Costruito nel primo secolo avanti Cristo per sostituire un precedente ponte in legno, PONTE PIETRA è il più antico monumento romano di Verona ...e forse anche il più bello.
Esso univa l'originario tracciato della via Postumia con il colle antistante in corrispondenza di un guado, che qui era presente sin dalla notte dei tempi. In epoca romana erano sette i ponti che attraversavano l'Adige in vari punti della città, e due lo facevano in prossimità del teatro Romano: il PONTE MARMOREUS (ponte Pietra) ed il PONTE POSTUMIUS (ponte Postumio). Quest'ultimo fu realizzato leggermente a seguito delle modiche tardorepubblicane del tracciato urbano, quanto l'ortogonalità del nuovo l'impianto viario impose di rettificare il tracciato della via Postumia per farla coincidere con il Decumano Massimo. Sarebbe interessante vedere ancora oggi i due ponti quasi affiancati, ma nel 905 il ponte Postumio fu semidistrutto da una piena dell'Adige e, dopo tre secoli, nel 1239 esso cedette definitivamente al fiume.
In oltre duemila anni di storia, numerose piene devastanti e crolli a cui seguirono altrettante ricostruzioni, hanno conferito a ponte Pietra l'attuale configurazione a SCHIENA D'ASINO con arcate asimmetriche, assai diversa da quella originaria. Una foggia irregolare che serve per facilitare il flusso della corrente, che in questa ansa dell'Adige è maggiore sulla riva che accarezza il teatro Romano. Delle sue cinque arcate solo le due a sinistra, edificate in pietra bianca, risalgono all'epoca romana; l'arcata centrale e quella successiva, realizzate in mattoni, appartengono ad una ricostruzione eseguita nel 1520; l'ultima arcata sulla destra risale ad un rifacimento medioevale voluto nel 1298 da Alberto I della Scala. In tale occasione il ponte fu dotato anche della minacciosa TORRE DIFENSIVA posta alla sua testa, ornata verso il fiume da un arco in pietra sormontato dall'emblema degli Scaligeri.
Ponte pietra è IMPONENTE e RUSTICO, dotato d'una bellezza che risiede in quel suo originale susseguirsi di materiali e stili diversi ma sempre tra loro felicemente intonati, che si armonizzano in un "…insieme suggestivo e scenografico, contraddistinto da un particolare cromatismo per i bianchi e i rossi mescolati con geniale casualità, così da ottenere una costruzione romanticamente spettacolare in cui si fondono la classicità romana e la fastosa semplicità del Romanico medioevale…" (P.FABBRI: Arte e storia Verona, 2000).
Bello di giorno, offre il meglio di sé durante la notte, quando una sapiente illuminazione e il silenzio in cui si ode l'acqua stagliarsi contro le pile, lo rendono uno dei luoghi più romantici dell'intera città.
Anch'esso purtroppo, come accaduto per tutti i ponti di Verona, è stato oggetto dello scempio nazista durante la seconda Guerra Mondiale. Fatto saltare il 24 aprile del 1945 dai tedeschi è stato fedelmente ricostruito utilizzando esclusivamente i materiali originali recuperati dal letto del fiume.
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