Santa Maria in Organo è una chiesa molto antica, le cui origini si perdono nel tempo e risalgono all'età dei Longobardi. Conserva una straordinaria decorazione pittorica, con opere dei maggiori pittori veronesi del medioevo ed elaborate tarsie
Inizialmente edificata tra il VI ed il VII secolo, fu distrutta e velocemente ricostruita dopo il terremoto del 1117 che colpì duramente Verona. Nel XVI secolo fu affidata ai Monaci Benedettini, che realizzarono un profondo intervento di trasformazione e rinnovamento delle strutture, con cui ricevette l'aspetto rinascimentale che conserva ancora oggi. All'epoca era affacciata su un ramo laterale dell'Adige, che venne interrato negli ultimi decenni dell'800. La maestosa facciata è incompiuta e si presenta con uno stile composito, divisa in due parti nettamente distinte. La parte inferiore in marmo bianco, opera del famoso architetto MICHELE SANMICHELI, è rinascimentale, con tre imponenti arcate separate da paraste e semicolonne corinzie. La parte superiore invece è gotica e mantiene l'originario rivestimento che alternava filari di mattoni in cotto e tufo, che termina nel sottotetto con una delicata decorazione ad archetti pensili. Rinascimentali sono anche le forme del campanile, presente sul fianco destro, che esce dagli schemi tipici veronesi: ordini sovrapposti di finestre bifore, cieche nei livelli inferiori e aperte nella cella campanaria, sormontati da un tamburo ottagonale su cui si erge una slanciata cupola
L'interno a tre navate ha la forma di una croce latina, con presbiterio e transetto rialzati rispetto alla chiesa plebana. Sin dal primo sguardo si percepisce di essere entrati in un tempio importante, che conserva una ricchissima decorazione pittorica: affreschi di Francesco Caroto e Nicolò Giolfino sui frontoni della navata centrale; pale di Antonio Balestra, Paolo Farinati e Francesco Torbido nelle cappelle laterali; dipinti di Francesco Morone, Domenico Brusasorci e Alessandro Turchi nella sagrestia. Sotto il presbiterio si trova la chiesa inferiore, costruzione preromanica a tre navate con volte a crociera, colonne e capitelli del VIII secolo. Tra i gioielli conservati a Santa Maria in Organo destano particolare ammirazione le tarsie presenti nel coro ligneo e sugli armadi della sagrestia; realizzate tra il XV e il XVI secolo dal frate Giovanni da Verona, raffigurano con certosina maestria paesaggi urbani, nature morte, oggetti comuni e di uso liturgico. Dello stesso autore è anche il candelabro del cero pasquale, opera in noce alta quasi 4 metri su cui sono intarsiati delfini, sfingi e immagini di Santi. Nella chiesa è presente anche la Muletta, una scultura lignea del XIII secolo raffigurante Gesù che entra a Gerusalemme; oggetto di molte leggende popolari la Domenica delle Palme usciva in processione lungo le vie della città
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