Loggia di Fra Giocondo

La Loggia di Fra' Giocondo è in Piazza dei Signori, accanto al Palazzo di Cangrande. Realizzata nel XV secolo, viene ritenuta la più geniale affermazione del Rinascimento a Verona. Fu sede del Consiglio dei Cittadini Illustri e oggi della Provincia di Verona

Nei secoli in cui fece parte della SERENISSIMA REPUBBLICA la città era governata da due nobili veneziani (Podestà e Capitano), affiancati dal Consiglio dei Cittadini Illustri, di cui questa elegante Loggia ospitava le riunioni. Terminata nel 1492 è un unicum dell'epoca rinascimentale: se da un lato la sua struttura si ritrova in vari edifici del centro Italia, la ricca policromia dei marmi del piano inferiore e gli affreschi di quello superiore è tipica della tradizione locale. La morbida eleganza del loggiato poggia su un basamento a gradoni in pietra bianca: è scandito in due aree dalla presenza di tre pilastri, uno al centro e due laterali che inquadrano quattro arcate ciascuno, sostenute da sottili colonne a colori alterni (bianco, rosso ed azzurro) che ne slanciano la figura. I pilastri presentano una decorazione a candelabre vegetali, con l'inserimento al centro di profili di imperatori romani. All'interno della loggia è presente un grande portale, su cui campeggia il motto "pro summa fide summus amor" (a massima fedeltà massimo amore), ornato sui lati con pilastri a motivi vegetali che richiamano quelli dei pilastri esterni

Conduce alla Sala Magnifica, che contiene quadri notevoli, tra cui "La consegna delle chiavi della città al comandante veneziano" del Creara. Il piano nobile, separato da quello inferiore da una banda in pietra bianca, è suddiviso in quattro campate da cinque lesene scolpite. La meraviglia di questo piano è nella decorazione con medaglioni e profili dei Cesari, che simula un rivestimento marmoreo; ogni campata inquadra una finestra bifora, decorata con lo stemma del Comune. In cima alla facciata sono presenti 5 statue di grandi personaggi veronesi dell'epoca romana: da sinistra Marco Vitruvio Pollione, VALERIO CATULLO, Plinio il Vecchio, Emilio Macro e Cornelio Nipote. L'arco trionfale che conduce a via Delle Fogge reca scolpiti sui basamenti un'ara sacrificale ed un trofeo di armi; i disegni floreali sulle colonne con al centro i profili dei Cesari riprendono quelli dei pilastri nella loggia. In cima all'arco è presente la statua di GIROLAMO FRACASTORO medico del '500 famoso per i suoi studi sui batteri. Secondo la tradizione egli lascerà cadere la pesante sfera che tiene in mano, quando un cittadino onesto passera sotto l'arco, ma sino ad oggi non è mai accaduto

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