LOGGIA DI FRA' GIOCONDO

INDIRIZZO
piazza dei Signori
37121 Verona (vr)

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La Loggia di Fra' Giocondo (detta anche "Loggia del Consiglio"), situata sul lato settentrionale della piazza dei Signori, adiacente al palazzo di cangrande e di fronte al palazzo del Capitano, è da molti ritenuta la più splendida e geniale affermazione del Rinascimento a Verona.

L’edificio fu realizzato durante il dominio della Repubblica di Venezia, un'epoca in cui nelle campagne si avviò la costruzione delle straordinarie ville venete e nell'urbe le strade si abbellirono con eleganti palazzi riccamente adorni di decorazioni marmoree ed affreschi ispirati a motivi classici. La città, seppur governata da due nobili veneziani (il Podestà e il Capitano), mantenne una certa autonomia, che esprimeva attraverso il Consiglio dei cittadini illustri, di cui questa elegante Loggia era destinata ad ospitarne le riunioni.

Terminata nel 1492 è un unicum dell'epoca rinascimentale: se da un lato la sua struttura si ritrova negli edifici del centro Italia, la policromia dei marmi del PIANO INFERIORE e gli affreschi di quello superiore è tipica della tradizione locale. I due piani sono suddivisi in spazi perfettamente simmetrici, alla ricerca di un'armonia fra le singole parti ed il tutto, che nel Rinascimento assurge a valore cosmico. La morbida eleganza del loggiato poggia su un basamento a gradoni in pietra bianca: è scandito in due aree dalla presenza di tre pilastri, uno al centro e due laterali che inquadrano quattro arcate ciascuno, sostenute da sei sottili COLONNE CORINZIE a colori alterni (bianco, rosso ed azzurro) che ne slanciano la figura. I pilastri presentano una decorazione a candelabre vegetali, con l'inserimento al centro di profili di imperatori romani.

Guardando attentamente verso l'interno della loggia si scorge un'elegante PORTALE su cui campeggia il motto "pro summa fide summus amor" (a massima fedeltà massimo amore), voluto da Venezia per sancire la fedeltà dei veronesi. La porta ai lati è adorna di pilastri a motivi vegetali che richiamano quelli dei pilastri esterni. Conduce alla SALA MAGNIFICA, che contiene quadri notevoli, tra cui "La consegna delle chiavi della città al comandante veneziano" del Creara.

Il piano nobile, separato da quello inferiore da una banda in pietra bianca, è suddiviso in quattro campate da cinque lesene magnificamente scolpite. La meraviglia di questo piano è data dalla decorazione con medaglioni e profili dei Cesari su sfondo dorato, che simula un rivestimento marmoreo. Ogni campata inquadra una finestra biforata, sormontata da architrave e timpano curvilineo, decorato con lo stemma del Comune e sostenuto fantasiosamente da grifi e da sirene. Sulla sommità della facciata sono presenti STATUE DI GRANDI VERONESI dell'epoca romana: partendo da sinistra sono ritratti l'architetto Marco Vitruvio Pollione, il poeta Valerio Catullo, il naturalista Plinio il Vecchio, il poeta Emilio Macro e lo storico Cornelio Nipote.

La facciata sul lato di via delle Fogge mantiene la suddivisione frontale della facciata centrale: il piano superiore presenta due bifore, mentre quello inferiore è chiuso e riprende la policromia delle colonne nelle punte di diamante colorate di cui è rivestito. L'arco trionfale che conduce a via della Fogge reca scolpiti sui basamenti un'ara fiammeggiante sacrificale ed un trofeo di armi. I disegni floreali sulle colonne con al centro gli inserti dei profili dei Cesari riprendono quelli dei pilastri della loggia. In cima all'arco si può ammirare la statua di GEROLAMO FRA CASTORO, medico cinquecentesco stimato dagli scienziati per i suoi studi sui batteri e amato dalla povera gente, che curava gratuitamente. Secondo la tradizione egli lascerà cadere la sfera nel momento in cui un cittadino onesto passerà sotto l'arco ...ma sino ad ora ciò non è mai accaduto.

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