San Giorgetto

La misconosciuta Chiesa di San Giorgetto è situata sul lato sinistro della Basilica di Santa Anastasia, lungo il cammino che da Piazza Erbe conduce al Duomo. Oggi sconsacrata, è uno degli edifici religiosi più suggestivi del trecento veronese, che conserva gran parte dell'arredo pittorico dell'epoca

La piccola Chiesa di San Giorgietto (o San Pietro Martire) venne eretta dai frati Domenicani alla fine del XIII secolo, pochi anni prima che avessero inizio i lavori per l’adiacente Basilica dedicata a SANTA ANASTASIA. Attorno alla metà del XIV secolo divenne cappella privata dei cavalieri tedeschi in servizio presso la corte degli SCALIGERI che risiedevano nel Palazzo dell’Aquila posto sull’altro lato della piazza (dove ora si trova il Due Torri Hotel). Devoti di San Giorgio, i cavalieri la fecero ornare con i loro stemmi e numerosi affreschi votivi. Nel 1424 fu affidata ai Domenicani e intitolata a San Pietro Martire, ma sebbene siano trascorsi 600 anni per i veronesi continua ad essere San Giorgetto. Sconsacrata durante l'occupazione napoleonica, nel 1807 venne ceduta al Comune di Verona, che ancora oggi ne è proprietario. La semplice struttura esterna in cotto, priva di particolari ornamenti, è scompartita da sottili lesene e coronata con un delicato motivo di archetti pensili pensili

Sulla facciata gotica, a fianco del portale sormontato da un protiro pensile, è incastonata la monumentale urna del medico Bavarino de' Crescenzi (1346), raffigurato con i suoi allievi su una lastra di marmo rosso. Altre arche sono addossate sul muro laterale; quella del nobile Guinicello dei Principi, la marmorea di Leonardo da Quinto e quella di Bartolomeo Dussaini, sollevata da terra e posta sotto un arco trilobato. Sopra l’arco che dava accesso al Convento dei Domenicani si trova l’urna di Guglielmo Castelbarco (1321) che fu presa come modello per le ARCHE DEGLI SCALIGERI. L'interno, ad aula coperta da due volte a crociera e privo di abside, è una delle maggiori gallerie cittadine di affreschi del '300, in grado di competere con quelli presenti nella CHIESA DI SAN ZENO: ci sono fasce a motivi vegetali, stemmi di cavalieri e devoti in armi che vari santi presentano alla Madonna. Particolare attenzione meritano due riquadri sul lato sinistro della controfacciata, opera di Bartolomeo Badile e la allegoria dell'Annunciazione, affresco del '500 opera del pittore veronese Giovanni Maria Falconetto, presente nella parte alta della parete orientale

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