Secondo le fonti storiche la vicenda di Giulietta e Romeo si svolse nel 1303, quando Verona era governata dalla SIGNORIA DEGLI SCALIGERI. Dopo il governo di Alberto della Scala, nel 1301 la reggenza passò a suo figlio Bartolomeo, che tentò inutilmente di sedare l'odio delle lotte intestine tra le famiglie veronesi, divise nelle fazioni avverse dei Guelfi e dei Ghibellini. In quegli anni la rivalità tra Montecchi e Capuleti era talmente accesa che Dante Alighieri, esule da Firenze ed ospite tra il 1303 e il 1304 degli Scaligeri, la nomina nel VI canto del Purgatorio (Vieni a veder Montecchi e Cappelletti / Monaldi e Filippeschi, uom sanza cura: / color già tristi, e questi con sospetti). L'origine letteraria della vicenda risale invece al 1531 quando il capitano vicentino Luigi Da Porto la narrò nella sua nella sua "Historia novellatamente ritrovata di due nobili amanti con la loro pietosa morte intervenuta già al tempo di Bartolomeo della Scala", un opera prolissa ma in pratica già contenente tutti gli elementi che saranno poi narrati da Shakespeare. Si trattava di una storia già nota nei racconti popolari, che lo stesso capitano spiega essergli stata riferita da un suo compagno d'armi, tal Pellegrino da Verona. La novella del Da Porto venne presto ripresa in un poema di Gerardo Boldiero e nel 1554 in un opera di Matteo Bandello. La storia ebbe presto grande fama in tutta Europa, con versioni scritte dall'inglese Arthur Brooke nel 1562, William Painter nel 1569 e lo spagnolo Felix Lope de Vega nel 1590. Fu nel 1596 che il drammaturgo inglese William Shakespeare rappresentò la sua versione della tragedia, dando alla vicenda dei due amanti un'immortale attualità e rendendola icona dell'immaginario collettivo. L'anno successivo dette alle stampe "La tragedia eccellentemente concepita di Romeo e Giulietta come è stata spesse volte rappresentata in pubblico (con grandi applausi) dai servi dell'onorevolissimo lord Hudson" mentre nel 1599 pubblicò una seconda edizione riveduta e corretta
>> LA TRAMA DELL'OPERA SHAKESPERIANA
Montecchi e Capuleti sono due grandi famiglie di Verona, acerrime nemiche. Romeo mentre partecipa mascherato ad una festa nella casa dei Capuleti, scopre cos'è il vero amore alla vista di Giulietta. Dopo la festa, in cui i giovani si sono incontrati accendendosi di reciproco amore, Romeo nascosto sotto il BALCONE DI GIULIETTA la ode confessare di notte il suo grande amore per lui e ottiene il suo consenso ad un matrimonio segreto. Con l'aiuto di Frate Lorenzo si sposano il giorno seguente. Mercuzio, amico di Romeo, incontra Tebaldo, nipote di Madonna Capuleti, che è furente per aver scoperto la presenza dei Montecchi alla festa e i due litigano. Romeo interviene e alla sfida di Tebaldo risponde con parole che adombrano il nuovo vincolo di parentela, rifiutando di battersi. Mercuzio s'indigna per tanta sottomissione e trae la spada; invano Romeo cerca inutilmente di separare i due contendenti ma ottiene solo di offrire a Tebaldo la possibilità di colpire a morte Mercuzio. Allora anche Romeo è trascinato a combattere e nel duello uccide Tebaldo
Romeo viene condannato al bando e il giorno seguente, dopo aver passato la notte con l'amata Giulietta, lascia Verona, esortato dal frate, che intende rendere pubblico il suo matrimonio al momento opportuno. Giulietta, forzata dal padre e dalla nutrice a sposare il conte Paride, finge di acconsentire ma è d’accordo con fra Lorenzo di bere un narcotico che, alla vigilia delle nozze, la farà sembrar morta per quaranta ore. Frate Lorenzo si occuperà di avvisare Romeo, che la libererà dal sepolcro al suo risveglio e con lei fuggirà a Mantova. Giulietta attua il piano, ma il messaggio non giunge a Romeo, perché il messaggero è trattenuto per sospetto di contagio; gli giunge solo la notizia della morte di Giulietta. Allora Romeo acquista un potente veleno, e si reca sulla TOMBA per veder un'ultima volta l'amata consorte. Romeo, dopo aver baciato Giulietta, beve il veleno. Poco dopo Giulietta si sveglia dal sonno e trova il suo amato morto, con la coppa ancora in mano. Rendendosi conto dell'accaduto, prende una lama e si pugnala al cuore. La tragica fine dei due giovani è narrata da Frate Lorenzo e le famiglie, commosse dalla catastrofe provocata, si riconciliano tra loro

