentela con l’imperatore Ludovico IV, fece della città una sorta di protettorato, Furono anni in cui gli Scaligeri avevano sempre meno potere ma, ironia della sorte, in cui eressero i monumenti che più li ricordano: CASTELVECCHIO, il Ponte Scaligero e LE ARCHE. Morto nel 1351 la Signoria passò ai figli Cangrande II, Cansignorio e Paolo Alboino. Cangrande II si comportò come un dittatore, accumulando ricchezze personali a scapito della città ed alimentando scontri interni. Fu ucciso nel 1359 per mano del fratello Cansignorio, che governò Verona mantenendo la pace ed abbellendola in ogni angolo. Alla sua morte nel 1375, la signoria passò a giovani figli Antonio e Bartolomeo II. I due ragazzi entrarono in una sorta di protettorato dei Visconti, che approfittando della debolezza politica in cui era caduta la città, tentarono di conquistarla. Vennero sconfitti e per altri 12 anni Verona rimase agli Scaligeri. Nel 1381 Antonio fece uccidere il fratello Bartolomeo, incolpando dell’assassinio le famiglie Malaspina, Nogarola e Bevilacqua. Negli anni seguenti Visconti, Carraresi e Gonzaga fecero guerra a Verona, riuscendo a sconfiggerla e nel 1387 Antonio venne definitivamente cacciato; si rifugiò a Ferrara, difeso dal suocero Guido III da Polenta, signore della città. Dal 1388 al 1402 Verona fu sotto il dominio Visconteo e guidata da Gian Galeazzo Visconti. Alla sua morte i Carraresi si impadronirono del potere, ma nel 1405 vennero cacciati dal popolo che insorgeva e dalle truppe veneziane che premevano sui confini. In quell’anno Verona si offrì liberamente a Venezia, e fece parte della SERENISSIMA REPUBBLICA sino al giugno del 1796. Gli scaligeri, fuggiti dalla città, finirono in Baviera traducendo in tedesco il loro cognome che divenne Von Der Leiter. In Germania ebbero un ruolo rilevante nella vita della corte imperiale fino alla loro totale estinzione, avvenuta sulla fine del XVI secolo

