PALIO DEL DRAPPO VERDE


Nel quindicesimo canto della Divina Commedia (Inferno, versetti 121/124) Dante Alighieri, descrivendo l’incontro con il maestro Brunetto Latini, parla di una corsa che durante il medioevo si svolgeva a Verona: “Poi si rivolse e parve di coloro / che corrono a Verona il drappo verde / per la campagna. E parve di costoro / quelli che vince non colui che perde”. Si tratta di una corsa podistica che si disputava la prima domenica di quaresima, detta appunto “corsa del palio” o del “DRAPPO VERDE”.


Non si trattava di una competizione sportiva vera e propria, ma era una sorta di grande festa popolare, come lo sono ai giorni nostri il palio di Siena o le maratone stracittadine a cui partecipano migliaia di concorrenti o spettatori. Un misto di nobile e plebeo, come ci ricorda un cronista medievale (tal Della Corte) il quale narra che, durante il Palio “Verona montava in gran gloria, per l'accorrere gran cavalieri e gran dame anche da altre città”. Il Palio nacque nel 1208, quando EZZELINO DA ROMANO, sconfitti i conti guelfi di San Bonifacio e divenuto signore di Verona, decise di festeggiare il grande evento organizzando una corsa a piedi e una a cavallo, che avevano come premio dodici braccia di pregiato panno: verde per i podisti e rosso per i cavalieri.

Il regolamento di gara prevedeva anche un premio di “consolazione”: una gallina per l’ultimo corridore e una coscia di maiale per l’ultimo dei cavalieri, che entrambi erano obbligati a mostrare attraversando la città. Nel 1393, durante le dominazione viscontea, le corse diventarono tre, inserendo anche una corsa a piedi per le donne; nello STATUTO COMUNALE era previsto che al Palio avrebbero partecipato “le donne oneste, anche se ce ne fosse una sola. Se invece non ci sarà alcuna donna onesta che corra, allora in sostituzione verranno accettate anche le prostitute”. La corsa femminile, che mai ebbe un gran numero di partecipanti (anche a causa dei salaci commenti che il pubblico riservava alle concorrenti), fu poi definitivamente abolita nel 1637.
Agli inizi del XV secolo Verona entrò a far parte del Serenissima Repubblica e nel nuovo Statuto Comunale del 1450 venne previsto anche un palio degli asini, con un drappo bianco per il vincitore.

Nel 1534, su richiesta di San Bernardino, il Palio venne anticipato al giovedì grasso e dal 1756 fu spostato alla prima domenica di maggio, per sfruttare la concomitanza con la fiera di Campofiore. L'ULTIMO PALIO DEL DRAPPO VERDE fu quello disputato il 3 maggio del 1795; l’anno successivo infatti, gli occupanti francesi ne impedirono lo svolgimento per motivi di pubblica sicurezza.
Il percorso di gara per i podisti, la cui lunghezza variava tra i sette ed i dieci chilometri, nel corso dei secoli ha subito una serie di variazioni per adattarsi allo sviluppo della città: il tracciato prendeva il via dal sobborgo di Tomba, si snodava lungo le mura e attraversava la spianata (o “campagna” secondo l’Alighieri) a sud della città; rientrava nell’urbe attraversando l'Arco dei Gavi (successivamente dalla Porta del Palio) e percorreva il Corso Vecchio arrivando fino alla piazza dove fu poi costruita la chiesa di Santa Anastasia. In questo punto c'era un gran pilastro detto “la Meta” che rappresentava il punto di arrivo della gara; identico era il percorso riservato ai cavalieri.

Le cronache cittadine raccontano che una riedizione della celebre corsa fu organizzata il 26 marzo 1816, per festeggiare l'arrivo in città dell'imperatore austriaco Francesco II. Con mille difficoltà la tradizione del Palio di Verona è ripresa nel 2008, festeggiando gli ottocento anni dalla sua nascita; giunto in tal modo alla sua 591ma edizione, esso rappresenta oggi la corsa più antica del mondo. Un SIMPATICO RICORDO del Palio sopravvive sulla facciata di palazzo Carlotti, al civico 2 di corso Cavour, dove sotto una finestra, si legge questa frase:" a.di 2 m.o 1710/il giorno del palio/sono stato sargente/Giacometo di patulia/questo posto". L'oscuro sergente Giacometto ci fa sapere che il giorno 2 maggio del 1710 in quel luogo svolgeva il suo compito di controllore durante il Palio.

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