PALAZZO della GRAN GUARDIA

INDIRIZZO
piazza Bra
37121 Verona (vr)

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Piazza Bra è una delle piazze più belle del mondo, circondata da monumenti di varie epoche che creano un ambiente magico e suggestivo... la maestosa Arena, il seicentesco palazzo della Gran Guardia, l'imponente Palazzo Barbieri ed il Liston, brulicante di caffè e ristoranti.

La GRAN GUARDIA è un monumentale palazzo che occupa il lato sud della centrale Piazza Bra e che ogni giorno pare quasi voler gareggiare con la gran mole dell'Arena. Venne concepito come edificio d'armi, con un vasto porticato utilizzabile per passare in rivista le truppe nei giorni di maltempo ed un piano nobile destinato ad accogliere l' Accademia d'Armi dei Filotimi.

I lavori per la sua costruzione, su progetto dell'architetto Domenico Curtoni, iniziarono nel 1610 ma furono sospesi già nel 1614 a cause delle ristrettezze economiche in cui era venuta a trovarsi la municipalità. Ripresi nel 1820 sotto la direzione dell'architetto GIUSEPPE BARBIERI, lo stesso che realizzò l'adiacente Palazzo Barbieri, furono completati nel 1853. Da allora il maestoso Palazzo è stato purtroppo oggetto di costanti attenzioni e restyling, spesso frutto di miopie politiche e insensati cambi di destinazione.

Disposto su due piani e un attico il palazzo ha una lunghezza di oltre ottantasei metri. Il piano terreno è costituito da tredici MAESTOSE ARCATE in robusto bugnato rustico, ognuna con un diametro oltre i tre metri e mezzo, che richiamano la prospiciente Arena. Il piano nobile, che si eleva su un architrave a metope e triglifi, è finemente ritmato da grandi finestre rettangolari separati da semicolonne doriche binate, inquadrate da un'alternanza armonica di timpani triangolari e curvilinei, oltre i quali corrispondono semplici aperture di dimensioni modeste.

Cinque aperture che sono riprese anche nel piano attico, una sorta di preziosa corona posta sul capo del palazzo. Eleganti i due lati che si saldano alle mura medioevali, presentano le stesse caratteristiche della facciata centrale: un volto a bugnato al piano terra che immette nel portico e al piano nobile tre grandi finestre. Osservando le linee del palazzo è facile notare l'influenza dello stile sanmicheliano: nella divisione in due piani (ad arcate quello inferiore e ad ampie finestre il piano nobile) ricchi di una MAGIA CHIAROSCURALE che richiama il vicino palazzo Guastaverza; nei timpani delle finestre superiori, simili a quelli di palazzo Bevilacqua in Corso Cavour.

Verso la fine del secondo millennio le sue strutture sono state pesantemente e orribilmente modificate per realizzare un prestigioso, ma praticamente inutilizzato, centro congressi disposto su vari livelli e dotato di varie sale con differenti capienze (da 40 a 210 posti). L'edificio è stato ampliato inserendo sul retro una STRUTTURA a PRISMI che degradano e si saldano alle mura medioevali; gli antichi saloni sono stati modificati per ottenere una struttura divisa in cinque livelli... e ancora una volta sono andate deluse le aspettative di quanti sognavano che le maestose sale potessero ospitare il Museo della Lirica tanto atteso dai turisti e da quanti amano questa città.

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