Corso Cavour è il lungo viale che unisce Castelvecchio con Porta Borsari. Fu intitolato a Camillo Benso Conte di Cavour nel 1867 e ricalca il tracciato suburbano della antica Via Postumia. Vi si affacciano alcuni dei palazzi nobiliari più belli della città
Sino al V secolo questa zona era un'importante necropoli, situata fuori dalle mura cittadine per garantire ai defunti un sonno indisturbato. Mille anni più tardi divenne la prediletta dalle grandi famiglie veronesi, che vi edificarono sontuosi palazzi, rendendola un museo a cielo aperto. Sul lato sinistro sono presenti Castelvecchio, l'Arco dei Gavi, palazzo Canossa (civico 44), palazzo Muselli Pompei (civico 42), palazzo Portalupi (civico 40), palazzo Guerrini Gemma (civico 32), la chiesa di San Lorenzo (cortile interno), palazzo Medici Glisenti (civico 10) e palazzo Carlotti (civico 2). Sul lato destro palazzo Balladoro (civico 41), palazzo Bevilacqua (civico 29), la chiesa dei Santi Apostoli (piazza laterale), palazzo Scannagatti Gobetti (civico 11), palazzo Carnesali (civico 9) ed infine la casa dei Giolfino (civico 1)
CASTELVECCHIO fu edificato nel XIV secolo da Cangrande II della Scala, che volle in quell'epoca di guerre tumultuose trasferire la sua corte in un luogo sicuro. Una grande fortezza, che colpisce per l'aspetto imponente e la forma decisamente militare, accentuata dalle mura merlate e dalle torri angolari. Ospita il MUSEO CIVICO di Verona, una delle maggiori raccolte d'arte italiane con reperti paleocristiani, oreficeria longobarda, sculture medievali, armi e armature, preziosi dipinti dal XII al XVII secolo. In una piazzetta adiacente si incontra L'ARCO DEI GAVI un arco onorario romano dedicato a privati cittadini, quadrifronte a pianta rettangolare, realizzato impiegando blocchi di pietra bianca disposti in filari. Inizialmente posizionato di fronte alla Torre dell'Orologio di Castelvecchio fu ricomposto nell'attuale ubicazione nel 1932, dopo che le truppe napoleoniche lo avevano smontato nel 1805 per consentire il transito dei carri militari. Proseguendo si arriva a PALAZZO CANOSSA, capolavoro del Sanmicheli che abilmente ha superato il medioevale concetto di palazzo fortezza, chiuso e munito di torri, creando una dimora elegante, aperta alla luce e ai giochi di chiaroscuro. Decorato dai migliori pittori veronesi, nei secoli ha ospitato alcune delle teste coronate più importanti d'Europa, tra cui Napoleone Bonaparte, lo zar Alessandro, gli imperatori austriaci Francesco, Ferdinando e Francesco Giuseppe
Di fronte si trova Palazzo BALLADORO. Realizzato alla fine del '700 è un raffinato esempio di abitazione nobiliare dall'eleganza essenziale, con la facciata aperta da innumerevoli finestre. Sul piano nobile è situata una balconata che inquadra una porta finestra, resa importante dal timpano rialzato rispetto a quelle delle altre aperture. Al civico 42 l'interessante Palazzo MUSELLI realizzato nel XVII secolo e modificato nel XIX con un gusto neoclassico. Nel piano terra presenta un elegante portale inquadrato entro un arco in bugnato; il piano nobile è adorno di finestroni rettangolari ad arco curvilineo sulla balconata centrale; all'ultimo piano una fascia di mezzanino con piccole aperture e tre camini sul tetto, dalle medioevali suggestioni che ne slanciano la figura. Subito oltre (civico 40) c'è il maestoso Palazzo PORTALUPI, realizzato agli inizi dell'800 e capace di gareggiare in monumentalità con Palazzo Canossa. La sua facciata è tripartita: il piano terra in pietra bugnata ha un arco d'ingresso sovrastato da un busto romano ed è aperto da grandi finestre rettangolari con inferriate alternate a lesene che salgono sino al mezzanino. Nel piano nobile, a fianco del finestrone centrale ornato con figure alate, si aprono tre e tre finestre con timpano inquadrate da semicolonne ioniche. All'ultimo piano finestre con balconcino separate da statue; al centro il grande orologio, difeso da due statue di lupi accovacciati, stemma di famiglia
Al civico 32 è presente Palazzo GUERRINI; realizzato nel XVIII secolo è uno dei pochi esempi di architettura barocca in città. Poco oltre un portale sormontato dalla statua di un Santo, introduce in uno spazio nascosto, in cui è presente la CHIESA DI SAN LORENZO gioiello dell'architettura romanica. Oltrepassando un minuscolo sagrato si presenta con il fianco meridionale e il campanile a destra. La facciata é dominata da due torri circolari poste ai lati di un protiro pensile, che poggiano su grosse basi di pietra. L'interno a tre navate é raccolto e severo, con una pianta a croce latina pentabsidata. Ritornati sul Corso si ammira Palazzo BEVILACQUA, disegnato dall'architetto MICHELE SANMICHELI e solo in parte realizzato, come ricorda la posizione asimmetrica del portale. Nel pianterreno ha una possente struttura a pilastri in bugnato, fra cui stanno grandi finestre sormontate da busti di soldati. Nel piano superiore una raffinata balconata sorregge porte e finestre, tutte ad arco ed inquadrate da una successione di colonne diritte ed a spirale, ornate con altorilievi allegorici e festoni decorativi. Rimanendo sulla sinistra e proseguendo verso Porta Borsari c'è Palazzo MEDICI GLISENTI (civico 10), edificio del XV secolo in muratura e cotto. Al piano terra si apre un portone racchiuso entro un arco a nastro incrociato in marmo bianco e rosato che sfoggia dei capitelli rigogliosi di motivi vegetali. Nelle curiose bifore del primo piano e nelle finestre con davanzali stemmati del secondo, si notano evidenti influssi veneziani
Di fronte si apre una piccola piazza alberata, su cui vigila la statua del poeta Aleardo Aleardi. Sullo sfondo la Chiesa dei SANTI APOSTOLI che regala, con l'armonia dei suoi colori, una pittoresca immagine dalle tonalità antiche. Di fondazione paleocristiana, fu riedificata dopo il terremoto del 1117 e sovente ripresa nei secoli. L'interno, un'unica navata con tre absidi incorniciate da archi rinascimentali, racchiude pregevoli opere d'arte e l'accesso al sacello delle Sante Teuteria e Tosca. E' una piccola chiesa del V secolo, tra le più antiche del Veneto, che mantiene una atmosfera severa e raccolta, molto vicina alle origini. Proseguendo sul lato destro c'è Palazzo GOBETTI, disegnato da Gabriele Frisoni alla fine del '400. E' un raffinato esempio di architettura proto-rinascimentale come testimonia lo stupendo portale del piano nobile riccamente cesellato, ripreso nella decorazione delle bifore centrali divise da una colonna tortile; ai lati due finestre danno su eleganti balconcini riccamente intarsiati a motivi geometrici. Analogo motivo delle bifore centrali intarsiate e dei balconcini laterali, questa volta incorniciati a scanalature, si presenta nel piano successivo. Adiacente sorge Palazzo CARNESALI, che arriva sino all'angolo con via Oberdan. La sua facciata, aperta da negozi nel pianterreno e finestre curvilinee, è ariosa e solare, con portali e signorili balconi in marmo rosso di Verona; sugli stipiti del primo portale sono incisi i segni dei livelli raggiunti dal fiume Adige durante le disastrose piene del 1512, 1568, 1757 e 1882
All'angolo con via Diaz c'è il barocco Palazzo CARLOTTI realizzato nel 1665. Presenta uno scenografico portale inquadrato da poderose colonne che sostengono il poggiolo del piano nobile, e un triplo ordine di finestre scolpite, differenti in ogni piano: al pianoterra sono ingabbiate in singolari inferriate rivolte verso il basso, al primo sono abbellite con mascheroni e nel secondo sono inquadrate da conchiglie. Originale lo zoccolo bianco, che funge da sostegno per la facciata e panchina per chi sosta sulla pubblica via. Di fronte si apre una piccola piazzetta ingentilita dalla CASA DEI GIOLFINO, sulla cui facciata sono ancora visibili i resti degli affreschi che un tempo la ricoprivano interamente, attribuiti ad Andrea Mantenga. Il Corso termina davanti a PORTA BORSARI costruita nel I secolo d.C. seguendo i dettami tipici dell'architettura imperiale, con una struttura articolata su tre livelli. Era un edificio con corte centrale e doppi passaggi nelle facciate, di cui oggi rimane solo la facciata esterna, che in EPOCA ROMANA costituiva il principale ingresso alla città
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