La chiesa di Santo Stefano è uno degli edifici più antichi di Verona, che conserva ancora oggi le originarie mura perimetrali paleocristiane.
Venne costruita attorno al 450 sopra un area cimiteriale posta all'esterno delle mura romane, quando iniziò a diffondersi anche in Veneto il culto di Santo Stefano (il primo martire cristiano) le cui reliquie erano state ritrovate nel 415 vicino a Gerusalemme. Una basilica cimiteriale che probabilmente fu LA PRIMA CATTEDRALE di Verona, come lascerebbero intuire la presenza delle tombe vescovili del V-IX secolo e l'antica cathedra altomedievale in pietra, conservata nell'abside.
La struttura originaria venne modificata nel X secolo creando le attuali navate, realizzando la cripta sotterranea e chiudendo le grandi finestre laterali che davano (troppa) luce all'interno. Pur non avendo subito gravi danni durante il terremoto del 1117, venne ristrutturata anche durante il XII secolo, adeguandosi allo stile romanico del tempo; ulteriori interventi tra il trecento ed il settecento portarono alla realizzazione degli altari e delle cappelle che ornano le navate laterali.
La FACCIATA è imponente e tipicamente romanica, con fasce alternate di pietra e mattoni in cotto che vengono interrotte da una coppia di lesene poste ai lati del piccolo protiro pensile; con un rosone centrale e due longilinee monofore (realizzate nell'ottocento) che alleggeriscono la struttura, portando lo sguardo verso la finestrina a croce sovrastata da una cornice di archetti ciechi sotto gli spioventi. Interessante il tiburio ottagonale con doppio ordine di finestre bifore che sovrasta l'edificio; realizzato in mattoni durante il XII secolo, è l'unico di tipo lombardo presente nel territorio veronese.
L’interno è a croce latina con TRE NAVATE, di cui la centrale è poco più ampia ed alta delle laterali. Divisa in chiesa plebana, cripta e presbiterio sopraelevato, conserva numerose opere d'arte, tra cui una statua lapidea del XIV secolo raffigurante San Pietro in Cattedra; superbi dipinti del '500 di Domenico Brusaorci, Giovanni Caroto e Battista del Moro; affreschi trecenteschi di Martino da Verona.
Assolutamente da visitare la CAPPELLA DEGLI INNOCENTI, situata sulla destra dell'ingresso. E' uno splendido gioiello dell'arte barocca, decorata con stucchi manieristici di mirabile bellezza e tre magnifiche pale di Alessandro Turchi, Pasquale Ottino e Marcantonio Bassetti; contiene le reliquie di quattro vittime della Strage degli Innocenti ordinata da Erode, di quaranta martiri e di cinque santi vescovi veronesi. Interessante anche la CRIPTA sotterranea, con volte a crociera che poggiano su colonne e capitelli del VIII secolo.
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