Se non fosse per le insegne delle osterie e degli esercizi commerciali, nessun turista che arrivi in questa piazza dopo aver vagato senza meta fra le vie del centro, immaginerebbe d'essere nella PIAZZA DEL DUOMO; seminascosta nelle vicinanze di ponte Pietra, è inaspettatamente piccola e quasi soffocata dagli edifici circostanti, ma accoglie un patrimonio storico e culturale di incredibile valore.
Il piazzale è dominato dal DUOMO, una delle chiese più belle di Verona, che venne edificata sui resti di una basilica paleocristiana e consacrata nel 1187 da Papa Urbano III. E' dedicata a santa Maria Assunta. La sua facciata tripartita, singolare fusione di gotico e romanico, è dominata dallo splendido protiro a due livelli che si slancia elegante, sostenuto da colonne tortili che poggiano su grifoni alati e sostengono archi a tutto sesto. Nel maestoso interno, in cui sono da ammirare cappelle e altari con innumerevoli opere d'arte rinascimentali e barocche, particolare attenzione meritano il tornacoro del Sanmicheli e la cinquecentesca pala dell'Assunta realizzata dal Tiziano, unica opera veronese del grande pittore.
Da un ingresso posto sotto l'organo di sinistra del Duomo, o dall'esterno della Cattedrale, si accede al Battistero di SAN GIOVANNI IN FONTE. E' questa una piccola chiesa edificata in epoca longobarda e ricostruita nel XII secolo, la cui pianta è divisa su tre navate, separate da colonne e pilastri con capitelli dell'VIII secolo; conserva diversi affreschi del XIV secolo, alcune tele di particolare pregio (tra cui un Battesimo di Cristo di Paolo Farinati) e una fonte battesimale del XII secolo, autentico capolavoro della scultura romanica veronese. Adiacente al battistero è visitabile anche la piccola CHIESA DI SANTA ELENA; realizzata nel IX secolo e rimaneggiata nel XII, racchiude un'interessante area archeologica in cui emergono resti di una chiesa paleocristiana risalente al IV secolo. Sulle possenti mura sono visibili una cinquecentesca pala di Felice Brusasorci, un trittico in pietra attribuito a Giovanni di Rigino (XIII secolo) e una pala di Giovanni Salvaterra raffigurante il Redentore con i Santi Francesco di Sales e Filippo Neri.
Uscendo dalla chiesa di Santa Elena e attraversando un passaggio coperto arriviamo al Chiostro dei Canonici. Realizzato tra il 1117 ed il 1120 con un doppio ordine di colonne romaniche in marmo rosso, è stato parzialmente distrutto durante la II Guerra Mondiale, ma conserva ancora tracce ben visibili di una delle due basiliche paleocristiane che insistevano su quest'area. Poco oltre sorge il Palazzo del Canonicato, che ospita il museo Canonicale e la BIBLIOTECA CAPITOLARE, una delle più importanti ed antiche biblioteche ecclesiastiche d'Europa. Nata nel quinto secolo, come emanazione dell'officina libraria annessa alla Schola sacerdotum, conserva migliaia di pergamene, antichi libri miniati e svariati manoscritti, tra cui le Istituzioni di Gaio, (l'unico testo di diritto romano giunto pressoché completo sino ai nostri giorni) e un'edizione del De Civitate Dei di Sant'Agostino, risalente all'epoca dell'autore.
Il MUSEO CANONICALE invece raccoglie materiali archeologici provenienti da edifici romani, arredi sacri del periodo romanico e barocco, sculture e dipinti che spaziano dal XII al XVIII secolo. Fra questi opere di Antonio Badile, Liberale da Verona, Nicolò Giolfino, Francesco Morone, Felice Brusasorci, Giovanni Maria Falconetto, Paolo Farinati, Giovan Francesco Caroto, Alessandro Turchi (detto l'Orbetto), Giulio Carpioni e Giambettino Cignaroli.
Sul retro del Duomo, nella piccola piazza dominata dall'abside semicircolare della Cattedrale, si affaccia il PALAZZO DEL VESCOVADO, costruzione rinascimentale con facciata merlata in stile veneziano e un portale a colonne doppie, in marmi bianchi e grigi. Nella lunetta una statua ritrae la Madonna in Cattedra, affiancata sui lati da san Pietro e San Paolo; sopra l'arco l'Arcangelo Michele regge insegne vescovili. Entrando nel cortile si accede ad un portico con colonne romaniche a capitelli scolpiti, una parete affrescata e finestre del XV secolo; vi si affacciano due delle absidi romaniche di San Giovanni in Fonte, la torre in pietra di un palazzo romanico e i corpi di due edifici tardogotici. L'interno del palazzo è arricchito con opere pittoriche di Francesco Caroto, Liberale da Verona e Domenico Brusasorci, autore di un grande affresco che ritrae i primi centodieci vescovi della diocesi veronese.