PIAZZA BRA'

INDIRIZZO
piazza Brà
37121 Verona (vr)

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Per visitare Verona è naturale partire dalla centralissima PIAZZA BRA', che fonde nella solare ed accesa luminosità che l'attraversa, edifici di epoche ed architetture diverse. L'Arena, palazzo Barbieri e la Gran Guardia sono quelli più celebri ed ammirati, ma non da meno sono la Fontana delle Alpi, il Liston e i suoi palazzi, le mura viscontee, la statua di Vittorio Emanuele II e la Torre Pentagona.

Arrivando con le autostrade o il treno, si entra in città ammirando la facciata in pietra bianca di PORTA NUOVA, capolavoro dell'architettura militare realizzato nel cinquecento dal Sanmicheli. Segue un largo viale alberato al termine del quale, oltrepassati i Portoni della Brà e l'adiacente Torre Pentagona, si accede alla piazza e al cuore pulsante dell'urbe.
Iniziamo la visita accarezzando il monumento equestre di Vittorio Emanuele II, realizzato dalla cittadinanza nel 1883 per onorare l'amato sovrano (artefice dell'unità d'Italia) nel quinto anniversario della morte. Dietro di esso, nel mezzo dei secolari abeti che ornano il giardino centrale, c'è la Fontana delle Alpi, che dal 1975 ricorda il gemellaggio tra la città scaligera e Monaco di Baviera. I Veronesi con affetto la chiamano "struca limoni" per quella sua forma singolare che ricorda uno spremi agrumi, e amano festeggiare le grandi imprese sportive con un bagno nelle sue acque.

Di fronte a noi c'è PALAZZO BARBIERI, sede dell'amministrazione comunale. E' un imponente edificio in stile neoclassico che fu realizzato tra il 1836 ed il 1848; ispirato alle forme degli antichi templi romani si presenta con una maestosità che lascia sconcertati, offrendo una visione globale di tutta la facciata. La parte centrale è costituita da un pronao corinzio sporgente a cui si accede per un'ampia gradinata, sovrastato da un grande frontone triangolare in cui è inserito lo stemma della città. Le due ali sono decorate da grandi mezze colonne che ne amplificano la monumentalità e scandiscono le finestre rettangolari dei due piani; quelle al primo piano sono sovrastate da archetti incavati, e quelle al secondo da un mezzanino sottostante il tetto.

A destra vediamo parte della cerchia di mura fatte edificare da Gian Galeazzo Visconti alla fine del XIV secolo, durante il breve periodo della dominazione lombarda sulla città. Poco oltre si erge la GRAN GUARDIA, un monumentale palazzo che pare quasi voler gareggiare con la gran mole dell'Arena; iniziato nel 1610 fu inaugurato solo nel 1853 a causa delle continue interruzioni nei lavori. Disposto su due piani e un attico ha una lunghezza di quasi novanta metri, con tredici maestose arcate in robusto bugnato rustico che sostengono il piano nobile. Questo si eleva su un architrave a metope e triglifi, finemente ritmato da grandi finestre rettangolari separate da semicolonne doriche binate, inquadrate in un'alternanza armonica di timpani triangolari e curvilinei. Sopra a tutto il piano attico, che pare una sorta di preziosa corona posta sul capo d'un Re.

Sul lato nord-ovest della piazza c'è il LISTON, un ampio marciapiede in pietra rosa lastricato nel settecento, che segue l'andamento curvilineo della piazza, su cui si affacciano palazzi nobiliari che ospitano bar, pizzerie e ristoranti, sempre affollati da turisti di passaggio e veronesi intenti a far salotto. Al civico 26 c'è lo splendido palazzo Ottolini, di gusto sanmicheliano, subito seguito dal quattrocentesco palazzo Guglienzi nella cui facciata è presente una "Madonna con Bambino" realizzata dal Morone.

Al numero 18 c'è il palazzo Righetti, su cui è presente un affresco attribuito al Caroto. Di fianco spicca il cinquecentesco PALAZZO MALFATTI HONORIJ, progettato dal Sanmicheli che riprese con le sue arcate in bugnato le poderose fattezze dell'Arena. La sua facciata è un mirabile esempio di prospettiva che allude alla classicità con il porticato a bozze marcate e l'inserimento di teste nelle chiavi di volta, mentre il piano nobile, che si articola in ariosi poggioli e finestre, ne amplifica la grandezza. Al civico 10 c'è Casa Faccioli, un palazzo neoclassico con colonne ioniche che si alternano a finestre timpanate.

Su tutto domina L'ARENA, il monumento che più di ogni altro ricorda le origini romane della città e suo simbolo in tutto il mondo. Un grandioso anfiteatro, il terzo per grandezza fra quelli a noi giunti ed il meglio conservato, nonostante nel 1183 un terremoto abbia distrutto il triplice ordine di arcate sovrapposte che lo circondavano interamente e di cui oggi rimane solo uno scorcio, formato da quattro campate, che i veronesi amorevolmente chiamano "ala". Eretta nel primo secolo d.C. con il marmo estratto da cave della provincia, è un'ellisse larga centodieci metri e lunga centoquaranta, realizzata con una ininterrotta sequenza formata da 72 doppie arcate in pietra.

Durante gli anni dell'impero accolse combattimenti di gladiatori e nel corso dei secoli ospitò spettacoli di ogni genere: tornei, giostre, duelli, balletti, circhi, ascensioni di mongolfiere ed anche corride; dall'estate del 1913 ospita la più grande stagione lirica all'aperto del mondo, a cui assistono seicentomila spettatori ripartiti su una cinquantina serate, con cinque o sei grandiose produzioni. La piazza offre il meglio di sé durante il periodo natalizio, quando accoglie una enorme STELLA COMETA che esce dall'Arena, e in occasione dei festeggiamenti per santa Lucia (10/13 dicembre), quando arrivano le bancarelle con dolci, giocattoli e prodotti dell'artigianato.

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