Santa Eufemia è una grande chiesa di interessante valore artistico che si trova a pochi passi da Corso Cavour. Lontana dal caotico mordi e fuggi degli itinerari turistici tradizionali è molto frequentata dai veronesi che risiedono in centro storico
Venne realizzata tra il 1275 e il 1450 in questo luogo, dove una piccola e omonima chiesa esisteva già dal medioevo, tra la riva del fiume e PORTA BORSARI. Nel XVIII e XIX secolo fu oggetto di importanti restauri per compensare lo scorrere del tempo, i mutamenti nei gusti estetici e i danni di alcune requisizioni a scopo militare. La facciata in mattoni è in stile neogotico, ma priva di omogeneità, con pregevoli elementi che sembrano recuperati a caso da altre chiese. Il portale è magnifico, sormontato da un grande arco a sesto acuto ornato da fini ricami nel cui vertice poggia una statua di Santa Eufemia. Sopra di esso lo sguardo incontra il grande rosone centrale e due spioventi in marmo bianco, ultimi resti della grande finestra rinascimentale distrutta nella 2° Guerra Mondiale. Sui lati della facciata si aprono due grandi bifore rinascimentali, ai cui piedi sono poste due urne pensili. A sinistra il sepolcro rinascimentale di Tommaso Lavagnoli, incastonato in una edicola marmorea progettata da MICHELE SANMICHELI e a destra quello romanico di Cavalcan Cavalcanti, semplice e anepigrafo. Altre due urne sono presenti lungo il fianco sinistro della chiesa, dove è pure un ingresso laterale sormontato da un protiro con lacerti di affreschi
Una porta sulla sinistra della facciata conduce al Chiostro dell'ex convento Agostiniano, ricco di colonne doriche e finestre a edicola, che in estate ospita SPETTACOLI TEATRALI. L'interno è un'unica navata con volta a botte, un grande arco trionfale prima della crociera, due cappelle gemelle ed un profondo presbiterio. Su ogni lato sono presenti sette altari che scandiscono lo spazio e lo impreziosiscono con pregevoli pale del '500: quelli sul lato destro sono ornati con opere di Jacopo Ligozzi (1° altare), Francesco Torbido (2), Domenico Brusasorzi (3), Agostino Ugolini (5) e Giambettino Cignaroli (7); quelli a sinistra con dipinti di Alessandro Bonvicino (1), Louis Dorigny (5), Bernardino India (6) e Claudio Ridolfi (7). A destra del Presbiterio si trova la gotica Cappella Spolverini; essa conserva l'originale pavimentazione a lastre tombali e dipinti del XVI secolo, tra cui le tre scene del Viaggio di Tobiolo di Francesco Caroto. Dietro l'altare maggiore si trova il sarcofago dei Dal Verme: un'opera monumentale del '300, con quattro colonne che sostengono un'arca marmorea ornata con motivi floreali e stemmi araldici, sovrastata da una tela di Felice Brusasorzi
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