Una grande chiesa, con annesso convento francescano e circondata da alte mura che celano la vista ai passanti, che venne realizzata nella seconda metà del XV secolo.
Nei primi decenni del XV secolo frate Bernardino da Siena era noto in tutta la penisola per le sue doti di predicatore e moralizzatore dei costumi, e per alcuni miracoli che gli venivano attribuiti. Dopo la sua morte (1444) molti edifici religiosi a lui dedicati vennero edificati nei luoghi ove era stato, tra cui anche Verona. I lavori iniziarono nel 1451, un anno dopo la canonizzazione del Santo, e poterono dirsi pressoché conclusi nel 1466 con la realizzazione in località Fornase, a pochi passi da Castelvecchio, di una GRANDE CHIESA con annesso convento francescano. Entrembi sono completamente circondati da alte mura che celano la vista ai passanti.
Abbellimenti e costruzioni proseguirono nei decenni successivi, con la realizzazione del portale rinascimentale, delle cappelle e degli altari che impreziosirono l'interno, dei chiostri affrescati e della ricca BIBLIOTECA frutto di un lascito testamentale. Superate indenni le dominazioni francesi e austriache, il complesso è stato gravemente danneggiato durante l'ultima guerra e restaurato rispettando le forme originali. Dalla pubblica via si accede direttamente al sagrato della chiesa, circondato dal maggiore dei chiostri presenti nel complesso religioso.
L'edificio si presenta con la facciata principale di stile neogotico, semplice e volutamente povera, realizzata con mattoni in cotto e una sobrietà che è tipica delle chiese dedicate al frate francescano: un rosone marmoreo con doppio ordine di strombature, due lunghe finestre ad arco trilobato e tre pinnacoli gotici che svettano sulla sommità. Il notevole PORTALE rinascimentale, decorato con motivi floreali nei capitelli laterali e sull'architrave, è in marmo grigio-azzurro e sormontato da un arco ribassato su cui poggiano le statue dei santi Bonaventura, Bernardino e Antonio da Padova. Nella lunetta un altorilievo con san Francesco che riceve le stigmate.
L'interno è insolitamente ripartito su DUE NAVATE: la maggiore, alta e spaziosa, corrisponde alla chiesa originaria, mentre la minore è il frutto di ampliamenti successivi e funge da raccordo per le cappelle laterali che da essa oggi dipartono. Queste furono costruite a partire dal 1486 e ornate con dovizia di opere d'arte che resero San Bernardino uno dei maggiori complessi artistici della città, tra cui vari dipinti di Antonio Badile, Francesco Caroto, Nicolò Giolfino, Francesco Benaglio, Antonio Balestra e Domenico Morone.
Particolarmente interessante è la CAPPELLA PELLEGRINI, l'ultima prima del presbiterio e la sola ad avere una pianta circolare. Fu progettata da Michele Sanmicheli e realizzata con un sapiente gioco di nicchie, colonne scanalate e stucchi che le conferiscono una suggestiva eleganza; la sua cupola, decorata a cassettoni, protegge un'incantevole pala d'altare di Bernardino India e un "Padre Eterno" dipinto da Pasquale Ottino.
Sul lato sinistro della navata principale sono presenti un fastoso pulpito quattrocentesco di forma poligonale sormontato da un ricercato baldacchino, un altare barocco disegnato da Francesco Bibbiena e uno splendido ORGANO PENSILE, nelle cui portelle sono i santi Bernardino e Francesco dipinti da Domenico Morone. All'interno del convento è di rilievo la SALA MORONE che venne costruita come biblioteca a cavallo del cinquecento e ornata con un ciclo di affreschi perfettamente conservati; realizzati da Domenico e Francesco Morone, hanno come principale soggetto le immagini di santi, martiri e pontefici dell'ordine francescano.
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