La Chiesa della Santissima Trinità in Monte Oliveto è una chiesa romanica che sorge su una piccola collinetta nella zona di Piazza Cittadella. Edificata nella seconda metà del XI secolo dai monaci benedettini vallombrosani e varie volte ripresa, è consacrata alla Santissima Trinità, alla Beata Maria e tutti i Santi
Fu costruita tra il 1073 e 1077 sul Monte Oliveto, un piccolo colle che si leva poco fuori dalle mura di EPOCA ROMANA del centro città, a qualche centinaio di metri da PIAZZA BRA. Ricostruita dopo il devastante terremoto del 1117 e ampliata nel XVI secolo, è stata restaurata dopo i bombardamenti della 2° Guerra Mondiale che hanno distrutto il grande chiostro romanico. La facciata a capanna è romanica di tipo lombardo e conduce a un grande atrio, che è un prolungamento della chiesa originaria. La muratura invece è tipica del romanico veronese, con i caratteristici filari alternati di cotto e tufo, conclusa da archi rampanti sotto gli spioventi. Il portale d'ingresso ad arco ribassato è sormontato da un protiro pensile e affiancato da due finestre trifore per parte, sostenute da coppie di leggere colonne in marmo. Di solido impianto quadrato è il campanile, tipicamente veronese e molto probabilmente il prototipo romanico di tali manufatti. E' massiccio, rosso di mattoni e reso elegante dai corsi chiari di tufo, dalle lesene e dagli spigoli che lo risalgono; ornato da tre linee di archi a varie altezze e alleggerito dalle finestre trifore della cella campanaria. Come nella CHIESA DI SAN ZENO, nella muratura di base del campanile ci sono pezzi di lapidi e sculture romane, tipici materiali di reimpiego nel medioevo
L'interno presenta una pianta a croce latina e tetto a capanna; coro semicircolare e due cappelle laterali con volte a vela, che formano i bracci della croce. La pianta della chiesa è chiusa da un'abside che comprende tutta la larghezza della navata. Due cappelle sono affiancate alla maggiore absidale formando un transetto e sporgendo sulla linea del piedicroce. La piccola abside settentrionale è anch'essa costruita in mattoni "romani" rossi e grossi, a filari triplici, alternati regolarmente a un corso di tufo, presentando quindi uno dei primi esempi di tale tecnica muraria. Le altre parti superstiti della costruzione romanica sono databili negli anni intorno al 1130 e riconoscibili nell'abside maggiore, nel campanile e nell'atrio. Tra le varie opere d’arte in essa conservate si possono ammirare affreschi e tele del pittore veronese Domenico Brusasorzi; un affresco di Martino da Verona con una splendida Annunciazione gotica che orna l’arco trionfale; una scultura di Enrico di Rigino raffigurante la Santissima Trinità; pregevoli dipinti di Jacopo Ligozzi e di Giovanni Caliari
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