Corso Porta Borsari

Corso Porta Borsari è una elegante strada pedonale del centro storico di Verona, che unisce Piazza Erbe con la millenaria Porta Borsari. Ricalca il tracciato del Decumano Massimo, che in epoca romana era una delle principali arterie cittadine

Dal lato di Piazza Erbe il Corso inizia ai piedi della TORRE DEL GARDELLO un alto edificio in mattoni che dal 1370 ospita il più antico orologio a campana della città. Di fronte, la casa d'angolo con Piazza Erbe è frutto del rimaneggiamento dell'antica Casa Curioni, costruita nel 1575 per "patriae decori et meo commodo", come recita l’epigrafe che corre lungo il primo piano dove permane l'originale balaustra decorata con trofei d'armi. Al civico 7 la casa natale dello scrittore EMILIO SALGARI. Risalendo il Corso si incontrano piccole vie laterali, che portano ad angoli caratteristici della città. E’ il caso di Corte Sgarzarie a cui si accede da una grande arco con lo stemma della FAMIGLIA DELLA SCALA sulla chiave di volta. Situata sul lato destro dopo il civico 12, ospita una loggia che nel medioevo accoglieva il mercato delle lane e dei panni. Di fronte all’arco, nell’angolo con vicolo San Marco c'è il Palazzo Rizzardi Ferriani, raro esempio di architettura barocca a Verona. Sulla facciata è presente un balcone che sormonta un portale bugnato, con due teste scolpite che rappresentano vecchiaia e gioventù. Entrando in Vicolo San Marco si arriva al POZZO DELL'AMORE uno degli angoli più romantici della città, a cui la tradizione lega il triste epilogo di una storia d'amore. Lungo il Corso si trova la chiesa di San Giovanni in Foro; la sua fiancata meridionale prospetta sulla strada ed è ornata da due alte finestre rinascimentali, tra cui si intravede un affresco di Domenico Brusasorzi che raffigura la deposizione di Cristo dalla Croce

Sulla destra un sarcofago, che sovrasta una piccola lastra di marmo rettangolare, utilizzata per secoli nelle previsioni meteorologiche: asciutta tempo buono e cattivo se umida. La chiesa è molto antica e fu ricostruita dopo un grande incendio divampato nel 1172 attorno a PIAZZA ERBE. Nel palazzo di fronte, al civico 21, c'era la pasticceria di Domenico Melegatti in cui nel 1894 nacque il PANDORO DI VERONA il dolce natalizio famoso in tutto il mondo; sulla facciata sono ancora visibili la storica insegna e le riproduzioni in pietra dei caratteristici dolci che ornano le terrazze al quarto piano. Al numero 32 sorge lo Stal de le Vecie, un edificio di impianto duecentesco e varie volte rimaneggiato, che fungeva da rimessa e stallaggio dei cavalli. All'angolo con via IV Spade c'è un palazzo che conserva i resti di un arco trionfale romano presente sul Decumano Massimo, parzialmente visibile nella parete in vetro del negozio al piano terra. Nella parte finale il Corso si allarga, formando quasi una piazza: questo era lo spazio che anticamente occupava l'intera porta di ingresso alla città. Sul fianco c'è Palazzo Benciolini su cui sono visibili i resti di un notevole affresco di Francesco Morone raffigurante la Madonna con il Bambino; a destra dell'affresco sono murate due tabelle che indicano l'altezza raggiunta dalle inondazioni del 1868 e 1882. Oggi quello che rimane della romana PORTA BORSARI è solamente la facciata esterna in pietra dell'antica Porta Iovia. Fu costruita nel I secolo d.C. e presenta le caratteristiche tipiche dell'architettura imperiale, con una struttura articolata su tre livelli e due imponenti torri di guardia

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