Questo percorso, che esce dai classici itinerari turistici del centro, ci porta nel borgo di San Giovanni in Valle. Un delizioso angolo di Verona situato ad un paio di chilometri dall’Arena, che custodisce testimonianze di epoca paleocristiana, longobarda e medievale, avvolte in quella sottile aura di tempi lontani in cui storia e leggenda si fondono. Partendo da Piazza Isolo risaliamo via Ponte Pignolo; proseguendo lungo via San Giovanni in Valle arriviamo ad un grande volto ed entriamo in un vasto terreno cintato, detto CORTE DEL DUCA. Qui sorgeva la reggia di Alboino, Re dei Longobardi che nel 568 conquistò la città, facendone il suo quartier generale e istituendo il Ducato di Verona. Le origini della Corte però sono ben più antiche, e risalgono agli anni in cui Teodorico Re degli Ostrogoti ebbe a Verona il suo palazzo. Una composizione in lingua germanica, riportata nel Historia Langobardorum di Paolo Diacono e nel Liber Pontificalis Ecclesiae Ravennatis di Andrea Agnello (VIII e IX secolo) racconta che dopo una notte di gozzoviglie a Verona, nella reggia che era stata di Teodorico, Alboino bevve vino in una coppa ottenuta dal cranio di Cunimondo, padre di sua moglie Rosamunda, e che costrinse anche la consorte ad imitarlo. Dalla metà del ‘400 sino al 1964 in quest’area ci fu Monastero delle suore di Santa Chiara, che avevano una propria chiesa e terreni coltivati ad orto. A tale periodo risale la rota proiecti (ruota degli esposti) che è ancora presente nel chiostro: una feritoia nel muro del convento, dotata di un meccanismo rotante, che permetteva di affidare al monastero un neonato, abbandonandolo in anonimato
A nord della corte si trova la Chiesa di SAN GIOVANNI IN VALLE edificata nel VI secolo e ricostruita dopo il terremoto del 1117. Si presenta con una facciata liscia e poco decorata, divisa verticalmente in tre sezioni e ornata da un protiro pensile. Sul fianco destro, oltre il campanile, si trova la canonica; una dimora di 900 anni che è la casa abitata più antica di Verona. L’interno della chiesa è basilicale, con tre navate divise da un'alternanza di pilastri ed esili colonne di marmo rosso; sulle pareti lacerti di affreschi del tardo medioevo. Nella cripta sotterranea sono custoditi due pregiati sarcofaghi in marmo: uno paleocristiano del IV secolo ornato con scene bibliche e l’altro pagano del III secolo, su cui è scolpita una coppia di sposi. E’ questo un luogo in cui si respira una profonda religiosità, dove riti pagani, ariani e cattolici si sono susseguiti e stratificati nel corso dei secoli. La chiesa infatti, sorge sopra un’area sepolcrale romana in cui era presente un tempio dedicato al dio Sole, e durante le dominazioni dei Goti e dei Longobardi accolse la loro cattedrale di culto ariano. Poco distante c’è PIAZZA CISTERNA che ricorda un campiello veneziano, con al centro il pozzo della cisterna sotterranea in cui veniva raccolta l'acqua che scendeva dalla vicina Fontana del Ferro. Il grosso serbatoio, che riforniva gli abitanti del popolare rione ed il monastero, fu costruito nella prima metà del XV secolo e rimase in funzione fino alla fine del XIX. Risalendo lungo le strade in salita arriviamo a VILLA FRANCESCATTI stupenda dimora appartenuta alle più importanti famiglie veronesi. Donata nel dopoguerra alle Suore della Sacra Famiglia ha ospitato per molti anni uno degli Ostelli della Gioventù più belli d’Europa
Proseguendo la strada si inerpica rapidamente sulla collina e dopo alcune centinaia di metri si arriva ad un incrocio in cui è presente la millenaria FONTANA DEL FERRO, da cui sgorga un’acqua apprezzata per la rinomata salubrità. Il nome deriva dalla dea Feronia, protettrice dei boschi e delle messi, per il carattere mistico del luogo dove in epoca romana venivano celebrati riti propiziatori. Un sentiero nella natura ci porta alle Mura Scaligere, la possente linea difensiva fatta costruire nel ‘300 da CANGRANDE DELLA SCALA. La cinta è formata da cortine e torri, protette da un profondo fossato scavato nel colle. Gli spigoli delle torri sono di laterizio, con la caratteristica lavorazione scaligera a denti di sega per ottenere un miglior collegamento con i muri delle pareti, di pietra e tufo. Rafforzata dai veneziani e dagli austriaci, la possente opera difensiva è in ottimo stato di conservazione, e offre dalle sue torri un'insolita vista sull’urbe. Seguendo le mura per poco più di un chilometro si arriva sino alla zona di San Zeno in Monte, dinnanzi alla casa madre dell'Opera Don Calabria, dove si trovano vari edifici religiosi e l'abitazione in cui visse il San Giovanni Calabria. Entrati in via SCALA SANTA percorriamo a ritroso, il suggestivo percorso di un'antica Via Crucis: una lunga scalinata in pietra bianca che gli abitanti del borgo risalgono in preghiera durante le celebrazioni della Settimana Santa, con le stazioni infisse nella parete sottostante l'Istituto Buoni Fanciulli. Scendendo si può visitare il MUSEO AFRICANO dei Padri Comboniani, una ricca esposizione allestita per mostrare ai veronesi le realtà culturali dei popoli tra cui vivono i missionari. Fondato nel 1938 e periodicamente riallestito

