Via Mazzini è la strada lunga e stretta che unisce Piazza Brà e Piazza Erbe; è una delle più antiche e prestigiose strade pedonali d’Europa, realizzata nel '300 appositamente per collegare le due Piazze. La prima parte ricalca un decumano di epoca romana, mentre la seconda è stata aperta dopo la demolizione di vari edifici medievali
Conosciuta con il nome di Via Nova, era priva di pavimentazione e occupata in molte zone dalle tettoie delle botteghe artigiane. Venne sistemata e lastricata agli inizi del XIX secolo e nel 1907 il Consiglio Comunale decise di intitolarla all’eroe della patria Giuseppe Mazzini. Oggi è la via dello shopping per eccellenza, su cui si affaccia una ininterrotta sequenza di eleganti negozi delle maggiori griffe italiane ed internazionali. Nonostante la posizione centrale, il grande prestigio e la millenaria storia, non è particolarmente ricca di pregi architettonici e artistici. Agli inizi della strada, a pochi passi da PIAZZA ERBE è presente la chiesa di San Tomio, che durante la dominazione francese venne soppressa e trasformata nel Teatro Morando, alle cui rappresentazioni assistette anche Maria Luisa d'Austria, moglie di Napoleone e figlia dell'imperatore Francesco. Le sue origini sono antiche e documentate sin dal VIII secolo, mentre l'attuale aspetto neoclassico deriva dai lavori eseguiti nel 1748 dall'architetto Adriano Cristofali. Al civico 19 sorge Palazzo Giusti, un edificio realizzato nel '400 caratterizzato da una commistione di stili tardogotico e rinascimentale
Nel corso dei secoli ha ospitato anche l’Accademia dei Filotimi, poi un teatro e un albergo. Dell'antica struttura oggi rimangono ancora due finestre trilobate e un bel portale ad arco acuto, scolpito a spirali fiorite, recante lo stemma della nobile famiglia Giusti. Alla confluenza con via Alberto Mario, dove un tempo esisteva una fonderia di campane, merita particolare attenzione la Loggia Arvedi. L'edificio, uno dei migliori esempi di neoclassicismo veronese nell’edilizia privata, fu realizzato nel 1816 su progetto di Giuseppe Barbieri, lo stesso architetto di PALAZZO BARBIERI. La facciata ha un corpo centrale avanzato, con il piano terra che si articola su tre arcate a tutto sesto impostate su semicolonne; al livello superiore si apre la Loggia che dà il nome al palazzo, con colonne ioniche e balcone a pianta ellittica. L'edificio si conclude in alto con un timpano dove è raffigurato Ercole che lotta contro il leone Nemeo. Nell'ultima casa a sinistra, prospiciente PIAZZA BRA ci sono due epigrafi in marmo, che commemorano giovani uccisi per mano austriaca negli anni dell'irredentismo italiano. Dove la via si apre verso la Piazza, si trova una moderna panchina stilizzata a forma di cuore ed una esile colonna con edicola del '300 sulle cui facce sono scolpiti San Marco, San Antonio Abate, San Giacomo e la Madonna
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