Porta Borsari

Porta Borsari è una maestosa porta romana risalente al I secolo d.C. che nell'età imperiale era il principale ingresso all'urbe. Da essa entrava a Verona la via Postumia, importante strada consolare che collegava il mar Tirreno con il mare Adriatico

In epoca romana le maggiori Porte di ingresso alle città erano costruite all'inizio del Cardo Massimo e del Decumano Massimo, le principali arterie cittadine che s'incrociavano nel Foro, il fulcro della vita economica e religiosa. Erano edifici di rilevante architettura, con ampi locali destinati a soldati e funzionari doganali. Venivano realizzate con estrema cura, utilizzando materiali nobili ed eleganti decorazioni per far capire ai visitatori l'importanze dell'urbe in cui stavano entrando. Situata alla fine di CORSO CAVOUR è giunta sino ai nostri giorni in un mirabile stato di conservazione. In origine era il principale ingresso cittadino, da cui entrava a Verona la consolare Via Postumia, che entro le mura diventava il Decumano Massimo, mentre al Cardo Massimo si accedeva attraverso la PORTA DEI LEONI. Il nome attuale ha origine medievale e deriva dai bursarii, che riscuotevano i dazi sulle merci

In EPOCA ROMANA era chiamata Porta Iovia per la presenza nelle vicinanze di un tempio dedicato a Giove Lustrale, ed era difesa da due imponenti torri di guardia. Fu costruita verso la metà del I secolo d.C. con le caratteristiche tipiche dell'architettura del primo impero e struttura su tre livelli. In origine era un edificio con corte centrale e doppi passaggi nelle facciate, di cui è rimasta solo la facciata esterna in calcare bianco. Nel livello più basso si aprono due fornici ad arco, inquadrati da due semicolonne con capitelli corinzi, che sorreggono trabeazione e frontone. Al di sopra la parete della porta è articolata su due livelli sovrapposti, scanditi da finestre, alcune delle quali inserite in piccole edicole con frontone triangolare. Una iscrizione nell'architrave sopra i fornici, ricorda i lavori di ampliamento della cinta muraria voluti dall'imperatore Gallieno nel 265. "La porta è stretta fra antichi edifici che in prospettiva creano una precisa veduta da città ideale tipica di dipinti e scenografie rinascimentali. Non a caso costituì uno degli elementi ispiratori della architettura del Quattro e Cinquecento, tanto da apparire raffigurata anche in medaglie dedicate a umanisti e principi" (Bonechi, Arte e Storia di Verona)

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