ZANNONI LA MANO CHE CREA



sino al fine gennaio la Galleria d'arte moderna e contemporanea Achille Forti a Verona ospita nei suoi secolari saloni la mostra LA MANO CHE CREA - GALLERIA PUBBLICA DI UGO ZANNONI (1836-1919), scultore, collezionista e mecenate. Una esposizione che offre uno studio dedicato all’artista e al tema del mecenatismo che ha portato alla nascita delle collezioni civiche della Galleria d’Arte Moderna. Il punto di avvio del progetto è la vicenda di uno dei maggiori scultori dell’Ottocento veronese, Ugo Zannoni. Egli visse una lunga carriera all'insegna di relazioni artistiche tra Verona, Milano e Venezia, animata dall’impegno civile a favore della cultura e dei musei cittadini. Tra il 1905 e il 1918, donò ai Musei Civici veronesi la sua cospicua collezione di opere d'arte, contribuendo così a gettare le basi per la costituzione di una Galleria d’Arte Moderna a Verona.
 
Nella raccolta delle circa 200 opere donate, sono presenti artisti che Zannoni ha frequentato e altri animatori di ricerche scultoree e pittoriche significative del secondo Ottocento, tra realismo, umori risorgimentali e nuove poetiche della luce. Tra loro, Domenico Induno, Mosè Bianchi, Filippo Carcano, Leonardo Bazzaro, Julius Lange, Luigi Nono, e il più moderno pittore divisionista Angelo Morbelli. Tra i veronesi, Angelo Dall'Oca Bianca, Francesco Danieli e il cugino dello scultore, Giuseppe Zannoni. Tra i soggetti rappresentati spiccano generi figurativi del paesaggio e del ritratto. In esposizione, nell'ampia quarta sala della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, vengono rievocati l’atelier dello scultore e la collezione dell'artista, tipica di una galleria privata dell’Ottocento. La mostra fa rivivere, anche, l'ordinamento della prima esposizione civica d'arte moderna, allestita in tre sezioni nel Museo Civico a Palazzo Pompei dal 1908 al 1938 con opere di Ugo e Giuseppe Zannoni, artisti veronesi e Forestieri.
 
La fama dell’artista è legata anche alla realizzazione di un monumento simbolo della città di Verona, la statua di Dante Alighieri, situata al centro della Piazza dei Signori, con lo sguardo rivolto ai palazzi Scaligeri dove il Poeta, durante l’esilio da Firenze, fu accolto da Cangrande della Scala. Zannoni eseguì quest’opera da giovane, non ancora trentenne, aggiudicandosi la vittoria di un importante concorso promosso per la ricorrenza del VI centenario della nascita del Poeta. L’esposizione è stata volutamente concepita per essere proposta al pubblico in concomitanza dell’ufficiale apertura dell’anno dedicato alle celebrazioni dei 700 anni della morte di Dante, prevista il prossimo settembre 2020. In mostra, infatti, è esposto il bozzetto in bronzo del famoso monumento dantesco, a rappresentare questo episodio cruciale del percorso artistico dello scultore. Ma se questa tappa della carriera di Zannoni è nota ai più, l’iniziativa considera anche risvolti meno popolari della vita dello scultore veronese e, in particolare, esplora il contesto delle amicizie, degli affetti famigliari e delle relazioni che ne hanno segnato il percorso in un’epoca di grande fervore civile della città e della Nazione.
 
>> BIGLIETTO intero 4,00 euro; ridotto 2,50. La mostra è visitabile da martedì a domenica dalle 11.00 alle 17.00; chiusa il lunedì. Il biglietto può essere acquistato su museiverona.com, prenotando anche l’orario di ingresso.
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