Quasi celato in una anonima traversa di via Garibaldi, è un'interessante raccolta di ceramiche, dipinti, sculture, armi, reperti archeologici, monete e disegni iniziata nel rinascimento. Un museo particolare, in cui la visita comincia sin dall'esterno, dalla facciata che pare la solenne quinta di un teatro all’aria aperta
Le origini del Museo risalgono al 1955, quando il conte Mario Miniscalchi decise di costituire una Fondazione per studiare e catalogare migliaia di reperti e opere d'arte che appartenevano alla famiglia, provenienti da secoli di acquisti e regalie. Nel 1990 venne inaugurato il Museo, che prende il nome dal PALAZZO MINISCALCHI ERIZZO in cui è ospitato, occupandone 16 sale. Il Palazzo risale al XV secolo ed è costruito seguendo uno schema assai diffuso nell'architettura privata veronese del tardo medioevo: facciata monumentale avanzata sul frontestrada e cortile interno, attorno al quale si apre l'edificio residenziale vero e proprio. La facciata è un gioiello dell'architettura tardogotica, al centro della quale spiccano il portale a marmi policromi fortemente strombato e le due grandi bifore in stile veneziano, finemente decorata con affreschi del '500 di Michelangelo Aliprandi e Tullio India. Entrando ci si trova in un atrio, articolato su quattro vani ricchi di testimonianze archeologiche e architettoniche: un arco neogotico in tufo, una doppia coppia di antiche colonne in marmo rosso di Verona, capitelli a fogliame d'acanto. Nell'ultimo vano, sotto uno splendido soffitto ligneo, è esposta una slitta da traino monoposto, dipinta con mitologiche figure marine; un raro cimelio, forse uno di quelli che una cronaca del 1767 descrive gareggiare in PIAZZA BRA durante un inverno particolarmente nevoso
La visita al museo è aperta da un ampio scalone, che ricrea l'atmosfera di una ricca casa patrizia, su cui diciotto dipinti incassati in cornici di stucco ne arredano le pareti. Lungo lo scalone sono esposte anche due armature ornamentali e una acquasantiera bizantina del VI secolo. Lo scalone introduce nella Sala degli Antenati, rievocati dai quadri alle pareti; da qui si passa alla Sala del Procuratore, dal ritratto che commemora l'avvenuta nomina nel 1767 di Nicolò Erizzo a Procuratore della SERENISSIMA REPUBBLICA. Si accede quindi alla Sala delle Bifore, che ospita preziosi piatti istoriati rinascimentali, tra cui un piatto da parata appartenuto a Isabella d’Este Gonzaga realizzato nel '500. Oltre le Sale dei Bronzetti e del Camino si trova la Sala del Settecento Veneto, con un'antica portantina da trasporto. Adiacente è la Sala delle Icone Russe, finemente decorata con stucchi e dorature a foglie. Da questa si entra nella Biblioteca e poi nella Sala Wunderkammer con reliquie di varie epoche. La visita prosegue nell'Armeria orna di trofei d'armi, e nella Sala Archeologica che presenta vetrine con bronzetti etruschi, italici e romani, oltre a terracotte di uso domestico. Il percorso museale si conclude con la Saletta dell'Arte Sacra, che raccoglie numerosi oggetti devozionali e introduce alla Cappella, dove campeggia un altare del '700 in marmi pregiati
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web Museo Miniscalchi
