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San Giovanni in Valle

San Giovanni in Valle è una chiesa antica, edificata sopra un'area sepolcrale romana divenuta cimitero paleocristiano. Durante le dominazioni dei Goti e dei Longobardi, che erano di cristiani culto ariano, divenne una seconda cattedrale cittadina
Nel 1117 un terremoto di eccezionale intensità colpì il Verona con grandi devastazioni: la millenaria ARENA perse il terzo anello, abitazioni e chiese furono distrutte, eliminando dalla città i ricordi alto-medievali e creando una forte presenza del romanico, lo stile della ricostruzione. Anche San Giovanni in Valle venne rasa al suolo ma nel 1120 fu la prima ad essere ricostruita, con le forme attuali. In origine era stata edificata nel VI secolo sopra una preesistente area sepolcrale di EPOCA ROMANA ed era una sorta di seconda cattedrale cittadina quando Goti e Longobardi dominavano la città. Accanto alla Chiesa venne realizzata anche la Collegiata, un seminario per aspiranti sacerdoti che oggi funge da Canonica e che, con i suoi 900 anni, è la casa abitata più antica di tutta la città. La facciata della Chiesa è in tufo, divisa verticalmente in tre sezioni che corrispondono alle navate interne. E' semplice e quasi priva di decorazioni: solo un fine ricamo con archetti pensili, una bifora e due piccole finestre laterali circondano il leggero protiro pensile che poggia su minute colonne in marmo rosso e protegge un pregevole affresco di Stefano da Verona, raffigurante una Madonna con il Bambino attorniata da Santi

Storia

Berto Barbarani

Nato a Verona il 3 dicembre 1872, Roberto Tiberio Barbarani (detto Berto) fu uno dei maggiori poeti dialettali italiani del '900. Figlio di un ricco commerciante, abbandonò gli studi di legge per dedicarsi alla letteratura e al giornalismo, suo grande amore. Nella sua carriera fu responsabile della redazione veronese del Gazzettino di Venezia e direttore del quotidiano L'Adige. I suoi versi in dialetto veronese sono caratterizzati da un tono malinconico ed evocativo, di gusto crepuscolare. Grande amico del pittore ANGELO DALL'OCA BIANCA e del drammaturgo Renato Simoni, suoi concittadini, pubblicò negli anni varie raccolte di poesie tra cui El Rosario del Cor (1895), Canzoniere Veronese (1901), I Due Canzonieri (1916), I Sogni (1922), L’Autunno del Poeta (1937). Ebbe inoltre una forte amicizia anche con i colleghi poeti dialettali Alfredo Testoni e Carlo Alberto Salustri (Trilussa), assieme ai quali prese parte al Teatro Duse di Bologna ad un ciclo di serate promosse nel 1901 dalla Società Dante Alighieri. Nel 1940 il Ministero per la Cultura popolare, quale pubblico riconoscimento al valore della sua arte, attribuisce al poeta un vitalizio che gli consente di trascorrere senza preoccupazioni economiche gli ultimi anni di vita. Roberto Barbarani muore a Verona il 27 gennaio 1945. La città lo ricorda con una statua bronzea posta a margine della sua amata PIAZZA ERBE in cui il poeta è rivolto verso il centro della piazza stessa, guardando quella millenaria statua di Madonna Verona che rappresenta la veronesità tanto celebrata nelle sue poesie
Voria cantar Verona, a una çerta ora / de note, quando monta su la luna:

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