Dal 12 aprile al 3 maggio la Sala Birolli ospita la mostra «Haider, Mariani, Paganelli. Ti Invito al Viaggio / in quel paese che ti somiglia tanto». Curata da Gaia Guarienti e Federico Martinelli la mostra si propone come un’esperienza di viaggio interiore, dove il percorso non è mai lineare e la meta non è mai definita. La doppia curatela permette di valorizzare due punti di vista differenti nella selezione delle opere e nell’allestimento, generando una pluralità di letture che coinvolge il pubblico. Per Martinelli: «il viaggio non è mai un altrove da raggiungere ma un processo di attraversamento e di riconoscimento. Le opere di Haider, Mariani e Paganelli abitano territori diversi ma condividono la stessa tensione: trasformare l’esperienza vissuta in linguaggio, memoria e possibilità critica». Gaia Guarienti aggiunge: «Memoria, storia e immaginazione si intrecciano in tre percorsi autonomi che dialogano senza mai annullarsi, restituendo una visione plurale e non pacificata del vivere contemporaneo»
L’esposizione si struttura in tre percorsi distinti, ciascuno con una propria poetica e identità, ma uniti da un filo conduttore comune: il viaggio come attraversamento dell’esistenza. Haider lavora sul confronto con la storia e le sue fratture, trasformando materiali residui, stratificazioni culturali e memorie in opere che diventano testimonianza attiva. Cartopitture e tecniche miste invitano lo spettatore a sostare, ad assumere una posizione consapevole e a confrontarsi con le tensioni accumulate dalla storia. Diambra Mariani propone invece un viaggio nella memoria intima ed emotiva. La fotografia diventa per lei campo di risonanza in cui il tempo si sospende e la memoria si rarefà, aprendo spazi di condivisione e contemplazione. Ogni immagine suggerisce piuttosto che raccontare, lasciando al pubblico la possibilità di immergersi in un’esperienza sensibile e partecipativa. Rita Paganelli, infine, esplora i territori instabili della mente contemporanea, alternando pittura a colori e bianco e nero per restituire tensioni interiori, derive e stati alterati della percezione. La sua pratica trasforma l’immaginazione in strumento critico e conoscitivo, mostrando come il viaggio possa essere anche attraversamento mentale e ricerca di consapevolezza
Il progetto è accompagnato da un articolato calendario di eventi culturali: Domenica 12 aprile, Tracce di Mesopotamia consentirà al pubblico di dialogare con Haider sulla poesia di Adonis, uno dei più grandi poeti viventi del mondo arabo. Venerdì 17 aprile Viaggio nell’Italia dell’iperturismo proporrà un incontro con Irene Ranaldi, moderato da Luigi Licci, per esplorare il concetto di viaggio nel contesto contemporaneo italiano. Sabato 18 aprile, Paesaggi Lisergici: fiabe, visioni guiderà il pubblico nel mondo di Paganelli, con letture dedicate alla Beat Generation a cura di Mauro Dal Fior e performance musicali dal vivo di Deborah Kooperman, generando un dialogo tra arti visive, parola e musica. Martedì 28 aprile, Visioni necessarie. Dove lo sguardo (non) si ferma offrirà l’occasione di approfondire il lavoro di Mariani, riflettendo sul ruolo della fotografia come esperienza emotiva condivisa e sulla capacità dello sguardo di rallentare. Il progetto è realizzato con il sostegno della 1° Circoscrizione Verona e della BCC Valpolicella Benaco e la collaborazione dei partner tecnici Ennevi Studio di Fotografia, Adry Eventi e Salumificio Valentino Marconi
da martedi a venerdì 16.00-19.00
il sabato e domenica 10.00-19.30
esposizione con INGRESSO LIBERO
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