Nella centralissima piazza delle Erbe, le Case dei Mazzanti sono tra i palazzi più antichi della città ed un mirabile esempio di pittura delle facciate tipica del Rinascimento
L'uso di dipingere le facciate esterne di case e palazzi è molto antico, e nella città di Verona tale consuetudine era talmente diffusa che nel Rinascimento la città si era conquistata il soprannome di "Urbs picta", città dipinta. Inizialmente la pittura sulle facciate veniva realizzata solo per proteggere le superfici murarie da pioggia, neve ed altre intemperie, ma ben presto venne impiegata come prezioso ELEMENTO DECORATIVO. Sui palazzi dei ricchi signori iniziarono a comparire disegni geometrici, imitazioni di tappezzerie, fregi complessi ed interi cicli figurativi, realizzati con pigmenti terrosi che mescolati all'acqua venivano applicati sull'intonaco fresco. Vento, pioggia e sole con l'inesorabile scorrere dei secoli hanno cancellato in gran parte l'aspetto pittoresco e coloratissimo dell'urbs picta, ma qualcosa di meraviglioso è ancora rimasto, come le Case Mazzanti.
Situate lungo il orientale della centralissima piazza delle Erbe, le Case dei Mazzanti sono tra i palazzi più ANTICHI della CITTA': uno splendido caseggiato che inizia dopo il Volto Barbaro e che si allunga fino all'angolo con Corso Sant'Anastasia. E' noto che già nel trecento la parte superiore veniva utilizzata dagli Scaligeri come granaio, mentre nella parte inferiore erano aperte botteghe, magazzini e abitazioni. Nei primi anni del '500, durante la breve dominazione su Verona di Massimiliano d'Austria, l'edificio fu donato dall'imperatore a Giovanni Gonzaga, che nel 1527, lo vendette alla famiglia Mazzanti.
Fu allora che i nuovi proprietari fecero dipingere ad ALBERTO CAVALLI le facciate dell'edificio "ad ornamento della patria e per decoro suo e dei suoi", come recita l'iscrizione latina ancora oggi visibile nel prospetto verso piazza Erbe. Sulle pareti già affrescate con finte architetture il pittore mantovano aggiunse le Allegorie dell'Ignoranza, della Prudenza e dell'Invidia; sul corpo d'angolo quelle della Lotta tra Giganti e della Provvidenza. Uno sguardo merita anche il retro dell'edificio, dove una ripida scala esterna e la splendida vera del POZZO con guide in ferro che permettevano di calare i secchi dalle case, compongono uno degli angoli più intimi e pittoreschi di Verona.
Oggi molti degli affreschi che un tempo ornavano edifici religiosi e privati del centro storico sono esposti nel MUSEO degli AFFRESCHI di via del Pontiere, adiacente alla Tomba di Giulietta. Si tratta di opere d'arte realizzate tra il X° ed il XVI° secolo recuperate nella Grotta dei Santi Nazaro e Celso (uno dei più antichi sacelli del territorio veronese), sulle pareti esterne del palazzo Fiorio della Seta, nella Sala della Musica di Casa Guarienti e vari altri edifici di Verona.
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