Costruito a metà ottocento dagli austriaci, che gli dettero l’aspetta di un castello medioevale in stile neoromanico, l'Arsenale FRANZ JOSEPH DER ERSTE è quasi un tutt’uno con Castelvecchio, a cui li lega il magnifico Ponte Scaligero
Durante la dominazione austriaca Verona fu un'importante piazzaforte militare e molte sue infrastrutture furono rafforzate per inserirla nella linea difensiva denominata QUADRILATERO, che includeva anche Mantova, Pastrengo e Legnago. In città e provincia vennero realizzati Forti e strade militari che mutarono l'assetto urbano. Le fortezze, edificate con caratteristiche comuni che rispettavano il decalogo militare dell'epoca, erano a pianta poligonale, più basse e larghe delle precedenti per contrastare le artiglierie sempre più potenti.
L'unico forte che si discosta da queste caratteristiche è l'Arsenale Franz Joseph der Erste, costruito tra il 1840 ed il 1861 nella zona nord di Verona, quasi unito a Castelvecchio tramite il Ponte Scaligero. Ricorda infatti un castello medioevale in stile neoromanico e sorge su una superficie di 62 mila metri quadrati, con una planimetria simile a quella dell'ARSENALE DI VIENNA.
E' uno dei più grandiosi complessi militari dell'epoca, il cui impianto è ordinato in un sistema di assi cartesiani con spazi liberi di prato e alberi che dividono gli edifici e danno organicità d'insieme.
L'Arsenale è costituito da nove corpi di fabbrica, funzionalmente distinti in corti destinate a magazzini, depositi e laboratori, immersi nel verde di una rigogliosa natura. La facciata principale contrasta con la consueta architettura delle caserme, normalmente spoglia e rispondente ai soli fini bellici, ed essa rimanda al vicino Castelvecchio, anch'esso adibito a caserma sotto gli Austriaci.
Gli elementi architettonici sono tipici del rundbogenstil (stile circolare, con ripetizione di elementi uguali su un impianto geometrico modulare) con un forte RICHIAMO al ROMANICO. Gli austriaci ripresero infatti l'antico stile molto presente in città, immergendo la fortezza nel contesto urbano e dandole colori gioiosi dal rosso al giallo e bianco, che seguono la tipica tradizione veronese.
La facciata a liste alterne di cotto e tufo, con l'inserimento di arcate pensili bianche che coronano le finestre e vengono riprese nel sottotetto, sottolinea ancora una volta la peculiarità coloristica ed impressionistica di questa città. Sopra il PORTONE di ACCESSO si eleva una finestra bifora separata da una colonna, mentre ai lati ed all'altezza del portone le finestre sono semplici. Le esili torri angolari dalla merlatura dentellata con due finestre ai lati abbracciano le aree laterali, che presentano bifore al primo e secondo piano. Ai lati si allunga un muro di cinta di modesta altezza.
Appena varcato l'ingresso ci si trova nell'atrio, sede del comando, dove un accesso speculare a quello d'entrata immette nell'ampio giardino. La facciata interna è simile a quella esterna, con torrette e aree laterali ingentilite da bifore. Ai lati dell'edificio principale sorgono due fabbricati per gli alloggi degli ufficiali, caratterizzati dai soffitti con volte a botte che separano gli ambienti e danno compattezza alla struttura. Oltre il giardino si incontra la FACCIATA SUD, più piccola e modesta: una semplice copertura a capanna sovrasta il portone centrale e le due finestre laterali. Gli edifici ad est erano destinati a magazzini, ed anche in questi si trovano i soffitti con volte a crociera interne a cui corrispondono i contrafforti esterni alternati a pilastri.
Nell'atrio di collegamento all'area ovest sono visitabili i capannoni costruiti a partire dalla prima guerra mondiale in muratura gialla che hanno occupato gli originali cortili. La corte ovest è costituita da due corpi lineari da uno e due piani chiusi da un fabbricato destinato a scuderie.
Dal 1995 il complesso è gestito dal Comune, che ha adibito il giardino a parco giochi installando giostre per bambini, mentre alcune delle aree interne ospitano occasionali mostre temporanee di pittura, scultura e fotografia. La parte destra della struttura viene utilizzata come parcheggio, ancora oggi poco conosciuto ed utilizzato nonostante la sua vicinanza con il centro cittadino.
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