L’Oro di Giulietta

dal 16/05/2026 al 24/05/2026

 
Non una semplice mostra collettiva, ma un intreccio di linguaggi, sensibilità e visioni che arrivano da esperienze artistiche differenti. Dal 16 al 24 maggio 2026 la Sala Birolli di Verona ospita “L’Oro di Giulietta. Tra memoria e speranza”, esposizione curata da Guido Folco e promossa da Galleria Folco insieme a Museo MIIT – Museo Internazionale Italia Arte, Quinta Parete e GrezzanArte, con la collaborazione della 1° Circoscrizione del Comune di Verona. Un percorso articolato in cui pittura, fotografia, scultura e ricerca contemporanea dialogano tra loro mettendo al centro il valore dell’arte come spazio di confronto umano e culturale. Il riferimento a Giulietta diventa simbolico: non il personaggio romantico legato alla tradizione turistica della città, ma un’immagine universale di amore, fragilità e desiderio di futuro. A rendere particolare il progetto è la visione curatoriale di Guido Folco, da anni impegnato nell’organizzazione di mostre e collaborazioni artistiche in Italia e all’estero. Grazie a un lungo lavoro costruito attraverso centinaia di incontri con artisti contemporanei, Folco porta a Verona opere e linguaggi eterogenei, offrendo al pubblico uno sguardo aperto su una moltitudine di esperienze e differenti modi di intendere la pittura. La mostra nasce proprio da questa volontà di creare connessioni: mettere in relazione poetiche diverse, accogliere punti di vista distanti e lasciare che il visitatore costruisca un proprio percorso personale tra figurazione, astrazione, ricerca emotiva e sperimentazione visiva. Le opere esposte non cercano una narrazione unica, ma aprono riflessioni sul presente, sulla perdita dei riferimenti collettivi e sulla necessità di ritrovare nell’arte un linguaggio ancora capace di unire. All’interno dell’esposizione trova spazio anche una sezione dedicata al progetto “Volti al limite”, ideato da Andrea Zocca e Federico Martinelli e incentrato sull’opera di Johannes Huber. Una presenza che introduce nella mostra una riflessione intensa sul rapporto tra creatività, marginalità e autenticità espressiva
 
Andrea Zocca descrive così il lavoro dell’artista: “Johannes Huber è un artista fuori da ogni schema, capace di trasformare il disegno in un gesto necessario, intimo, quasi vitale. Prima di iniziare a lavorare dispone con precisione penne e colori, seguendo un rituale lento e silenzioso che fa parte stessa della sua arte. I suoi volti deformati, istintivi, lontani da ogni regola accademica, non cercano la perfezione ma una verità emotiva profonda. Le sue opere nascono senza mediazioni o costruzioni teoriche: sono espressioni autentiche di un mondo interiore che prende forma attraverso il segno e il colore. Ogni tratto segue un ritmo personale, fatto di calma e necessità, perché ogni cosa ha il suo tempo. È proprio questa spontaneità, libera da qualunque ricerca di consenso, a rendere il lavoro di Huber così umano e potente.”. “L’oro di Giulietta” si muove proprio in questa direzione: trasformare la Sala Birolli in uno spazio aperto al dialogo, alla contaminazione culturale e alla libertà espressiva. In un tempo dominato dalla rapidità delle immagini e dalla superficialità dello sguardo, la mostra invita a rallentare e a ritrovare nell’arte un’esperienza di ascolto e consapevolezza. La mostra sarà visitabile tutti i giorni con apertura dalle 10 alle 19 e ingresso libero. Informazioni al 334.3135903 e sui canali social di Quinta Parete Verona
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