CHIESA SAN TOMASO

INDIRIZZO
stradone san Tomaso, 1
37129 Verona (vr)

CONTATTI
Tel. 045.8030356

GIORNO DI CHIUSURA
NESSUNO

ORARI DI APERTURA
trattasi di luogo di culto, normalmente accessibile durante il giorno

PREZZI
NESSUNO


VISUALIZZA LA MAPPA

La chiesa di San Tomaso, nelle forme in cui oggi appare al visitatore, è cinquecentesca ma la sua storia è molto più antica e risale sino ai primi secoli del cristianesimo...

In questa zona, che sino al 1895 era un isola in mezzo al fiume (una sorta di Tiberina sull'Adige), in epoca romana esistevano una vasta necropoli e un tempio per commemorare i defunti. Sull'area di quel tempio in età paleocristiana sorse una chiesetta, che s'ingrandi nel corso dei secoli e divenne una chiesa, che nel 1316 venne consacrata e intitolata a SAN TOMASO di CANTERBURY. Pochi anni dopo, nel 1351, una nuova chiesa venne costruita accanto ad essa e i due edifici rimasero l'uno accanto all'altro fino al 1484, quando si decise di unirli in un unico tempio che fu consacrato il 22 settembre 1504. Negli anni che seguirono venne colpita da crolli, fulmini e inondazioni dell'Adige; fu parzialmente ristrutturata dal Sanmicheli, requisita dai francesi e adibita ad ospedale militare, sconsacrata e utilizzata dagli austriaci come magazzino... e solo nel 1867 venne definitivamente riaperta al culto.

L'esterno della chiesa è in stile neogotico e interamente realizzato in mattoni; la facciata quattrocentesca è chiaramente incompiuta e rimanda a quella di Santa Eufemia, che veniva portata a compimento nello stesso periodo: un elaborato portale marmoreo, sovrastato da un rosone centrale e affiancato da DUE GRANDI BIFORE laterali corniciate a rettangolo. Questa però è più armoniosa e completata da un pregevole campanile in cotto, che termina con un cono decisamente slanciato attorniato da quattro eleganti pinnacoli. Il PORTALE, donato dallo stesso mecenate che aveva fatto costruire quello di Santa Eufemia, appare come l'elemento più interessante della parete: è ornato con motivi a spirale sulle strombature e sovrastato da un arco leggermente acuto, circondato da due statue di santi guerrieri e da una Madonna con Bambino. L’interno della chiesa, in cui prevalgono le forme rinascimentali, si articola su un unica grande navata con copertura a capriate e presenta un notevole presbiterio, leggermente rialzato e preceduto da una serie di archi trionfali. Le pareti laterali sono ornate da otto cappelle rinascimentali (quattro su ciascun lato) con pregevoli altari barocchi che accolgono numerose OPERE PITTORICHE dei maggiori artisti veronesi del cinquecento: Paolo Farinati, Francesco Moro detto il Torbido, Giovanni Caliari, Alessandro Turchi detto l'Orbetto, Antonio Balestra, Girolamo dai Libri e Felice Brusasorci.

Entro queste secolari mura trovano riposo anche le spoglie mortali di due veronesi particolarmente illustri: MICHELE SANMICHELI, uno dei maggiori architetti del Rinascimento, e Don Nicola Mazza, fondatore dell'omonimo ordine religioso, i cui mausolei sono presenti rispettivamente dopo il primo altare di destra e di sinistra. Nella zona del presbiterio, delimitata da una settecentesca balaustra con colonnine squadrate, si trova il marmoreo altare maggiore, dove sono raccolte importanti reliquie di san Tomaso e vari Santi veronesi, e la retrostante pala di Felice Brusasorci, con la Madonna, san Tommaso, Giovanni Battista e altri Santi. Particolare attenzione inoltre, merita il grande ORGANO BAROCCO visibile sulla parete di sinistra, poco dopo l'ultimo altare. E' uno strumento magnifico, sia per la struttura estetica che per l'eccelsa qualità del suono, e sicuramente uno dei più pregevoli presenti nell'intera penisola; nel gennaio del 1770 venne suonato da un adolescente Wolfgang Amadeus Mozart, fermatosi lungamente a Verona nel corso del suo primo viaggio in Italia.

VEDI ANCHE
>> ITINERAIO: PEDALANDO LUNGO L'ADIGE